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Venerdì, 06 Gennaio 2012
Vita nuova per il commercio PDF Stampa Scrivi e-mail
Venerdì 06 Gennaio 2012 23:42

Da oggi negozi, bar e ristoranti sempre aperti 

Roma e Napoli già pronte. Intanto questa settimana è partita la stagione dei saldi 

Da oggi in tutt'Italia scatta una vera rivoluzione per il commercio. 

Leggi tutto...

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 06 Gennaio 2012 23:43 )

Nocciano Story PDF Stampa Scrivi e-mail
Venerdì 06 Gennaio 2012 23:21

Nocciano è un comune della Provincia di Pescara, in Abruzzo.

Il patrono, San Lorenzo, si festeggia il 10 agosto.

Frazioni: elenco in fondo alla pagina.

Confina con i comuni di Alanno, Catignano, Cugnoli, Pianella, Rosciano.

Aderisce all'Associazione Nazionale Città del Vino.

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 25 Gennaio 2013 01:29 )

Le illusioni di Monti PDF Stampa Scrivi e-mail
Venerdì 06 Gennaio 2012 22:27

Francesco Forte: vi spiego tutte le illusioni di Monti sull’Europa  

Intervista di Pietro Vernizzi a Francesco Forte* 

Mario Monti non riuscirà a convincere Angela Merkel e Nicolas Sarkozy che grazie alla manovra ora l’Italia sta meglio.

A sostenerlo è Francesco Forte, ex ministro delle Finanze e professore di Economia all’Università Mediterranea di Reggio Calabria. Read more

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 06 Gennaio 2012 22:30 )

Picciano Story PDF Stampa Scrivi e-mail
Venerdì 06 Gennaio 2012 19:53

Picciano è un comune della Provincia di Pescara, in Abruzzo.

Il patrono, San Vincenzo Ferreri, si festeggia la prima domenica dopo Pasqua.

Frazioni: elenco in fondo alla pagina.

Confina con i comuni di Città Sant'Angelo, Collecorvino, Elice, Loreto Aprutino, Penne.

Borgo collinare, a sud del fiume Fino, presenta alcuni interessanti esempi di edilizia dei primi decenni del 900.

Nel portale della parrocchiale, ini­ziata nei primi anni dell'Ottocento su progetto del pennese Agnello Francia e poi ultimata nella decorazione interna dopo la metà del secolo, sono stati reimpiegati due leoni stilofori, prove­nienti dalla distrutta abbazia di Santa Ma­ria di Picciano.

Le prime tracce di Picciano risalgono al 1049 quando Bernardo, Conte di Penne, donava terreni ed edifici per la costituzione di una abbazia benedettina sul suo territorio.

Questa del 1049 è, in assoluto, la prima attestazione dell’esistenza di un centro abitato chiamato Picciano, terminus ante quem rispetto al quale si può ritenere dunque fondato il paese.

II toponimo compare nel 1051, per la prima volta, nelle forme Pecenum e Picianum.

Sul nome Picciano esistono diverse leggende, la più credibile farebbe risalire il nome alla presenza di un gruppo di pastori dediti al culto della Dea Pithia, il nome dunque risalirebbe, se non all’epoca romana, al primo periodo del medioevo, con una variante passante per Picciano come attesta la charta convenientiae che sarà citata più avanti. XI secolo, dunque, epoca caratterizzata ancora da grande instabilità politica e rivolgimenti improvvisi anche in area vestina e, centro di questi scontri, sarà proprio l’Abbazia di Santa Maria alla quale è indissolubilmente legata la storia di Picciano.

A quei tempi i vari signori facevano delle offerte al monastero di San Clemente a Casauria motivo di competizione, il solo Bernardo, tra 1051 e 1063, come da Charta Offersionis del notaio Azzone, donò più di venti chiese al Monastero di Picciano, da lui creato e guidato in quell’epoca dall’abate Teodemario.

Furono donati mulini sul fiume Fino, chiese, campane, feudi con uomini, donne e bambini al seguito.

La donazione passò attraverso la creazione della Chiesa di San Silvestro, dotata di tutti i suddetti beni e donata a Picciano.

Fatto curioso: all’abate di San Silvestro fu imposto di donare, il giorno dell’Assunta, il 15 agosto, 24 pizze ed un porco all'abate di Picciano.

Da notare che, ancora oggi, la festa dell’Assunta è celebrata a Piccianello, frazione di notevole entità, anche se la Chiesa dell'Assunta si trova a Picciano.

Tornando alla vicenda delle donazioni, fatti intricati legano Guglielmo Tascione (o di Tassone), Alberico, Abate di Santa Maria di Picciano e Benedetto abate di San Giovanni in Venere.

