"Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. Art. 21 della Costituzione italiana"

Iscriviti alle newsletter


I fatti e le opinioni

Ascolta la tua radio

Calendario per la ricerca degli articoli pubblicati

< Dicembre 2011 >
Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 30 31  
Autosurf
Giovedì, 29 Dicembre 2011
Valle Castellana Story PDF Stampa Scrivi e-mail
Giovedì 29 Dicembre 2011 23:43

Valle Castellana è un comune della Provincia di Teramo, in Abruzzo.

Il patrono, Annunciazione, si festeggia il 25 marzo.

Frazioni: elenco in fondo alla pagina

Confina con i comuni di Accumoli (RI), Acquasanta Terme (AP), Amatrice (RI), Arquata del Tronto (AP), Ascoli Piceno (AP), Campli, Civitella del Tronto, Rocca Santa Maria, Torricella Sicura.

Ricco di meraviglie paesaggistiche e luoghi incontaminati, nei quali ci si imbatte in svariate situazioni ambientali: castagneti secolari, praterie floreali, fiumi e ruscelli purissimi, il tutto contornato da borghi in pietra e vecchi mulini abbandonati.

È disteso su un'altura, fra due corsi d'acqua, ai piedi dei Monti della Laga.

Merita una visita la chiesa di Santa Maria di Stornazzano, o dell'Annunziata, poco fuori dell'abitato: di fondazione medievale, ma completamente ristrutturata agli inizi del Cinquecento, alla fase originaria risale la cripta, che viene datata tra l'XI e il XII secolo.

Splendido è il paesaggio dei Monti della Laga, con i suoi boschi, i mulini ad acqua, le località sciistiche, i numerosi piccoli abitati, quasi tutti con interessanti episodi architettonici.

Tra gli altri si segnalano Colle Pietralta, con la chiesa di San Nicola di Bari, dal ciborio rinascimentale, le chiese di San Vito e di Santa Rufina, dei villaggi omonimi, entrambe nelle parti più antiche risalenti al XII secolo, e i suggestivi ruderi del duecentesco Castel Manfrine, nei pressi di Macchia da Sole.

In tempi diversi sono venute alla luce tracce della presenza dell'uomo sul territorio risalenti all'età romana: dalle tombe di contrada Guercia Pupa, ai resti di abitato presso la chiesa di Santa Maria di Stornazzano, e di stazzi nelle località Sorgente La Cordella, Assareccia di Piano Maggiore e Selva da Sente.

Diversi sono i toponimi di origine prediale che indicherebbero però una ben maggiore diffusione del popolamento.

Alla colonizzazione monastica, attestata dalla prima metà del X secolo, si deve la formazione in età pienamente medievale di numerosi abitati; sul sito di uno di questi si è sviluppato l'attuale borgo di Valle Castellana, il toponimo compare alla fine del '200.

In Abruzzo, ad est degli Appennini, vi è una territorio affascinante, ricco di storia, cultura e tradizioni: la Vallata del Castellano. Il comprensorio sul quale essa si espande, va dalle quote medio basse (400 mt s.l.m.) fino alle elevate cime che sfondano il muro dei 2400 metri sul livello del mare.

La prevalenza di terreno marnoso-arenaceo, fa si, che l’acqua piovana, parzialmente assorbita dal esso, vada poi a formare ruscelli e fiumi, molti dei quali danno vita a cascate d’acqua suggestive.

La più famosa è quella della Morricana nei pressi della frazione Ceppo (Te) sul confine comunale. La diversità altimetrica, l’abbondanza di acqua e la varietà di microclimi presenti, hanno favorito la nascita e l’espansione di foreste e di fitti boschi.

Si incontrano alberi di castagni, faggi, querce, olmi, frassini e tigli, ma il più raro è sicuramente l’abete bianco.

Il clima montano con inverni nevosi ed estati miti favoriscono la nascita dei funghi porcini che insieme ai marroni sono riconosciuti in tutt’Italia per la loro bontà.

Il nome ufficiale di Valle Castellana risale al 1285 quando Ceresia, Sorbo, Stornazzano, Rosaio con pubblico atto, decisero, dinanzi la Chiesa dell’Annunziata, di chiedere la cittadinanza ascolana dando il nome al paese.

