La nuova Giulietta da Napolitano
Marchionne: "Crediamo nell'Alfa"
La vettura è stata presentata al Capo dello Stato e a Palazzo Chigi.
Scajola: "Molta fiducia sul futuro di Termini"
La Fiat punta sul marchio Alfa Romeo e la nuova Giulietta, presentata stamane al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano e a Palazzo Chigi, al sottosegretario alla Presidenza Gianni Letta, non sarà l’ultima prodotta in Italia.
L’indicazione arriva dall’amministratore delegato del Lingotto, Sergio Marchionne, che ne ha parlato a margine della presentazione al Quirinale.Sull’impianto siciliano di Termini Imerese l’ad conferma: «Stiamo lavorando con Scajola. Facciamo parlare lui». E il ministro parla in mattinata spiegando di essere fiducioso per una soluzione per Termini. Sul fronte internazionale Marchionne indica l’intenzione di salire al 35% di Chrysler entro 24 mesi e ipotizza nuovi “matrimoni” nel settore auto di matrice francese dopo l’accordo siglato tra Mercedes e Renault.
Per quanto riguarda Alfa Romeo dunque il lancio della nuova Giulietta è l’occasione per rilanciare il marchio. Inoltre - dice Marchionne - il nuovo modello non dovrebbe essere l’ultima Alfa prodotta in Italia. Parlando dell’auto Marchionne spiega che «i nomi sono storici» ma «i modelli sono totalmente aggiornati».
E alla domanda se con questo modello si voglia rilanciare il marchio Marchionne spiega: «Ovviamente sì. Crediamo nel marchio e nel suo posizionamento sul mercato».
Ma sarà l’ultima Alfa prodotta in Italia? Chiedono i giornalisti. «Credo di no», risponde Marchionne, che, alla domanda se al presidente della Repubblica sia piaciuta la nuova vettura, afferma: «gli è piaciuta molto. Ha detto che è una bellissima macchina».
Su Chrysler Marchionne spiega che «entro i prossimi 24 mesi possiamo farcela» a salire fino al 35% della casa automobilistica americana e guardando alle possibili "nozze" tra altri gruppi internazionali spiega: «probabilmente c’è un altro gruppo francese. Ci ha provato con Mitsubishi, ci proverà con qualcun altro.
Questo gruppo francese probabilmente sarà il primo, sono scelte loro, non voglio interferire su scelte strategiche di altri gruppi».
E sull’intesa Mercedes-Renault, Marchionne dice: «Non voglio entrare nel merito dell’accordo, ognuno nella sua cucina fa come vuole ma è chiaro che è un passo nella direzione giusta. Se poi i dettagli dell’accordo sono tali da creare quel tipo di alleanza che veramente produce risultati, sia strategicamente che operativamente, è da vedersi. Un’alleanza internazionale tra francesi e tedeschi non è tanto facile, però è la mossa giusta».
Infine su Termini Marchionne lancia la palla al ministro Scajola che spiega: «La Fiat ha garantito l’impegno per la produzione al sud e a Pomigliano D’Arco la produzione aumenterà in modo deciso». E per Termini «sono molto fiducioso che il lavoro che stiamo facendo per individuare qualche soggetto industriale che voglia proseguire il progetto» dell’auto nello stabilimento siciliano «vada a buon termine».
www.lastampa.it















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