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Sabato, 17 Dicembre 2011
Giuliopoli Story PDF Stampa Scrivi e-mail
Sabato 17 Dicembre 2011 22:28

Giuliopoli è una frazione di Rosello, comune della provincia di Chieti, in Abruzzo. 

E’ stato fondato il 1° giugno 1641 da Giulio Caracciolo, fratello di San Francesco Caracciolo. 

Alla sua morte, è stato sepolto nella chiesa di Roio del Sangro. Read more
Ultimo aggiornamento ( Sabato 21 Gennaio 2012 09:33 )

Rosello Story PDF Stampa Scrivi e-mail
Sabato 17 Dicembre 2011 22:14

Rosello è un comune della Provincia di Chieti, in Abruzzo.

Il patrono, la Madonna delle Grazie, si festeggia l’8 settembre.

Frazioni: Colle Tasso, Giuliopoli.

Confina con i comuni di Agnone (IS), Borrello, Castiglione Messer Marino, Pescopennataro (IS), Roio del Sangro, Villa Santa Maria.

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 03 Maggio 2013 01:16 )

Pennadomo Story PDF Stampa Scrivi e-mail
Sabato 17 Dicembre 2011 20:11

Pennadomo è un comune della Provincia di Chieti, in Abruzzo.

Il patrono, San Lorenzo, si festeggia il 10 agosto.

Confina con i comuni di Bomba, Civitaluparella, Montebello sul Sangro, Montenerodomo, Torricella Peligna, Villa Santa Maria.

Assai pittoresco è l'abitato, dai tortuosi vicoli, con le case arroccate su un colle della valle del Sangro.

Nella chiesa di San Nicola, di origine medievale ma più volte rimaneggiata, è notevole la cassa lignea settecentesca dell'organo.

Toponomastica.

Il nome del paese deriva da "Penna in Domo" ("penna" da "pinna" significante masso emergente dal terreno e da "domus" non nel significato di casa ma nel significato di territorio cioè i feudi del X secolo tra cui Torricella Peligna, Palena, Lama dei Peligni, Taranta Peligna e Pizzoferrato, con Juvanum capitale della regione romana).

Nel 1114 viene citata come "Domo in pinna" quando il vescovo di Chieti Roberto cede ad un certo Alessandro dell'eremo di San Salvatore a Maiella le “decime sia dei morti che dei vivi do Gissi, Pennadomo ed Altino”

La prima menzione del borgo è nel 1141, come Domo in pinna; Penne de domo, Penna de Homine, Penna de homo viene chiamato in documenti dei primi decenni del XIV secolo.

Dei suoi feudatari ricordiamo Raimondo de Anichino (XV sec.) e i Malvini Malvezzi (XVIII sec.).

Molti reperti trovati nel territorio comunale attestano stanziamenti umani sin dall'eneolitico.

Nel 1320 il valore del paese risulta essere di 3 once, 13 tari e 15 grani.

Nel XIV secolo il paese viene citato per le decime dovute dai alcuni clerici negli anni 1308, 1324 e 1326.

Nella prima metà del XV secolo Pennadomo fu feudo di Raimondo de Annichino e nel XVII secolo fu dei Malvin-Malvezzi duchi di Santa Candida originari di Bologna e parenti dei Medici di Firenze.

Monumenti e luoghi d'interesse

• Fonte vecchia. È una fonte con abbeveratoio per usi domestici con 3 cannelle sita in via Roma. È stata ricostruita nel XX secolo con riutilizzo dei materiali precedenti.

È a 2 vasche esagonali concentriche. La vasca superiore ha un maggiore sviluppo in altezza della inferiore ove viene raccolta l'acqua proveniente dalla vasca superiore. L'intera struttura è in blocchi di pietra modellati per l'uopo. La parte retrostante è dipinta.

• Chiesa di Lorenzo. È una chiesa recente. La struttura portante dell'edificio è in cemento armato. La facciata principale è preceduta da una scalinata. Una cornice marcapiano divide due registri.

• Chiesa di San Nicola di Bari. È sita in Via di San Nicola. È stata costruita nel XVI secolo ma rimaneggiata in seguito. Davanti alla facciata vi è una scalinata d'accesso. Il prospetto laterale è suddiviso mediante tre campate. L'abside è sovrastato da una copertura a calotta.