A quei tempi i paesi si chiamarono castelli dal latino claustrella, cioè paesi chiusi e difesi.

Ora nella Valle Castellana non esistono più castelli integri ma solamente ruderi, il più importante è quello di Manfrino nei pressi di Macchia Da Sole che secondo un antica leggenda il nome attuale del castello deriva dal re Manfredi di Svevia che dimorò in queste terre.

L’unico castello perfettamente integro e addirittura abitato è quello situato a Vallinquina, che risale però all’epoca romantica, di proprietà della famiglia nobile dei Bonifaci.

La storia di Valle Castellana è ricca di avvenimenti: stanziamenti di monaci e costruzioni di monasteri, combattimenti tra briganti e gendarmi, ricerche di antichi tesori, guerre e saccheggi, ma la notizia più antica riguarda il tracciato che deviando dalla Salaria allo Scandarello, portava ad Amatrice e da qui salendo sul crinale appenninico sotto il Pizzo (dove sono tracce di attraversamenti) scendeva sul bosco Martese per passare a Morrice, a Macchia da borea, a Beretra.

Gli antichi storici dicono che il paese limitrofo di Pietralta, sarebbe stato fondato dagli ascolani in fuga dinanzi alle schiere longobarde del duca Faroaldo.

A Santa Maria de monte Nigro dove visse San Cerbone, a quota 1300 circa, cera ancora un priore nel 1433 residuo di una comunità benedettina.

Nel rinascimento la zona diventa popolosa e diventa una comunità di seconda classe, dopo essere stata alle dipendenze feudali dei Guiderocchi.

Il brigantaggio ha ricoperto un ruolo assai rilevante nella storia di Valle Castellana, a partire dall’epoca rinascimentale fin verso il 1861.

Questa piaga era favorita dal fatto che Valle Castellana era l’ultimo paese del regno Borbonico posto proprio al confine con lo Stato Pontificio.

In effetti, il bacino del Castellano trovasi appena al di là dell'antico confine del Regno di Napoli con lo Stato della Chiesa, delineato dal crinale della vicina Montagna dei Fiori, direttrice che ancora oggi delimita a N-E il territorio comunale di Valle Castellana.

Personalità legate a Valle Castellana

Don Felice Lattanzi - Parroco di Valle Castellana dagli anni '20 agli anni '50.

Fondatore del "Giornalino di Valle Castellana" nel 1921, tornato in stampa nel 2010 attraverso la collaborazione dell'amministrazione comunale con Domenico Marinelli.

Fu un personaggio importantissimo in quanto è riuscito a reperire notizie preziosissime per ricostruire la storia del posto. Scomparso il 14 febbraio 1957 all'età di 79 anni. Fu una perdita grave per la comunità di Piano Annunziata.

Pacifico Cicconi - Era un contadino; il suo lavoro era l'unico sostegno per la sua numerosa famiglia con moglie, sorella e 9 figli, tutti a suo carico tranne la prima figlia sposata.

Nell'autunno del 1943 diede rifugio a 3 soldati inglesi in fuga nella Macchia, ospitandoli e nascondendoli nella propria abitazione, situata tra i boschi, nella piccola frazione "Colle Rustico".

Malgrado l’origine contadina, amava leggere, e soprattutto, reduce da 2 viaggi in America al fine di procurarsi denaro per costruire la sua casa a Valle Castellana, aveva acquisito una buona conoscenza della lingua inglese; pertanto i 3 soldati, oltre ad avere ospitalità, trovarono in Pacifico anche il conforto della comunicazione.

Del fatto era a conoscenza tutto il piccolo paese, ma Pacifico si accollò l’onere di rifugiare i 3 soldati fino a guerra conclusa, confidando anche nella buona fede dei suoi paesani.

I fascisti del paese tuttavia tradirono la sua fiducia, comunicando alle truppe naziste di Teramo, già alla ricerca degli evasi, dove erano nascosti i 3 soldati inglesi.

All'alba del 5 novembre 1943, le truppe tedesche guidate dai gerarchi fascisti del paese si recarono presso la sua abitazione.