Nel 1084 ebbe luogo uno scambio di Chiese: a San Giovanni in Venere andarono castelli e chiese nel territorio di Ilice, l’attuale Elice, a Picciano la Chiesa di San Panfilo a Spoltore.

Non furono gli ultimi scambi, ad altri, successivi, assisterono come garanti il conte Ruggieri, Roberto di Manoppello, il Vescovo teatino Berardo, Eriberto, vescovo di Penne e il priore della Maiella.

Saranno scambi, tuttavia, sfavorevoli per Picciano, generati, più che altro, da motivi spirituali e che verranno annullati alcuni anni dopo.La charta convenientiae attesta le proteste di Alberico, confermando, nello stesso tempo, lo status di Chiesa di comodo per Santa Maria di Picciano di cui i vari signori si servono nell'ambito delle loro beghe private.

Resta, però, che nel 1110 Alberico, nonostante le proteste, fu eletto Abate di San Clemente a Casauria, dove, finalmente, poté influire in maniera più incisiva sui vari signori del luogo.

Nel 1122 altre permute: Ruggero Tascione dona a Santa Maria di Picciano due feudi del monastero di San Paterniano, girando, però, a San Clemente le rendite di San Panfilo di Spoltore.

Vi saranno molti scambi, molte permute nel tempo di diversa entità e peso: 1139, 1144, 1145, tutte in genere riguardanti il nuovo ruolo dei vescovi, di quello di Penne in particolare e la questione delle decime.

In quella del 1144, in particolare, Berardo, abate di Picciano in quegli anni, cede temporaneamente al fratello Rainaldo due feudi con i relativi coloni con obbligo di visite e oblazioni in giorni prefissati e un pranzo a base di pane, carne e vino da offrire ai monaci nel giorno di Sant’Egidio.

Successivamente gli abati e i monaci di Picciano si scontreranno vivacemente con i Vescovi Oderisio e Vescovi battaglieri, avvezzi a lunghe lotte e difensori del potere papale, tuttavia, dovranno cedere al potere normanno, che si farà sentire anche con la presenza del re Ruggero II, che, per mano del giustiziere Oderisio di Paleria, confermerà nel 1170 le donazioni e i privilegi che Gozzolino di Loreto aveva concesso al monastero di Picciano.

Donazioni di chiese e territori significava anche scambio di uomini, di feudi, di intere famiglie e gruppi sociali che si trovavano, così, a dover lavorare e vivere ora per l’uno ora per l’altro.

Alterne saranno le vicende dell’Abbazia fino al privilegio con il quale Carlo V nel 1517 ne segnerà, in pratica, il passaggio agli Olivetani dell’Aquila.

Non sono rimaste manifestazioni significative dei periodi tra il XVI e la fine del XVIII secolo, segno della graduale perdita di importanza che il luogo progressivamente subì.

Con il trasferimento all’Aquila dell’abbazia e il successivo incendio che la distrusse, la presenza di Picciano nel territorio vestino diminuisce fino a sfumare.

I principi Badiali, però, rimangono, al punto che fino al 1945 contadini ed allevatori erano tenuti a pagare una somma annuale alla Parrocchia, la Badia, appunto, come contributo per l’uso dei terreni; era il cosiddetto livello, forma di enfiteusi di cui ancora molti terreni sono gravati, risalente appunto al periodo medioevale in cui la Badia di Picciano ottenne case e terreni dai Conti di Penne.

Nel corso del tempo, dunque, la storia di Picciano è andata cambiando.

La sua importanza si è ridotta e l’agricoltura è sostanzialmente rimasta di sostentamento per lunga parte della sua storia. Lo sfruttamento del suo territorio da parte di baroni e possidenti terrieri è testimoniato dal grande numero di masserie e mezzadri presenti su territorio.

A fine Ottocento si ha una svolta decisiva: la nascita di una fertile tradizione artigianale fa di Picciano il paese dei sarti e dei calzolai con decine di botteghe attive, fisse e ambulanti, un numero elevato di addetti e una presenza tanto forte da rilanciare anche l’urbanizzazione della zona.

Il movimento economico generato da quella congiuntura favorevole portò alla costruzione di una fornace che, per anni, si rivelò una risorsa per Picciano, richiamando abitanti dal circondario, creando occupazione e segnando gli albori dell’era industriale in tutta l’area Vestina.

Per tutto il Novecento, la storia della fornace Patricelli è la storia stessa di Picciano.

I suoi periodi di crisi saranno crisi per il paese, nei periodi positivi ci sarà occupazione per tutti.

