La scoperta dello zero
nessuno sa chi per primo abbia usato un simbolo per indicarlo
Greci e romani però non ne sono estranei.
I tragici attentati che hanno scatenato la prima guerra del terzo millennio hanno portato alla ribalta lo scontro tra culture diverse e le loro presunte "superiorità". A riprova della superiorità di una cultura sull'altra è stata tirata in ballo la scoperta dello Zero.
Noi pensiamo che il buon Dio ha dato a tutti il dono della ragione e ci ha regalato il più formidabile computer che si possa immaginare: quella macchina elettromagnetica cui diamo il nome di cervello.Nasciamo con cervelli diversi, dotati però di proprietà comuni.
Quali siano i motivi per cui certe attività siano fiorite in alcune zone del pianeta, invece che in altre, non è stato ancora capito.Induce a profonde riflessioni quella straordinaria scoperta che avrebbe potuto essere realizzata millenni e millenni prima e che venne invece fatta a casa nostra da Galileo Galilei.
Bastava legare una pietra a uno spago per scoprire le prime tracce della logica del Creato.
Di questo, che passerà alla storia come la più grande conquista dell'intelletto nell'immanente, noi non facciamo strumento di arroganza, ma di umiltà.
Umiltà dinanzi al rigore che regge questa logica, e che ci spinge verso il traguardo del rispetto tra le varie culture.
Rispetto che deve essere fondato sulla verità.
Ecco perché vorremmo dire come stanno le cose sulla scoperta dello Zero.
Scoperta portata da altri a esempio di una superiorità culturale.
I greci avevano riflettuto molto sul concetto di quel numero che rappresenta il nulla: lo Zero.
Per Aristotele era un "non-numero" per il semplice motivo che non è possibile dividere qualcosa per Zero, né lo Zero per sé stesso.
Il concetto di Zero è nella cultura greca, come risulta da ciò che fece Zenone per capire cosa c'è tra Zero e Uno, scoprendo che c'è un'infinita somma di numeri frazionari dì cui ciascuno (della serie che però non termina mai) è sempre la metà del precedente.
Molti attribuiscono ai greci addirittura l'invenzione del simbolo dello Zero, che deriva dalla prima lettera della parola greca usata per indicare il vuoto: omicron.
Le pecorelle e i sassolini
I romani vengono accusati di avere dimenticato tutto sullo Zero.

Eppure la cultura romana è quella che ha inventato la numerazione ordinale (primo, secondo, terzo, eccetera).
Nella numerazione ordinale il primo numero è Zero. Il secondo è Uno, il terzo Due, e così via.
Infatti, l'atto logico elementare nei numeri ordinali è un "oggetto in più".
Vediamolo con un esempio.
Immaginiamo di costruire una serie di insiemi di cui il primo è vuoto (esempio: una stalla senza animali, vuota).
Il secondo insieme è costituito dalla stalla vuota più una mucca.
A questo insieme si attribuisce il numero cardinale Uno.
Poi arriva un cagnolino.
A questo terzo insieme si attribuisce il numero cardinale Due.
Attenzione: questo terzo insieme è ottenuto dal precedente aggiungendo uno e uri solo oggetto all'insieme che esisteva già.
È così che si costruiscono i numeri detti ordinali iirriti.
In questa costruzione, ogni insieme ha un oggetto in più del precedente.
II primo di questi insiemi, lo ripetiamo, è lo Zero.
Due parole sui numeri a noi familiari (1,2,3.-), detti cardinali.
La loro logica è l'atto più semplice del nostro intelletto, cui è stato dato il nome di corrispondenza biunivoca.
Questo atto è più semplice del contare 1,2, 3...
Infatti gli antichi pastori non sapevano contare, ma potevano stabilire se tutte le pecorelle erano rientrate all'ovile.
La mattina, quando uscivano, a ogni pecorella facevano corrispondere un sassolino.
Uscite tutte le pecorelle, mettevano da parte quella determinata quantità di sassolini.
Quando le pecorelle rientravano all'ovile, facevano corrispondere un sassolino a ogni pecorella. Se il mucchio di sassolini si esauriva, le pecorelle erano tutte rientrate.
Se ne restavano uno, due o tre, quei sassolini corrispondevano alle pecore smarrite.
Ecco un esempio di "corrispondenza biunivoca" tra insieme di pecorelle e insieme di sassolini.
Le pecorelle avevano in comune con i sassolini solo una proprietà: il numero che oggi chiamiamo cardinale: 12 pecore, 12 sassolini, 12 margherite, pur essendo insiemi di cose diverse, hanno in comune lo stesso "cardinale": esso esprime la proprietà quantitativa dell'insieme.
La parola calculm vuoi dire sassolino, in quanto è il diminutivo di calx (pietra in latino).
Nessuno sa chi sia stato il primo uomo al mondo ad avere usato un simbolo per indicare lo Zero e ad avere pensato a questa straordinaria quantità concettualmente affascinante.
Dire che la cultura greca, nonostante Zenone (490-430 a.C.) e Aristotele (384-322 a.C.), e la cultura romana, nonostante l'invenzione dei numeri ordinali, siano estranee all'invenzione dello Zero, è un'affermazione contraddetta dai fatti.
Fonte Antonino Zichicihi
















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