Testimonianze parlano di un gruppo superiore alle 10 unità, una vera e propria spedizione. Pacifico fece subito fuggire dalle finestre i 2 figli appena maggiorenni.

Alcuni tedeschi che pattugliavano fuori la casa non esitarono a sparare, ma grazie all'estrema conoscenza dei boschi e alla velocità della loro fuga, i due ragazzi riuscirono a evitare le pallottole.

Pacifico eroicamente restò con la moglie, la sorella e figli minorenni.

Vista l'evidente inferiorità numerica rispetto ai nazi-fascisti, salì all'ultimo piano della casa armato solo di un’ascia, e pensò di uccidere, a mano a mano, chi avrebbe tentato di prenderlo.

All'ultimo piano vi si accedeva con una scala che finisce in una botola.

Un maresciallo tedesco, armato di rivoltella, fu travolto da un colpo d'ascia sulla fronte.

Gli altri tedeschi, vista tanta determinazione, decisero di lanciare un ordigno esplosivo al piano superiore.

Pacifico, stordito dall'esplosione, era ormai incapace di difendersi con l'ascia, e per i tedeschi fu facile finirlo con due colpi di arma da fuoco.

Tutti gli altri furono condotti fuori dall'abitazione e messi in fila sotto i mitra, mentre altri nazi-fascisti rastrellarono la casa di quei pochi valori che la famiglia aveva.

Prima di andare via, quale atto di sfregio essendo ormai vicino l'inverno, spararono ai vetri delle finestre.

I 3 soldati inglesi furono portati via e imprigionati a Teramo, e di loro non si seppe più nulla.

A guerra terminata l'Ambasciata Inglese inviò un documento di riconoscimento, da parte del maresciallo Alexander comandante supremo delle forze alleate nel Mediterraneo, in cui il Regno Unito di Gran Bretagna esprimeva rincrescimento alla moglie del Cicconi per quanto accaduto e i più sentiti ringraziamenti.

Don Angelo - Parroco di Valle Castellana fino agli anni '80.

Di lui si racconta che fosse una persona assai generosa in quanto aiutava chiunque avesse bisogno.

Ebbe il grande merito di portare il cinema a Valle Castellana che per decenni ha potuto ammirare pellicole cinematografiche nella casa parrocchiale. Particolarmente amato dai bambini. Morì per malattia.

Eventi e tradizioni

14-15-16 agosto: festa della SS. Annunziata;

22 agosto: sagra del fagiolo, nella frazione Collegrato;

7 novembre: sagra della castagna e della patata.

Frazioni:

Basto, Casanova, Ceraso, Cerquito, Cerro, Cesano, Colle, Collegrato, Coronelle, Corvino, Fischioli, Fornisco, Laturo, Leofara, Macchia da Borea, Macchia da Sole, Mattere, Morrice, Olmeto, Pascellata, Piano Maggiore, Pietralta, Prevenisco, Rio di Lame, San Giacomo, Santa Rufina, Santo Stefano, San Vito, Settecerri, Stivigliano, Valle Fara, Vallenquina, Valle Pezzata, Valloni, Valzo, Vignatico, Villa Franca

Read more
Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 28 Marzo 2012 15:16 )

Rocca Santa Maria Story PDF Stampa Scrivi e-mail
Giovedì 29 Dicembre 2011 23:24

Rocca Santa Maria è un comune sparso della Provincia di Teramo, in Abruzzo.

Il patrono, San Lorenzo, si festeggia il 10 agosto.

Frazioni: elenco in fondo alla pagina.

Confina con i comuni di Amatrice (RI), Cortino, Torricella Sicura, Valle Castellana.

Il suo nome deriverebbe dalla scomparsa torre posta nei pressi della villa di Riano, che insieme al territorio fu tradizionalmente feudo, insieme a Bisegno, del Vescovo Aprutino.

La località di Imposte, è così chiamata perché, un tempo, era punto d'arrivo della corriera per la posta, che veniva poi smistata nel territorio circostante.

Nei suoi pressi nasce il fiume Vezzola, affluente di sinistra del fiume Tordino.

