La carica dei giovani designer
Viaggio nel "Salonesatellite" - Le idee degli under 35
di MARIA GIULIA MINETTI
Avere la faccia tosta di dire: ecco, questi sono i migliori progetti in mostra al SaloneSatellite, cioè in quella parte del Salone del Mobile dove sono raccolti i lavori inediti o quasi di giovani designer under 35, be', sarebbe davvero imperdonabile.
Al Satellite espongono circa 700 creativi su 6000 mq di superficie, anche l'occhio più esperto e il piede più veloce non consentono di vedere e valutare tutto con calma. Prendete dunque i nostri suggerimenti come indicazioni, suggestioni, innamoramenti.Ma potrebbero esserci molte altre sorprese in serbo.
A proposito di indicazioni: anche una passeggiata rapida rivela, se ci sono, le tendenze più diffuse.
Nel Satellite salta subito all'occhio la propensione di molti giovani designer a offrire i propri prodotti (se qualcuno li produrrà, beninteso), in kit da assemblare. «Tendenza Ikea - scherza l'italiano Giorgio Biscaro, 32 anni, di Treviso -. O, forse, tendenza crisi».
Nel kit fai-da-te di Biscaro c'è uno sgabello di legno facilissimo da montare, ma il suo progetto più divertente è la sedia Witchcraft (manufatto stregonesco), fatta di saggina, lo schienale formato da due scope: «Il tentativo di riportare in vita un materiale ormai scomparso. In Veneto, sono rimasti in cinque a fare le scope, tutti sui 90 anni». Anche il duo messicano PECA, i trentaquattrenni Caterina Moretti e Héctor Mendoza di Guadalajara, puntano su un kit per le loro gabbie-abat jour Pajaros (Uccelli), listelli di legno - alcuni sagomati come fringuelli - assemblati con un semplice anello di fil di ferro.
I Pajaros interpretano un'altra tendenza del Satellite (ma le tendenze di qui le ritrovi anche altrove ), cioè l'attenzione al «child design», che vede un momento di autentica fioritura (la riedizione di Vitra dell'elefantino degli Eames, per esempio, è andata a ruba). Perfette le lampade del duo messicano per camerette infantili, e perfettissimi gli sgabelli del giapponese Masakazu Ori, 28 anni, di Osaka ma trasferito a Dublino «per le pecore, i cavalli, i cani, il verde».
Designer di «pet products» (oggetti per animali domestici), Masakazu tenta il salto nel mondo degli umani con progetti ispirati ai suoi amici con la coda. Irresistibili, appunto, gli sgabelli di listelli metallici che «alludono» - la somiglianza è stupefacente - a cani di diverse razze e stazze.
Non vi sorprenda la predominanza di oggetti piccoli, specie sedie e lampade, tra i progetti. Un letto, un tavolo da pranzo, un divano richiedono investimenti ben maggiori, impossibili finché non salta fuori il produttore capace di finanziare roba «pesante». Ma torniamo alle tendenze: una delle più evidenti è l'uso di materiali tecnologici magari inusitati, di poco prezzo e grandi prestazioni.
Geniale l'americana Jessica Carnevale, 28 anni, del Rhode Island trapiantanta a Brooklyn, con le sue sedie Stretch, dove adopera le corde elastiche del bungee e, addirittura, i lacci emostatici. Dalle tecniche del lavoro a maglia riviste tecnologicamente («industrial knitwear») arriva invece la lampada delle due trentenni svizzere Dunja Weber , che vive a Milano, e Cécile Feilchenfeldt, residente a Parigi. «È fatta d'un tessuto - informano - né tagliato né cucito». Come fate a lavorare insieme? «Skype e treni notturni».
Vicinissimi, al contrario, i quattro ragazzi «under 30» di Bruxelles autori della lampada Stuut, fatta di EVA, un materiale traslucido molto resistente e una lunga zip. Si vedono alla sera e nei week end per progettare (di giorno lavorano per campare). Fratelli matti dei belgi presenti al Satellite, i connazionali di «Ou je suis Dada» espongono in via Tortona progetti «senza capo né cod»" decisamente esilaranti. Si raccomanda una visita.
Chiudiamo con due signore che hanno capito cosa fare dei loro vestiti vecchi! Sono la designer serba Ana Kras, 25 anni, autrice di una poetica lampada a stelo che come abat jour prevede gonne o sottovesti semplicemente gettate sull'intelaiatura, e la georgiana Nata Janberidze, 29 anni. Sue le Dressed Chairs (Sedie vestite), con l'alto schienale infilato in giacche o camicie molto vistose, e sembra di sedersi addosso a qualcuno!
Un capitolo a parte meriterebbero le tedesche Silvia Knuppel & Katrin Sonnleitner, 32 e 30 anni, autrici di Alien Realities, un mobile infinitamente componibile, metamorfizzabile e penetrabile in bilico tra Bauhaus e Surrealismo. C'è su Internet (www.katrin-sonnleitner.com), ma non si può scaricare.
Per darvi comunque un'idea del lavoro di Silvia e Katrin, abbiamo preso dal loro sito un esempio della collezione Homesick (Nostalgia di casa), che propone di eseguire al tombolo o all'uncinetto le reti dei campi da football o da tennis per renderli luoghi più familiari, «intimi». Parliamone al Coni.
www.lastampa.it
















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