La navata principale è suddivisa anch'essa in tre campate, le prime due con volta a botte con lunette mentre la terza a cupola. Alla sinistra di questa lunetta vi sono tre cappelle, di cui l'ultima con volta a botte. La navata minore è separata da quella principale da tre arcate, di cui una più bassa rispetto alle altre.

Al lato di questa navata vi sono due cappelle, una per campata. In questa chiesa vi sono anche tre nicchie con statue.

• Chiesa di Sant'Antonio Abate. È sita in Via Roma. Venne costruita sul luogo di una preesistente cappella seicentesca verso il 2° decennio del settecento. La facciata anteriore ha coronamento ad arco ed è rivestita in cemento. Il portale è sormontato da un timpano. L'interno è composto di una singola navata con copertura a botte. Un ambone è posto all'ingresso. Le pareti sono bianche e beige mentre i capitelli sono decorati con stucco dorato.

• Palazzo De Ritiis. È sito in Via Peligna. L'edificio è pianta ad "L" ed è a due piani. Non si conosce l'epoca della costruzione mancando documenti che ne attestano l'anno di costruzione. La facciata principale è in pietra smussata.

Il portale è affiancato da due piedritti in pietra con capitelli che sorreggono un arco a tutto sesto. Su di un lato poggia una logga ad archi.

• Palazzo Troilo-Valignani. È sito in Via Orientale. L'edificio è a pianta rettangolare.

Attualmente è adibito ad abitazione. Verosimilmente è del XIV secolo come appare studiando il torrione circolare ma mancano documenti che datano precisamente il palazzo, tuttavia un restauro ha interessato gran parte delle mura esterne, l'unico lato non restaurato è quasi totalmente privo dell'intonaco che lo ricopriva ed il relativo cornicione è lesionato.

Due tiranti sono posti al balcone dell'ultimo piano, mentre alcune arcate sono rafforzate da mattonatura, mentre le ringhiere di ferro del III° piano sono state sostituite da ringhiere in alluminio.

Sul lato di Via Orientale il palazzo si sviluppa in due piani, mentre nel retro su quattro. Anteriormente, la facciata è ornata in pietra smussata tenuta insieme con abbondante malta. Il portale di sinistra sormontato da arco a tutto sesto con chiave di volta scolpita, ai lati vi sono due piedritti con capitelli.

Le finestre del piano superiore sono di dimensione diversa.

Le due facciate laterali sono percorse da altrettante rampe di scale. La facciata posteriore è suddivisa da due lesene, mentre delle finestre sono sbarrate da delle grate di ferro.

• Vista sul lago di Bomba, chiamato su cartelli stradali locali Lago di Pennadomo

• E, nelle vicinanze, la Forra della Gran Giara, una grande apertura nella roccia causata dall’erosione dal torrente di San Leo, affluente del Sangro.

Eventi e tradizioni

16-17 agosto: festa dei SS. Brigida, Rocco e Antonio;

negli stessi giorni, sagra del cinghiale.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 18 Aprile 2013 00:05 )

Gamberale Story PDF Stampa Scrivi e-mail
Sabato 17 Dicembre 2011 20:02

Gamberale è un comune della Provincia di Chieti, in Abruzzo.

Il patrono, San Lorenzo, si festeggia il 10 agosto.

Frazioni: elenco in fondo alla pagina.

Confina con i comuni di Ateleta (AQ), Castel del Giudice (IS), Montenerodomo, Palena, Pizzoferrato, Sant'Angelo del Pesco (IS)

Nelle vicinanze il Parco nazionale della Maiella

Domina il paese, che sorge tra gli speroni rocciosi del monte Sant'An­tonio lungo la valle del Sangro, l'antico palazzo baronale, molto ri­maneggiato.

Nelle vicinanze, tra faggeta, abetaie e querceti, trovia­mo il lago di Gamberale.

Il paese è stato insignito della Medaglia d’Argento al merito civile per il suo eroico comportamento durante la Seconda Guerra mondiale.

L'origine è da ricollegarsi nel Medioevo, come attesta il nome del paese deriverebbe da gamhall(os) che significa socio, quindi il nome diventò Gamalarius-erius, ma le prime notizie certe sono da ricercarsi nel XII secolo. quando viene chiamato Gambarum. 

Le sue case sono attorniate attorno al castello che risale al XIII secolo.

Una stima del 1320 valutò il paese 5 once, 29 tari e 19 grani.

Le notizie successive vanno ricercate nel 1308. nel 1309, nel 1323 e nel 1326 per le decime ai monaci Gamerarri, de Gamerario e Gamararus.