Poco fuori della contrada Tavolerò, abbandonata, sorge la diruta chiesa tardoduecentesca di San Flaviano, costruita probabilmente sui resti di un preesistente edificio di culto dal quale proverrebbero gli elementi lapidei lavorati (secc. XI-XII) reimpiegati nel portale e nelle monofore della facciata.

Sono venuti alla luce resti di un abitato, pare di età imperiale, nei pressi di Forno, e di stazzi, della stessa epoca, in varie località; diversi toponimi prediali indicherebbero, però, che in età romana ben più numerosi dovevano essere gli insediamenti.

Nel Medioevo ebbe notevole importanza la cosiddetta "Rocca Santa Maria", struttura fortificata di cui rimangono resti in località Colle Castello.

Il toponimo Rocca Santa Maria, dal titolo della chiesa di Riano, documentato per la prima volta nel 1273, ha sempre indicato non un singolo abitato ma un territorio, feudo del vescovo di Teramo dal 1279 sino al 1806, costellato già dall'alto Medioevo di piccoli insediamenti.

Personalità legate a Rocca Santa Maria

Marco Sciarra, detto il Re della campagna

Eventi e tradizioni

Prima settimana di agosto: sagra del fungo porcino e della pecora alla "callara".

Frazioni

Acquaratola, Alvelli, Belvedere, Canili, Ceppo, Cesa, Castiglione, Ciarelli, Colle, Cona Faiete, Faiete, Fioli, Fiume, Forno, Fustagnano, Imposte, sede del Comune, Licciano, Macchia Santa Cecilia, Martese, Paranesi, Pomarolo, Riano, San Biagio, Serra, Tavolero, Tevere.

Read more
Ultimo aggiornamento ( Domenica 21 Aprile 2013 00:57 )

Cortino Story PDF Stampa Scrivi e-mail
Giovedì 29 Dicembre 2011 23:06

Cortino è un comune della Provincia di Teramo, in Abruzzo.

Il patrono, San Rocco, si festeggia il 16 agosto.

Frazioni: elenco in fondo alla pagina

Confina con i comuni di Amatrice (RI), Crognaleto, Montorio al Vomano, Rocca Santa Maria, Teramo, Torricella Sicura.

Nel paese, situato sui Monti della Laga, pochi sono gli edifici successivi al secolo scorso.

Frequenti invece gli elementi lapidei, anche cinquecenteschi, rimessi in opera.

Da vedere la chiesa di Santa Maria Assunta e nella contrada Pezzelle la chiesa di San Paolo, con affreschi quattro-cinquecenteschi.

Reperti di epoca romana sono stati rinvenuti sul suo territorio, a Pagliaroli, Piano Santa Lucia, Casanova, Fonte Scodella, Le Piane.

Il toponimo compare per la prima volta nel 1029.

Il paese dagli inizi del XVI alla metà del XVIII secolo fece parte del cosiddetto Stato di Roseto, feudo della famiglia Acquaviva.

La circoscrizione territoriale attuale risale al 1º maggio 1816, quando furono istituite le circoscrizioni amministrative del Regno di Napoli.

Con una variazione successiva intervenuta nel 1868 quando, con R.D. 6/12/1868, fu soppresso il Comune di Valle San Giovanni e le frazioni di Casanova, Collegilesco e Faieto furono annesse al Comune di Cortino.

Il suo capoluogo, situato ai piedi di quanto rimane di una delle rare abetaie pure dell'Appennino, uno dei biotipi di maggior tutela dei Monti della Laga, che si estende per buona parte del versante sud-orientale del Monte Bilanciere, costituendone un suggestivo anfiteatro, si trova a una quota compresa tra i 1000 e i 1060 m sul livello del mare.

È presente ai piedi dell'abetaia, a 1050 m.s.l.m. un Ostello convenzionato con il WWF Teramo che vi organizza soggiorni di vacanza per bambini e ragazzi provenienti da tutta Italia, con un ulteriore Centro di educazione ambientale presso il bivio per la frazione di Casagreca.

Il territorio di Cortino rientra nel perimetro del Parco nazionale Gran Sasso-Monti della Laga.