L’attività della fornace cambiò anche il volto di Picciano, spianando colline, creando aree edificabili e, nello stesso tempo, fornendo materiali da costruzioni alle 8-10 imprese edili presenti sul territorio.

Nel secondo dopoguerra sarà l’unico argine all’emigrazione, fonte di aggiornamento culturale e sociale e con la sua chiusura, al principio degli anni '80, si è determinato l’inizio del declino demografico ed economico che in questi anni ha raggiunto l'apice.

Il Museo delle Tradizioni ed Arti Contadine, MUTAC, museo etnografico, si accolla il compito di mostrare e ricordare la vita delle comunità piccianesi dei secoli scorsi.

La distruzione del monastero, che sorgeva dove adesso è il cimitero comunale, fu un evento tragico non solo dal punto di vista economico-sociale ma anche dal punto di vista artistico.

Si perse una grande testimonianza di un’epoca e non solo i monaci ma anche i materiali da costruzione furono dispersi nelle case del paese.

Rimangono solo alcune tracce nei bianchi blocchi di pietra della Maiella alla base della Chiesa di Picciano e nei due leoni ai lati del portale della stessa.

Costruita ad inizio ottocento la chiesa di Picciano, dedicata all’Assunta, è a pianta centrale con una facciata richiamante la chiesa veneziana del Redentore di Andrea Palladio, ma anche in alcuni tratti la Chiesa del Gesù a Roma.

Costruita in mattoni presenta un campanile lasciato a metà del suo sviluppo, che si richiama a tutta la tradizione di ascendenza romanico-normanna che ha i suoi più grandi esempi nelle torri campanarie di San Giustino a Chieti e dell’Assunta ad Atri e che hanno avuto ampia eco nell’area vestina.

Simile a quello di Picciano pur se completi, se ne possono trovare a Penne, Città Sant'Angelo, Collecorvino e Loreto Aprutino.

La chiesa di Piccianello, coeva, è a navata unica e dedicata a San Rocco, anch’essa in mattoni a vista, presentava un interno a concezione gesuitica controriformistica malauguratamente distrutta negli anni sessanta.

Interessante la facciata, anch’essa a mattoni, ispirata al partendone di Atene stilizzato in quattro lesene che ne slanciano l’esigua struttura.

Il mattone, oltre che delle chiese, è elemento caratterizzante di tutto il centro di Picciano e della vicina frazione di Piccianello, segno evidente di una forte marca culturale votata alla praticità ma anche alla modularità a al gusto del bello.

Personalità legate a Picciano

• Vermondo Di Federico, militare MOVM e partigiano, nato a Picciano il 1925 morto ad Arischia nel 1944

• Picciano è stata una fucina di artisti legati al campo della musica da bande. La banda di Picciano e, per un periodo piuttosto lungo a metà del novecento, la banda di Piccianello, rappresentavano un punto di riferimento artistico di notevole interesse.

Da ricordare al riguardo il maestro Vermondo Carusi che di questa fioritura musicale e non solo, è stato uno dei maggiori artefici.

Eventi e tradizioni

Marzo-aprile, settimana dopo Pasqua: Festa in onore di San Vincenzo;

Luglio, ultima domenica: Sagra della "pizzonta" (specie di frittella);

Agosto, prima domenica: Festa del vino;

Agosto, 15-16: Festa in onore di San Rocco;

Agosto, ultima settimana: Sagra dei "Tajarilli e fasciule".

Frazioni: Casette, Colletti, Colli, Fontanelle, Incotte, Le Piane, Pagliari, Pezzalonga, Piccianello, Riparossa.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 14 Febbraio 2013 01:48 )

Cugnoli Story PDF Stampa Scrivi e-mail
Venerdì 06 Gennaio 2012 18:54

Cugnoli è un comune della provincia di Pescara, in Abruzzo.

Il patrono, Santo Stefano, si festeggia il 30 e il 31 agosto.

Frazioni: elenco in fondo alla pagina.

Confina con i comuni di Alanno, Catignano, Civitaquana, Nocciano, Pietranico.

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Ultimo aggiornamento ( Domenica 28 Aprile 2013 23:36 )

Feste natalizie e gli sprechi PDF Stampa Scrivi e-mail
Venerdì 06 Gennaio 2012 14:10

Cia, nonostante crisi 1,3 mld cibo in spazzatura 

La crisi non frena gli sprechi delle tavolate natalizie. ''Nonostante il 2011 si sia chiuso con i consumi in calo e l'approvazione di una manovra "lacrime e sangue", gli italiani non perdono le cattive abitudini dissipatorie e nemiche dell'ambiente: dalla Vigilia di Natale a Capodanno sono finite nei cassonetti 440 mila tonnellate di cibo, per un valore complessivo di 1,32 miliardi di euro, più di 50 euro a famiglia. Read more
Ultimo aggiornamento ( Venerdì 06 Gennaio 2012 14:16 )

Tagli alla casta PDF Stampa Scrivi e-mail
Venerdì 06 Gennaio 2012 11:30

Il premier inizi subito dai tagli lineari.