Nel XV secolo fu feudo di Rainaldo Anichino, nel XVI secolo di Giovanni Maria Annechini, poi di Giovanni Crispano, indi venne venduto a Giuseppe Mellucci per 500 ducati, poi fu del marchese Odoardo Benedetti, nobile della provincia dell'Aquila, infine il 14 aprile 1777 dei Mascitelli di Atessa che furono gli ultimi baroni.

Medaglia d'argento al merito civile

«Centro strategicamente importante, occupato dalle truppe tedesche impegnate a bloccare l'avanzata alleata sulla linea Gustav, subiva la perdita di numerosi suoi concittadini, vittime delle mine anti-uomo sparse sul territorio, di violenti cannoneggiamenti e fucilazioni. Ammirevole esempio di spirito di sacrificio e di amor patrio.»

Monumenti e luoghi d'interesse

          Chiesa parrocchiale di San Lorenzo Martire. Chiesa ad un'unica navata con campanile a ridosso su di un lato. È in stile moderno ed ha coronamento a capanna.

          Chiesa di Sant'Antonio. Si trova nella frazione Piano d'Ischia. È stata costruita nel II° dopoguerra. L'interno è ad un'unica navata con tre campate con Volta a botte e presbiterio. La facciata è semplice con coronamento a capanna.

          Casa Pollice. È sita in piazza San Lorenzo presso uno degli ingressi al paesello abruzzese. L'edificio è a tre piani. La prima costruzione del palazzo viene fatta risalire al XVI secolo. Unico segno d'interesse del palazzo è il portale in pietra calcarea inserito in due contrafforti al centro della facciata principale.

          Il Castello. È sito nella parte più alta del centro storico a Piazza Castello. Attualmente, all'interno, una delle sale è adibita a sala riunioni del comune del paese stesso. La struttura è in stile medievale costruito, verosimilmente su una preesistente chiesa.

Una iscrizione della facciata principale il castello indica che è stato restaurato nel 1881 grazie a Pasquale Bucci.

Altri restauri sono dovuti alla distruzione della II guerra mondiale e del terremoto del 1984, quest'ultimo restauro donò al castello l'attuale aspetto pseudo-medioevale.

Le facciate esterne sono intonacate di bianco che fanno da contrasto alle parti in pietra.

La torre è provvista di merlatura in pietra.

Personalità legate a Gamberale

          Donald P. Bellisario, produttore televisivo

         Troian Bellisario, attrice

Eventi e tradizioni

10 agosto: festa di San Lorenzo

Frazioni: Casale Stazione, Casale Tesoro, Piane d'Ischia, Sant'Antonio

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 23 Aprile 2012 11:10 )

I pecorari abruzzesi contro Fini PDF Stampa Scrivi e-mail
Sabato 17 Dicembre 2011 17:34

"I pecorai fischiano, non i deputati", la frase del presidente della Camera Gianfranco Fini non è andata giù a chi svolge "un mestiere antico e nobile".

Continua, leggi tutto...

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Ultimo aggiornamento ( Sabato 17 Dicembre 2011 17:37 )

Il Canada rinuncia a Kioto PDF Stampa Scrivi e-mail
Sabato 17 Dicembre 2011 00:53

Il Canada annuncia il suo ritiro dal protocollo di Kyoto

"Piattaforma Durban permette di avanzare, Kyoto è ostacolo"

Il Canada è il primo Stato a ritirarsi formalmente dal protocollo di Kyoto: l'annuncio, giunto all'indomani della fine della conferenza di Durban sui cambiamenti climatici, è stato fatto dal ministro dell'Ambiente Peter Kent, che lo ha giustificato col fatto che Ottawa correrebbe il rischio di dover pagare multe per un totale 14 miliardi di dollari. Read more

Ultimo aggiornamento ( Sabato 17 Dicembre 2011 00:54 )

Ofena Story PDF Stampa Scrivi e-mail
Sabato 17 Dicembre 2011 00:33

Ofena è un comune della Provincia dell’Aquila, in Abruzzo.

Il patrono, San Nicola, di festeggia l’8 maggio.

Frazioni: San Pietro Cappuccini, Seminario.

Confina con i comuni di Calascio, Capestrano, Carpineto della Nora (PE), Castel del Monte, Castelvecchio Calvisio, Civitella Casanova (PE), Farindola (PE), Villa Celiera (PE), Villa Santa Lucia degli Abruzzi

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 11 Aprile 2013 23:53 )

Cappadocia Story PDF Stampa Scrivi e-mail
Sabato 17 Dicembre 2011 00:27

Cappadocia è un comune della Provincia dell’Aquila, in Abruzzo.