A ovest, quasi a far da barriera, vi è la maestosa e rotondeggiante catena dei Monti della Laga con i suoi estesi boschi di faggio, e i suoi prati da secoli utilizzati per il pascolo estivo delle greggi di ovini e di altro bestiame.

Rilevanti anche se ridotti di dimensione sono i residui di boschi di abete bianco siti nei pressi di Cortino e Comignano e di Altovia.

Numerose e frequenti sono le fioriture da aprile a giugno delle varie specie di orchidee selvatiche, così come di altre specie floreali protette.

Le condizioni di protezione date dallo stato di parco nazionale ha consentito il ripopolamento del lupo, del cinghiale e di altre specie animali tra cui numerose specie di rapaci.

In via di reintroduzione sono alcune specie di ungulati.

Non sono mancati sporadici avvistamenti dell'orso.

Nato come comune tra il 1813 e il 1816, dalla divisione del comprensorio della Montagna di Roseto, da cui si ebbero Cortino "in Roseto" e il comune di Crognaleto.

Era una delle ville dello Stato di Roseto, università della provincia del 1° Abruzzo Ulteriore, oggi Provincia di Teramo, che comprendeva 29 villaggi siti su un territorio montano compreso soprattutto tra Montorio, Poggio Umbricchio, la Valle Siciliana, L'Aquila, Campotosto, Amatrice, Rocca Santa Maria.

Confini naturali erano considerati il fiume Vomano, i monti della Laga e il fiume Tordino.

La prima notizia storica che si conosca della località risale al 1029 con il nome di Corte in una donazione fatta dalla famiglia dei Teutoneschi alla Chiesa Aprutina. Nel 1134 appare in altra donazione alla medesima Chiesa con il nome di Cortina, insieme ad altre località circostanti nella Terra Teoderadesca.

Già nel 1285 era parte del comprensorio prima del castrum Scalellis (che si estendeva da Cortino a Pagliaroli), e con Rocca di Padula riunite a Frunti fino agli inizi del sec. XV, quando entrò a fare parte del nuovo "Stato" o Universitas della Montagna di Roseto, insieme a Crognaleto e le altre ville, almeno dal 1424 sotto la signoria degli Acquaviva del ramo dei duchi di Atri, e che risultava compreso tra i due gruppi montuosi fra i più elevati di tutto l'Appennino e della penisola.

Alla loro estinzione avvenuta nel 1760 con la morte della duchessa Isabella, con tutto il comprensorio di Roseto passò con il resto del ducato, sotto la Regia Amministrazione degli Stati Allodiali di Atri, prendendo a volte la denominazione di Serenissima Real (o Ducal) Corte della Montagna di Roseto, governata per lungo tempo da Giovanni Bernardino Delfico, che si protrasse fino alla soluzione del contenzioso patrimoniale con il ramo degli Acquaviva conti di Conversano, che nel 1790 pur conservando il mero titolo ducale di Atri, dovettero rinunciare a favore della Corona, con il definitivo passaggio al Demanio, ad ogni pretesa di natura feudale.

L'invasione francese del 1799 vide la nascita di una forte reazione interna manifestatasi con la recrudescenza del brigantaggio (di cui gli strascichi perdurarono almeno fino a tutto il 1806) mediante la costituzione delle truppe a massa di ispirazione sanfedista.

Persona di spicco in questo periodo fu il Capo massa D. Donato de Donatis, nativo di Fioli di Rocca Santa Maria e parroco di Pezzelle, che non mancò di allearsi anche con altri briganti di cui il comune soffrì le scorrerie come Giuseppe Costantini noto come Sciabolone.

Il territorio comunale come gran parte della montagna teramana fu frequente teatro del cennato problema endemico del banditismo, che non poco limitò le possibilità di sviluppo della zona, di cui i periodi storicamente più noti furono oltre al citato periodo francese.

La fine del '500 di cui fu protagonista Marco Sciarra, la fine del '600 con la storica sconfitta per mano del viceré Del Carpio, e nel periodo dell'unità d'Italia.

La maggior parte degli abitanti del comune vive nelle numerose frazioni.