Camera, Senato e Quirinale ci costano 1,7 mld mentre la media dei primi 6 paesi europei è di 450 mln 

di Franco Bechis*

Niente da fare, anche Mario Monti getta la spugna e non sfiorerà con un dito la Casta. 

Ieri il presidente del Consiglio ha ricevuto il presidente dell’Istat, Enrico Giovannini, ed ha ascoltato i motivi del sostanziale flop compiuto dalla commissione tecnica che avrebbe dovuto comparare gli stipendi di onorevoli e grand commis italiani a quelli medi dei loro principali colleghi europei. Read more

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 06 Gennaio 2012 11:34 )

Civitaquana Story PDF Stampa Scrivi e-mail
Venerdì 06 Gennaio 2012 11:22

Civitaquana è un comune della Provincia di Pescara, in Abruzzo.

Il patrono, Sant’Egidio, si festeggia il 1° settembre.

Confina con i comuni di Brittoli, Catignano, Civitella Casanova, Cugnoli, Loreto Aprutino, Pietranico, Vicoli.

II paese, che è adagiato su una collina, lungo la valle del fiume Nora, conserva resti delle antiche mura.

La parrocchiale di Santa Maria delle Grazie, a tre navate, presenta una bella facciata in cotto e un campanile con base quattrocentesca e con la parte superiore eretta nel XVIII secolo.

E' una delle più importanti chiese romaniche della regione.

Fondata nel Duecento, ha subito più interventi nel corso dei secoli; la facciata è in parte dovuta al pesante restauro stilistico degli anni '30.

Da vedere pure il palazzo Leognani-Fieramosca, dalla bella fronte settecentesca.

Il paese è stato insignito della Medaglia d’argento al merito civile per la coraggiosa determinazione e generosa solidarietà dimostrata durante la Seconda guerra mondiale.

Nel suo territorio il fiume Nora e il fiume Torrente Schiavone confluiscono.

Nel suo territorio sono stati rinvenuti reperti di epoca romana.

Le origini del borgo sono romaniche come confermano i resti delle mura di cinta del comune, di una strada di epoca romana e il rinvenimento di tracce di due cisterne romane che confermerebbero il nome del paese come città dell'acqua.

Civitaquana compare nella storia nell’anno 883 quando la sua quarta parte è in mano dei Benedettini di Sant’Angelo di Galbanico, presso Loreto, nella Contea di Penne.

Nei documenti più antichi il suo nome appare come Civitas Quana (883), Civitas Cana (1194) e Civitas Aquana (1309).

La seconda parte del toponimo “Aquana” interpretata come “divinità delle acque” (aquanus = ex aquis) sembra in qualche modo collegata direttamente o indirettamente con opere idrauliche di una certa importanza, grosse cisterne ed antichi acquedotti sotterranei rinvenuti per lunghi tratti anche fuori del suo territorio.

Nel 1269 il paese venne dato in feudo da Carlo I d’Angiò a Sordello da Goito.

Nello stesso secolo divenne possesso di Bonifacio di Gilberto, per poi passare sotto il controllo dei Leognani-Fieramosca.

Medaglia d'argento al merito civile

«La cittadina di Civitaquana, divenuta sede di Comando Tedesco, subì rastrellamenti e requisizioni, divenendo poi teatro di un pesante bombardamento, che provocò la distruzione del centro abitato, la morte di decine di cittadini e molti feriti. La popolazione sopportò gli avvenimenti bellici con coraggiosa determinazione e generosa solidarietà. Chiaro esempio di spirito di sacrificio ed elette virtù civiche.»

Personalità legate a Civitaquana

Mario Napoleone, storico

Eventi e tradizioni

Metà gennaio: festa di Sant’Antonio Abate;

31 agosto-1-2 settembre: festa dei SS. Egidio ed Emidia.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 02 Maggio 2013 00:50 )

Catignano Story PDF Stampa Scrivi e-mail
Venerdì 06 Gennaio 2012 10:39

Catignano è un comune della Provincia di Pescara, in Abruzzo.

Il patrono, Esaltazione della Santa Croce, si festeggia il 14 settembre.

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Ultimo aggiornamento ( Domenica 07 Aprile 2013 01:04 )

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