I patroni, San Biagio e Santa Margherita, si festeggiano il 3 gennaio.

Frazioni: Camporotondo, Petrella Liri, Verrecchie:

Confina con i comuni di Camerata Nuova (RM), Castellafiume, Filettino (FR), Pereto, Rocca di Botte, Tagliacozzo, Vallepietra (RM)

Si estende lungo il confine tra Abruzzo e Lazio, nel pieno dell'Appennino centrale sul versante nord-orientale aquilano dei Monti Simbruini.

Il territorio, particolarmente montuoso, ha da sempre condizionato l'economia della zona, dedita per lo più all'allevamento, al commercio del legname e al turismo, sviluppatosi negli ultimi anni.

Porta abruzzese al complesso naturalistico del Parco dei Monti Simbruini, è uno dei tanti comuni abruzzesi sorti tra la frescura e le bellezze naturali dell’Appennino, ed è adagiato sulle pendici del Colle Secco, dal quale si ammira l’incantevole panorama della Valle del Liri.

Il paese è sorto in età medievale, sviluppandosi su un pianoro alle falde del Colle Secco.

Dal pae­se si gode lo splendido pano­rama della valle del Liri e dando luogo ad una configurazione urbana che dalla base, rappresentata dalla linea delle prime case dell' abitato, i borghi di Vallefredda e dell'Orto Pompilio, tende poi a chiudersi nei pressi della sommità, all’altezza del Piazzale e dell’odierna Chiesa di Santa Margherita.

E' situato a 1108 metri di altezza sul livello del mare, ed è adagiato su un pianoro naturale alle falde del Monte Camiciola. Da questa invidiabile e privilegiata posizione panoramica domina sull’incantevole valle sottostante, lungo la quale scorre il fiume Liri, le cui sorgenti sgorgano alle pendici del paese.

E’ uno dei comuni abruzzesi della sub-regione della Marsica, confinante con il Lazio e la Provincia di Roma. Nonostante l'area risulti insedia­ta sin dal Neolitico, come testi­monia la Grotta Cola nella vicina Petrella, non si hanno notizie storiche di Cappadocia prima dell'XI secolo.

La storia del borgo è correlata a quella delle più potenti famiglie dell'area marsicana: Cappado­cia fu legata, infatti, alla Con­tea dei Marsi, e successiva­mente alle Contee di Albe e Tagliacozzo degli Orsini, do­nate dopo la ribellione di Virginio Orsini, nel 1496, a Fabrizio Colonna.

Il terremoto del 1915 provocò gravissimi danni all'abitato ed in particolare all'antica chiesa di Santa Margherita.

Questa area risulta essere stata insediata dall’uomo fin dall’Età Neolitica, come testimoniano quei reperti archeologici che numerosi (rozze stoviglie di creta, armi di selce, ed un osso occipitale umano probabilmente usato come lisciatoio, oltre ad ossa e denti dell’Ursus Spelaeus, l’estinto orso delle caverne) sono stati indagati da Giustiniano Nicolucci nel 1877, e rinvenuti all’interno della Grotta Cola, nei pressi di Petrella Liri (G. Nicolucci, La grotta Cola presso Petrella di Cappadocia, Napoli, 1877).

Altri e più recenti ritrovamenti relativi a reperti dell’Età del Bronzo, sono stati rinvenuti all’interno delle Grotte di Beatrice Cenci, e nella Grotta “La Dama”, sita al di sopra delle Sorgenti del Liri.

La zona era frequentata anche in epoca romana, e probabilmente si trovava in territorio “Equo” e poi nell’Ager Albenses.

Presso Petrella Liri, nelle zone di San Pietro e Fonte Nina, ci sono tracce di insediamenti romani, costituite da mura, resti di ville rustiche o fattorie, oltre a numerosi laterizi ed elementi fittili.

Inoltre oggi è accertata la presenza di una struttura romana, un invaso sul fiume Liri, all’altezza dell’ex officina.

Di questo invaso o sbarramento è tuttora ben visibile il muro in “Opus Cementitium”, con i contrafforti e la chiusa sul fiume con grossi blocchi squadrati, scanalati verso la parte esterna. Rimane ancora il mistero della necessità dell’opera, delle finalità e di chi la utilizzasse.