Il comune si sta spopolando in favore della città di Teramo che negli ultimi anni ha avuto un notevole sviluppo e i paesi più popolati sono proprio quelli più prossimi al capoluogo provinciale.

Nelle varie frazioni la popolazione aumenta d'estate, quando vi tornano le persone che si sono trasferite altrove.

Resistono ancora testimonianze e strutture edilizie antiche,  mentre la quasi totalità dei ricchi arredi sacri lignei, risalenti anche al sec. XVII che arredavano le chiese sono andati dispersi, distrutti o trafugati a partire dagli anni '50 del secolo scorso.

• Pagliaroli. Sede del municipio a 982 m.s.l.m.. La prima notizia risale al 1134 con il nome di Acquaviva. È sito archeologico per la presenza del tempio dedicato a Giove risalente al III secolo a.C. i cui numerosi e singolari reperti sono stati ritrovati sotto la attuale chiesa pievanale di San Salvatore, restaurata nelle forme originarie; le cui prime notizie risalgono al 1153 nella bolla di papa Anastasio IV, come possedimento del Vescovo di Teramo. Nei pressi in località Piani di Santa Lucia, titolo della chiesa dell'antico sito di Gregano che sorgeva sul luogo, lungo l'antico asse viario che conduceva a Teramo passando per Valle San Giovanni, sono stati ritrovati altri reperti archeologici di età romana.

• Agnova. 977 m.s.l.m. Nota dal 1134 con il nome di Nove. La attuale chiesa dedicata a S. Giusta pare sia stata edificata sul luogo di un antico tempio italico.

• Altovia. La frazione con la maggiore altitudine della Provincia di Teramo, è posizionata ai piedi di una antica abetaia demaniale sulla via del Rifugio di Cegno a quota 1.183 m s.l.m., è superata in altezza solo dai campi sciistici di Prati di Tivo e Prato Selva.

Praticamente deserta d'inverno, d'estate sono in molti a tornare ad abitare le antiche case di pastori oggi completamente ristrutturate.

La chiesa consacrata a Sant’Egidio, detta in antico anche della Rocca forse con riferimento al fortilizio di Roseto, prima collocata dove ora è il cimitero, e ricostruita all’ingresso del borgo nel 1921, è ancora fatiscente, tanto che il suo frontale è sorretto da impalcature.

Confinava insieme a Cortino con l'antica villa di Zingano decaduta dopo il terremoto del 1703.

• Caiano. 837 m.s.l.m. Nota dal 1134 ma di probabile origine più antica; dall'abitato nei pressi della chiesa dedicata a S. Donato si diparte la panoramica strada che collega direttamente con il comune di Rocca Santa Maria attraversando il sottostante fiume Tordino.

• Casagreca. 833 m.s.l.m.

La piccola frazione rimase completamente disabitata nel corso degli anni sessanta, dagli anni novanta i vecchi abitanti e i loro discendenti hanno ristrutturato l'antico paese e tornano ad animarlo soprattutto durante il periodo estivo.

• Casanova. 680 m.s.l.m. Nota dal 1134.

• Collegilesco. Nota dal 1134 con il nome di Colle Aiolesco.

• Comignano. 970–990 m.s.l.m. Nota dal 1134 con il nome di Commoniano.

• Cunetta.

• Elce. La prima notizia si ha nel 1295 con il nome di Ylice. Tra 1500 e 1600 era nota nei documenti con il nome di La Felice

• Faieto. Nota dal 1134.

• Fonte Palumbo.

• Lame. 900 m.s.l.m.

• Macchiatornella.• Padula. Nota dal 1134

• Pezzelle. 853 m.s.l.m. La chiesa parrocchiale dedicata a San Paolo, conserva pitture murali dei secc. XV e XVI.

• Piano Fiumata.

• Servillo. 976 m.s.l.m. Stemma della famiglia Petrucci di Napoli del 1494.

• Vernesca.

Eventi e tradizioni

fine luglio: sagra della pecora "al caldaio";

12-15 agosto: festa di Santa Maria Assunta.

