Perché ci piacciono i gadget bianchi
Scritto da Wired.it
Ti piace, lo vuoi, lo vuoi con tutto te stesso.
E quando ce l'hai ti fa sentire bene.
Il bianco trasforma dei desiderabili smartphone in irrinunciabili gingilli.
C'è chi, per poter mettere le mani su questa versione dell'iPhone 4, ha aspettato dieci mesi e nel Regno Unito si sono convinti che la febbre da melafonino abbia contagiato anche il settore automobilistico, secondo i dati della Society of motor manufacturers and traders la vendita di auto bianche è quasi decuplicata dal 2004 al 2011.
concorrenti della Mela non stanno a guardare e rispondono colpo su colpo alla domanda imperante: gli ultimi due ad andare alla caccia di nuovi clienti con la versione white sono il Nokia Lumia 800 e il Samsung Galaxy Note. Sul fatto che faccia terribilmente figo, non c'è più nessun dubbio.
Noi abbiamo provato a chiederci perché, girando la domanda a un esperto di marketing emozionale, a uno psicologo e interrogando i sopracitati marchi.
Gianandrea Abbate, amministratore delegato di Psyco-Research, non ci gira intorno: "Si tratta di una trasmigrazione emotiva del concetto di santità , di una sublimazione della fede religiosa", ci spiega.
"In un momento di crisi come questo, i consumatori si dividono in due grandi poli, quello dei depressi e quello di quanti entrano in una dimensione di rimozione dei problemi.
Questi ultimi amano il bianco, la luce che emana. Il telefonino diventa una sorta di messia anche grazie all'aspetto lucido".
Apple, ci tiene a sottolineare Abbate, "non ha inventato niente di nuovo, il bianco esiste dalla Madonna in avanti. Si pensi ai mobili degli anni '70 o ai tavoli di saarinen.
Il bianco va per la maggiore nei momenti di liberazione e idealizzazione, la moda passerà e tra trent'anni si riproporrà . La mente umana cerca sempre nuovi stimoli e i marchi lo sanno".
Cupertino stessa, se si pensa agli iPod e ai MacBook, ha già accantonato l'aura di santità in favore del grigio metallizzato.
Secondo lo psicologo Roberto Cavaliere, l'era del bianco ha le sue radici in una "saturazione psicologica verso il nero".
Lasciando perdere per un attimo telefoni cellulari e altri device, "il bianco è un non-colore e caratterizza poco la persona che lo sceglie, si tratta di individui lineari, alla ricerca di qualcosa di pulito e lindo, ma che vogliono dire poco di sé". Per un marchio ricorrere a questo escamotage coincide con la volontà di non associare il colore ad alcuna sensazione particolare: "Facendo una scelta più precisa (rosso, blu, giallo) si teme di intercettare una fascia ristretta di consumatori".
E Samsung conferma: "Il tutto nasce dall'esigenza di rendere gli smartphone dispositivi sempre più di massa e apprezzati da un pubblico eterogeneo.
Partiremo a breve con una campagna con cui comunichiamo la disponibilità del bianco su una serie completa di device, dal Note al Galaxy Pro", dichiara Riccardo De Franchis, marketing manager italiano della casa sudcoreana. "Noi in una prima fase andiamo a cogliere la domanda degli utenti più avanzati, per i quali le performance sono prioritarie, e successivamente facciamo entrare in gioco le leve del design", aggiunge. E il bianco risponde alle esigenze di un pubblico giovanile, femminile, sportivo e allo stesso tempo elegante. Sulle fasce meno premium "stiamo lavorando con tonalità meno classiche".
Conferma ulteriore di come il non colore sia la scelta ottimale per spalancare il bacino d'utenza laddove si punta di più.
Elvira Carzaniga,South Europe marketing communications and channel marketing head di Nokia, fa invece riferimento al bianco come "una delle tendenze globali che i designer segnalano alla società con un anticipo sufficiente a rendere possibile la realizzazione del prodotto" e alla già citata necessità di contrapporsi al nero.
Ricapitolando: trend, moda ciclica, sentimenti religiosi, pausa dai colori scuri, piace un po' a tutti. E fa figo.
www.yahoo.com
















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