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Dalle morti in piazza, alle morti solitarie: come cambia il dramma sociale in Italia Oggi si muore di disoccupazione; si muore per la vergogna di non poter pagare i propri dipendenti; si muore per non avere il coraggio di dire ai propri figli: non posso più darvi ciò che vi ho sempre dato, ciò che avevo il dovere di darvi; si muore perché non si riesce a guardare in faccia la propria moglie, gli amici, i colleghi; si muore perché non si riesce a rinunciare ai piccoli sogni che fanno della vita qualcosa che merita di essere affrontata giorno dopo giorno; si muore per non aver saputo risolvere i problemi che la vita ci oppone giorno dopo giorno, anche se la colpa non è di chi decide di non vivere più; si muore perché chi decide della nostra vita piange in pubblico, ma le lacrime che provoca sono infinitamente più copiose e sincere; si muore perché un potere astratto, invisibile, quindi ancor più temibile e odioso decide della vita di interi popoli; si muore perché una banca salta e con essa il destino di miliardi di uomini e delle loro famiglie…. Leggi tutto... Read more
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