Read more
Ultimo aggiornamento ( Domenica 21 Aprile 2013 00:36 )

Arsita Story PDF Stampa Scrivi e-mail
Giovedì 29 Dicembre 2011 17:50

Arsita è un comune della Provincia di Teramo, in Abruzzo.

Il patrono, San Nicola da Tolentino, si festeggia il 10 settembre.

Frazioni: elenco in fondo alla pagina.

Confina con i comuni di Bisenti, Castel del Monte (AQ), Castelli, Farindola (PE), Penne (PE).

Si trova nell'alta valle del Fino.

È un piccolo e compatto centro posto sul versante est del Gran Sasso.

Nel suo territorio ad alta quota predominano boschi di faggi e di querce.

Sono da vedere la chiesa di Santa Vittoria, alcuni palazzi e i ruderi del castello di origine medievale.

Nei dintorni è da visitare l'antico mulino ad acqua "Di Francesco", sul fiume Fino, lungo l'antico "Sentiero dei mulini".

Nei pressi dell'Inferno spaccato" è possibile frequentare una moderna e at­trezzata palestra di roccia.

II paese è di origine altomedìoevale.

Fino al 1906 era denominata Bacucco, nome ancora spesso usato nel dialetto locale.

Il vecchio nome Bacucco, secondo il Sorricchio, deriverebbe da Bacuccum ossia da Bacco.

Il nome di Bacucco fu cambiato nell'attuale Arsita nel 1905 in seguito ad una relazione del 3 settembre 1905, agli atti del Consiglio Provinciale di Teramo.

Il nome di Arsita compariva già in alcuni documenti precedenti: ad esempio nel 1787 nella descrizione della zona redatta per ordine del Re; oppure nelle citazioni che Vincenzo Bindi riporta nel suo Necrologio Atriano pubblicato su Monumenti archeologici dove si parla di Berardus Raineij Arsete e di Reynerij Arsete.

Vi sono documenti che attestano il possesso degli Acquaviva nel periodo nel XII secolo.

Nel 1481 il Re Ferdinando donava Bacucco all'Università di Penne, confermando la donazione fatta da suo figlio Alfonso di Calabria, quale ricompensa per i danni subiti per essere stata fedele al Re.

Poi fu degli Orsini, e di Carlo de Frigis che lo vendette nel 1583, in­sieme al contado di San Valentino, di cui faceva parte, a Margherita d'Austria Farnese.

Nel 1486 il castello di Bacucco torna alla città di Penne.

L'Università di Bacucco fu per secoli indipendente ma nel 1806 venne unita al Circondario di Penne.

Contro l'invasione francese sulle montagne di Farindola si era formata una banda di insorti, i briganti, che saccheggiarono i paesi di Castiglione Messer Raimondo, Bisenti, Castagna e Castelli, quindi Bacucco e Civitella Casanova.

Il giorno 8 marzo 1807 la Commissione Militare condannò a morte il brigante Donato di Agostino di Bacucco, eseguendo la condanna il giorno successivo in una località tra Bisenti e Bacucco.

Il cadavere, come quello degli altri afforcati, fu lasciato appeso all'albero per tre giorni.

Alla fine di maggio 1807 i briganti, ossia gli insorti contro l'invasione francese, assalirono e depredarono Bacucco portando via parecchi giovani per aggregarli alle proprie forze.

Nel luglio 1807 il capobrigante Antonio Priore uccise Vieti, arciprete di Bacucco.

Il Giustiniani informa che ai primi dell'Ottocento a Bacucco scaturiva un'acqua che guariva la rogna e il mal di fegato.

Il flusso dell'acqua non era perenne.

Eventi e tradizioni

17 gennaio, festa di Sant’Antonio con rappresentazione burlesca delle tentazioni del Santo nel deserto;

2a domenica di ago­sto, sagra del "coatto", tradizionale piatto a base di carne di pecora.

Frazioni: Cacciafumo, Collemesolo, Figliolarsita, Pantane, Valleiannina.

