La battaglia di Marengo fu combattuta il 14 giugno 1800 a Spinetta Marengo, in provincia di Alessandria, in Piemonte, tra le truppe napoleoniche e le truppe della Seconda coalizione.
Dopo il ritorno di Napoleone dall'Egitto e la presa del potere con il colpo di Stato del 18 brumaio, l'armata di riserva dell'esercito francese forte di circa 30.000 uomini, valicò nel maggio il passo del Gran San Bernardo ed entrò in Italia.
Napoleone puntò su Milano, allo scopo di tagliare la via della ritirata al generale Melas, impegnato ad assediare Genova, in mano ai francesi del generale Masséna. Un primo scontro ebbe luogo a Montebello, e fu vinto dai francesi, che costrinsero gli austriaci ad asserragliarsi in Alessandria.All'alba del 14 giugno le truppe austriache uscirono dalla città di Alessandria e attraversata la testa di ponte sulla Bormida attaccarono le truppe francesi attestate al di là del fiume.
Si trattava però solo di una piccola parte dell'esercito repubblicano in quanto, quella stessa mattina, Napoleone aveva ordinato ad una parte delle forze in campo di dirigersi a nord ed a sud, temendo un tentativo austriaco di aggiramento.
I primi veri scontri cominciarono soltanto a metĂ mattinata, quando gli uomini di O'Reilly si scontrarono con i francesi del generale Victor sul fossato del Fontanone, sostenuti sul fianco sinistro dai 600 cavalieri del generale Kellermann.
La battaglia si fece presto confusa, ma gli sforzi di O'Reilly, coadiuvato da Kaim e Haddik, non ottenevano il risultato sperato anche per via del terreno paludoso.
Napoleone da Torre Garofoli considerava la battaglia un diversivo nemico ed in soccorso di Victor giunse solo il generale Jean Lannes che, di propria iniziativa, mosse le truppe del generale Watrin e la cavalleria di Champeaux.
Nel frattempo i generali Elsnitz e Ott, superata la testa di ponte, puntarono ad aggirare il fianco nord di Lannes dirigendosi verso Castelceriolo.
Resosi conto di aver di fronte l'intero esercito austriaco, Napoleone richiamò le truppe più distanti ma il messaggio raggiunse soltanto la divisione di fanteria del generale Boudet in quanto le altre forze si trovavano a ore di distanza dal luogo degli scontri.
Attraverso una serie di attacchi successivi gli austriaci cominciarono ad avanzare costringendo i francesi a ritirarsi verso San Giuliano.
Per proteggere la ritirata si dovette fare ricorso alla stessa Guardia Consolare, che nello sforzo di copertura subì ingenti perdite.
Grazie al suo intervento il generale Victor riuscì a ripiegare verso Castelceriolo intorno alle 15.
Ormai sembrava che per i francesi tutto fosse perduto e lo stesso Melas, ormai convinto di aver vinto, inviò a Vienna un dispaccio con la notizia della vittoria.
Nel frattempo Desaix, che ricevette in ritardo la richiesta di intervento da parte di Napoleone (la leggenda dice che si mosse indirizzandosi nella direzione in cui sentiva i colpi di cannone), riuscì ad intervenire sorprendendo le truppe austriache.
Il ritorno di Desaix coincise con un rinnovato vigore dei francesi che investirono con l'artiglieria le truppe austriache scompigliandole.
Nel giro di breve tempo, le sorti della battaglia furono completamente rovesciate, anche grazie un decisivo intervento della cavalleria di Kellerman, e quella che sembrava una vittoria già conseguita si tramutò per gli austriaci in una disastrosa rotta verso Alessandria.
Il generale Desaix, artefice della vittoria francese, non poté godere dei suoi meriti, in quanto perì nello scon
tro.Con la battaglia di Marengo i francesi tornarono padroni di gran parte dell'Italia settentrionale, ottenendo dapprima un armistizio di sei mesi.
Con la vittoria di Moreau a Hohenlinden (13 dicembre 1800, i francesi invasero Lombardia e Veneto e imposero agli austriaci l'armistizio di Treviso del 15 gennaio 1801, e il Trattato di Lunéville del 9 febbraio 1801.
Fonte Wikipedia
















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