Mestieri in via di estinzione
Andiamo a vedere cosa dice il dizionario alla voce mestiere: « Ogni attività di carattere prevalentemente manuale ed appresa, in genere, con la pratica e il tirocinio, che si esercita quotidianamente a scopo di guadagno ».
Logico che di mestieri ce ne siano a centinaia. Ma l'avanzare di nuove tecnologie ha provocato una autentica rivoluzione e, mentre alcuni nobili e antichi mestieri si modificano pur di sopravvivere, altri sono condannati alla sparizione.
Lo spazzacamino è diventato quasi introvabile nelle grandi città.
Probabilmente pochi di voi ricorderanno il suo caratteristica grido di richiamo uscente da “un forno rosso” situato in una “maschera nera”. Sempre meno sono coloro che si spostano di paese in paese per pulire dalla fuliggine la canna dei camini. Attrezzate imprese di pulizia incalzano e il riscaldamento a legna scompare.
Il carradore, cioè colui che fabbrica e ripara carri, carrozze e barrocci, come può lavorare a pieno ritmo?Sopravvive, si può dire, grazie alle carrozzelle, tenute in circolazione per esigenze turistiche. C'è però da considerare che l’odierna motorizzazione sta diventando talmente dilagante da rischiare di dover ricorrere, in un prossimo futuro, di nuovo alle carrozze, con gran giovamento dei superstiti carradori.
Arrotino, il suo carretto sta diventando una rarità da museo. E lo meriterebbe, semplice e funzionale com'è. La sua grossa ruota serve a trasportare qua e là la bottega artigianale del suo proprietario e a far girare, tramite un pedale e un paio di pulegge, il disco di smeriglio, generatore d'affascinanti scintille.
L’impagliasedie. Sedie e seggiole vengono impagliate da bravi artigiani che “battono” sistematicamente città e paesi d'una determinata regione. Durante la bella stagione si “accampano” su un tratto di marciapiede e, con abilità degna di famosi prestigiatori, intrecciano velocemente paglia e corde, creando precisi disegni geometrici.
Maniscalchi forti e robusti, intenti a forgiare ferri di cavallo al riverbero d'una fuligginosa fucina, si trovano ormai, per quanto riguarda le grandi città, nelle vicinanze degli ippodromi. Il cavallo, questo nobile animale che tanta parte ha avuto nella storia dell'umanità, è destinato a proliferare solo sui campi da corsa.
“Ombrelli! Ombrellaio!”questo il grido con il quale richiama i clienti l’ambulante che, fornito dei pochi attrezzi necessari, gira per le strade, riparando poi sul posto gli ombrelli consegnatigli. Per la verità, di ombrellai, famosi quelli provenienti da Gignese sul Lago Maggiore, ce ne sono abbastanza in circolazione. Forse è merito delle ultime stagioni piuttosto piovose.
Il cestaio è l'artigiano dei vimini, colui che con pazienza e abilità confeziona ceste, canestri, piccoli panieri. Come siamo lontani dalla nevrotica frenesia d'una catena di montaggio... Eppure la schiera di coloro che si dedicano a questo mestiere si sfoltisce sempre più.
Bottaio è l'artigiano che fabbrica e ripara bottami, cioè quei f recipienti di legno fatti da doghe tenute insieme da cerchi di ferro. Esistono recipienti a un sol fondo, come il tino, la bigoncia, il mastello, e quelli a due come la botte, il barile, il barilotto. Il bottaio usa legno di quercia, di castagno, di gelso, di ciliegio e di ulivo per i barili di olio; di rovere per vini pregiati.Questo artigiano ha ancora un certo avvenire in quanto in molti casi la plastica non riesce a sostituire del tutto il legno.
Materassaio è invece colui che fa o mette a nuovo materassi, trapunte e fodere ovattate. Lo conoscete tutti. Penne per cuscini e piume per caldi copriletto e razionali sacchi a pelo. Per scovare addetti a simile lavoro bisogna girovagare tra sperdute cascine di paesi fuorimano. Al riparo dal vento, sempre desideroso di giocherellare con un bel mastello colmo di piume, depilano oche e papere.È una specie (i rappresentanti di questa categoria non si adombrino per questo accostamento zoologico) diffusa nei cortili delle vecchie case, malgrado l'incalzare del materasso a molle o di gommapiuma.
Mondine: rare, sempre più rare diventano le mondariso, almeno nelle grandi aziende agricole del Vercellese e della Lomellina. La dura fatica di trapiantare le tenere pianticelle del riso e quella di liberarle poi dalle erbe parassite viene ora svolta da macchine e da liquidi diserbanti.
Tutte, o quasi tutte, le ricamatrici di merletti, di trine, di favolosi pizzi amorevolmente intrecciati sono in età avanzata. Sembra che le nuove leve non ne vogliano sapere di questo mestiere che spesso sfiora l'arte e che è stato tramandato di generazione in generazione. E inoltre il ricamo industriale ha fatto punti giganteschi.
Imbalsamare animali è un'arte vecchia quanto l'Egitto. Infatti l'imbalsamazione veniva praticata largamente nell'antico Egitto, a partire dalle mummie. Ogni imbalsamatore tiene segreti i procedimenti con i quali riesce a conservare gli animali. Oggigiorno però la “moda” di tenere in casa qualche animale imbalsamato è un po' superata.
















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