Read more
Ultimo aggiornamento ( Sabato 20 Aprile 2013 23:42 )

Lavoro e curriculum PDF Stampa Scrivi e-mail
Giovedì 29 Dicembre 2011 10:33

Vuoi lavorare? Curriculum serve a poco, meglio le conoscenze personali 

Le imprese per assumere preferiscono affidarsi a conoscenze personali piuttosto che a curriculum, società di lavoro interinale o centri per l’impiego. Read more

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 29 Dicembre 2011 10:34 )

Cenone da favola PDF Stampa Scrivi e-mail
Giovedì 29 Dicembre 2011 10:28

Capodanno: consigli per il cenone

Aiuto! A San Silvestro, tutti da te? Se anche tu, tra pochi giorni ti ritroverai la casa invasa da affamati amici pronti a dare il benvenuto al nuovo anno, non cadere nel panico ma brinda in allegria. Read more

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 29 Dicembre 2011 10:31 )

Turrivalignani Story PDF Stampa Scrivi e-mail
Giovedì 29 Dicembre 2011 10:20

Turrivalignani è un comune della Provincia di Pescara, in Abruzzo.

Il patrono, Santo Stefano, si festeggia il 26 dicembre.

Frazione: Pescarina.

Confina con i comuni di Alanno, Lettomanoppello, Manoppello, Scafa.

Read more
Ultimo aggiornamento ( Lunedì 29 Aprile 2013 00:34 )

Montebello di Bertona Story PDF Stampa Scrivi e-mail
Giovedì 29 Dicembre 2011 09:56

Montebello di Bertona è un comune della Provincia di Pescara, in Abruzzo.

Il patrono, San Pietro, si festeggia il 29 giugno.

Frazioni: elenco in fondo alla pagina.

Confina con i comuni di Civitella Casanova, Farindola, Penne, Villa Celiera.

Read more
Ultimo aggiornamento ( Giovedì 14 Febbraio 2013 23:59 )

Castiglione a Casauria Story PDF Stampa Scrivi e-mail
Giovedì 29 Dicembre 2011 09:38

Castiglione a Casauria è un comune della Provincia di Pescara, in Abruzzo.

Il patrono, San Biagio, si festeggia il 3 febbraio.

Frazioni: San Clemente a Casauria, Cervarano, Madonna della Croce.

Confina con i comuni di Bolognano, Bussi sul Tirino, Pescosansonesco, Pietranico, Tocco da Casauria, Torre de' Passeri.

Read more
Ultimo aggiornamento ( Lunedì 28 Gennaio 2013 19:05 )

Per esprimere un commento, è sufficiente registrarsi

Password

Ricordami

  • Password dimenticata?
  • Nome utente dimenticato?
  • Registrati
  •  

     

    il primato

    SiteBook


    Hai trovato un tesoro di SiteBooK

    Gli articoli pubblicati sono espressioni dei singoli estensori e si declina ogni responsabilità sul loro contenuto. Le foto riprodotte in questo sito provengono in prevalenza da Internet e sono pertanto ritenute di dominio pubblico. Gli autori delle immagini o i soggetti coinvolti possono in ogni momento chiederne la rimozione, scrivendo al seguente indirizzo di posta elettronica ilprimato@ilprimato.com

     

     


    Free PageRank Checker

    Calcola un giorno

    della settimana

    Giorno
    Mese

    Anno

    Giorno della settimana

    Preview on Feedage: benvenuto-in-il-primatoAdd to My Yahoo!
    Subscribe in NewsGator Online Add to Netvibes
    Add to Feedage.com Groups Add to Windows Live
    Add to Google! Add to AOL!
    Subscribe in Pakeflakes Subscribe in Bloglines
    iPing-it Add to Feedage RSS Alerts
    Add to MSN Add to Alesti RSS Reader
    Add To Fwicki  

    Feedage Grade B rated

    Per ogni visitatore

    viene conteggiato solo
    il primo ingresso
    SiteBook
    Classificando
    Japon porno
    Akrep Burcu Terazi Burcu
    arac muayene randevu arac randevu arac muayene alma bilinmeyen numaralar canli sohbet numarasi sohbet hatlari canli sohbet hatlari uyap dava sorgulama trafik ceza sorgulama dava sorgulama vergi borc sorgulama emeklilik hesaplama ne zaman emekli olurum