Inoltre, dalla presenza di altri blocchi e resti, si presume la presenza di un ponte sul Liri.Sin da epoca romana la nostra è stata terra di transumanza orizzontale verso la Campagna Romana.

Questa la si raggiungeva attraverso la vicina via Tiburtina - Valeria, e dal diverticolo della via Traiana che metteva in comunicazione Subiaco con Marruvium, attraversando l'alta valle dell'Aniene, il Monte Autore (Petra Imperatoris), il Santuario della Santissima Trinità, Cappadocia, Monte Girifalco e scendendo poi per i Piani Palentini, ed Alba Fucens.

Su questo tracciato è ubicato, inoltre, l'antico insediamento di Morbano che potrebbe rivelarsi un insediamento medievale su un primo “Ocres” Equo.

Il territorio di Cappadocia e le sue sorgenti del Liri potrebbero, per la presenza di acqua e per la loro natura geografica di area di passaggio sulla direttrice Cassino - Valle Roveto – Carsolano, rivelare dei cenobi Benedettini legati al passaggio di Monaci Basiliani, che interessò soprattutto l’Italia meridionale durante l’VIII secolo d.C., a seguito dell’invasione araba e della persecuzione iconoclasta che imperversava nell’Impero Bizantino.

Infatti i toponimi Cappadocia - San Biagio - Santa Margherita - San Tommaso sono tutti di origine Orientale e una cella dedicata a San Biagio è certa nel territorio di Castellafiume.

Tutta la toponomastica di Cappadocia sembra rimandare alla più nota Cappadocia anatolica.

Gli stessi San Biagio e Santa Margherita, i santi protettori del paese, nacquero, vissero e consumarono il loro martirio nella citata regione orientale dell’odierna Turchia.

Probabilmente i lontani fondatori di Cappadocia portarono con loro, esuli in territorio abruzzese, il culto dei santi martiri venerati nella loro terra d’origine, la Cappadocia dell’Asia minore.

Persino nei nomi propri di persona sembrano cogliersi gli echi di questa lontana origine e provenienza.

Piuttosto comuni sono nomi propri quali Basilio, come il fondatore dell’Ordine dei Monaci Basiliani, padre e dottore della chiesa e patriarca del monachesimo orientale, e cioè Basilio il Grande, Cesarea di Cappadocia 329 ca.- 379, o Basilio di Cappadocia, oppure più comunemente noto come San Basilio.

E non mancano nomi propri di persona quali Armenio, Armenia e persino Anatolia.

Non si hanno, comunque, notizie documentate relative al borgo di Cappadocia fino al 1187 circa, quando nella Bolla inviata dal Papa Clemente III ad Eliano, Vescovo dei Marsi, viene citata la Chiesa di San Biagio e Santa Margherita in Cappadocia: “Sancti Blasii.

Sanctae Margheritae in Cappadocia” e nell’Elenco: “Ab Ecclesia Sancti Blasii, grani cuppas sex; Ab Ecclesia Sanctae Margheritae, grani cuppas sex”.

Nella stessa Bolla di Clemente III vengono anche nominate Sant'Angelo e San Giovanni in Petrella.

Eventi e tradizioni

15 agosto: festa di San Biagio e di Santa Margherita

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 22 Gennaio 2013 01:36 )

Prata d'Ansidonia Story PDF Stampa Scrivi e-mail
Sabato 17 Dicembre 2011 00:23

Prata d'Ansidonia è un comune della Provincia dell’Aquila, in Abruzzo.

Il patrono, San Nicola di Bari, si festeggia il 6 dicembre.

Frazioni: Tussio e San Nicandro.

Confina con i comuni di Barisciano, Caporciano, Fagnano Alto, San Demetrio ne' Vestini, San Pio delle Camere.

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Ultimo aggiornamento ( Domenica 20 Gennaio 2013 00:03 )

Opi Story PDF Stampa Scrivi e-mail
Sabato 17 Dicembre 2011 00:18

Opi è un comune della Provincia dell’Aquila, in Abruzzo.

Il patrono, San Giovanni Battista, si festeggia il 24 giugno.

Frazione: Casette asismiche.

Confina con i comuni di Civitella Alfedena, Pescasseroli, San Donato Val di Comino (FR), Scanno, Settefrati (FR).

E’ annoverato fra I borghi più belli d’Italia.

E’ situato nel Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 31 Gennaio 2013 00:27 )

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