Guardian, l'ora del "digital first"
di Andrea Malaguti*
Alan Rusbridger, direttore del Guardian, ha deciso di cambiare strada.
Non rinuncerà alla carta, ma moltiplicherà gli sforzi su internet. Un meccanismo destinato a rendere dominante l’accesso alla notizia attraverso il computer.
Bisogna solo capire i tempi. E soprattutto il modo. L’equilibrismo è abbastanza complicato, come il passaggio di testimone in una staffetta. Se perdi la sincronia è finita. La strategia del quotidiano inglese si chiama «digital first» e l’obiettivo è quello di raddoppiare le entrate pubblicitarie prodotte dal sito entro il 2016, portandole da 47 a 91 milioni di sterline. ÂUna cifra importante, che resta comunque la metĂ di quella per ora prodotta dal giornale tradizionale. «Tutti i quotidiani sono in viaggio verso un futuro in rete. Il che non significa rinunciare alla carta. Significa piuttosto fare un grande sforzo, concettuale e creativo, per costruire una filosofia apertamente digitale».
Il Guardian e l’Observer, la sua versione domenicale, trasferiranno le notizie «pure» e l’attenzione sulla titolazione all’80% sul sito.
«Sappiamo che dal lunedì al venerdì i lettori prendono in mano il giornale verso le 9 di sera. Significa che le breaking news sono già state consumate. Dobbiamo produrre informazione “resistente”, che abbia le carattersitiche di programmi come Newsnight, che va in onda alle dieci di sera sulla Bbc».
Il sito informa. Il giornale spiega. Il primo lavora in larghezza, il secondo in profonditĂ .
www.lastampa.it
















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