Freemont, l’americana dell’Italia
Un turbodiesel 2.0 da 140 e 170 CV. A fine anno anche la trazione integrale e un benzina V6 di 3,6 litri da 276 CV
AbitabilitĂ , praticitĂ e razionalitĂ dei sistemi di infotainment in stile americano si sposano con motorizzazioni efficienti e caratteristiche di guidabilitĂ e comfort tutti europei.
Queste in sintesi le premesse che stanno alla base della progettazione del nuovo Freemont, vettura che coniuga le doti di un SUV, di una monovolume e di una wagon, rientrando di diritto nel sempre più affollato segmento dei crossover. Partendo da un buon prodotto USA come il Journey, i tecnici Fiat hanno aggiunto quelle caratteristiche tecnologiche indispensabili per affermarsi sul mercato europeo.Prestazioni, feeling di guida e comfort sono stati sensibilmente migliorati grazie all’adozione di moderne motorizzazioni turbodiesel 2.0 dotate delle più avanzate tecnologie Multijet II, alla riprogettazione del reparto sospensioni e ad una diversa taratura del sistema di sterzo.
I motori sono disponibili in due livelli di potenza, da 140 e da 170 CV entrambi con cambio manuale a sei rapporti di progettazione italiana (entro fine 2010 anche la trazione integrale in abbinamento al 170 CV, il cambio automatico ed un benzina V6 da 3,6 litri e 276 CV). La coppia massima comune alle due unità è di 350 Nm, ma alla guida si apprezza soprattutto il fatto che questa non scende mai sotto i 300 Nm ai normali regimi.
Le prestazioni sono ottime, specie se raffrontate con la massa che sfiora le 2 tonnellate in ordine di marcia. La versione da 140 CV raggiunge i 180 km/h ed accelera da 0 a 100 in 12,3 secondi, quella da 170 CV arriva a 195 km/h e scatta da 0 a 100 in 11 secondi.
Tanta efficienza influisce positivamente anche su consumi ed emissioni che si attestano per tutte e due le versioni a 6,4 litri per 100 km e a 169 g/km CO2.Â
Sul fronte del comfort è stato fatto un grande lavoro anche dal punto di vista dell’insonorizzazione, sia all’interno del vano motore, sia con l’adozione di un nuovo parabrezza in grado di isolare meglio dai rumori esterni.
Una volta a bordo si rimane colpiti dalle volumetrie e dal numero di vani portaoggetti (20), la cui capienza complessiva eguaglia quella del bagagliaio di una Panda.
La configurazione a 7 posti con la seconda fila di sedili che si ribalta ed avanza in modo da agevolare l’accesso a bordo può essere variata e modulata in 32 posizioni differenti. L’apertura delle portiere a 90° contribuisce anch'essa ad agevolare l’accesso.Â
In movimento, si nota il lavoro di messa a punto. La precisione dello sterzo e l’assetto che copia la strada senza eccessivi coricamenti in curva o fastidiose inerzie nei trasferimenti di carico non sono nemmeno parenti lontani del comportamento della versione USA.
Unico appunto sull’ineccepibile comfort di guida, la posizione piuttosto arretrata della leva cambio.
Impagabile la visibilitĂ ed il senso di dominio sulla strada per la posizione di guida rialzata. Aggressiva la proposta commerciale che, a fronte di una dotazione completa tra cui 6 airbag e ESP con Hill Holder, parte da 24.900 Euro (al lancio interni in pelle compresi nel prezzo) ed arriva a 28.700 Euro per la top da 170 CV.
Difficile trovare di meglio in termini di praticità , comfort ed efficienza. “Freemont è la prima pennellata del progetto Fiat - Chrysler che porterà ad oltre il 50% il numero di modelli con piattaforma comune ai due Brand del Gruppo Fiat”. Così Andrea Formica, CEO di Fiat Automobiles, introduce il lancio della prima Fiat risultato della sinergia con Chrysler.
SarĂ prodotta nel sito messicano di Toluca dove giĂ escono 500 Cabrio e berlina e Journey, versione per il mercato USA di Freemont.
L'impianto ha implementato la filosofia WCM (World Class Manufacturing) che comporta una grande attenzione sui vari aspetti del processo produttivo.
Lo sviluppo delle risorse umane, il miglioramento dei flussi logistici, dell’organizzazione e degli strumenti di lavoro e la sicurezza sono prioritĂ che hanno portato un alto grado di efficienza ed un miglioramento degli standard qualitativi dei prodotti.Â
Da quando è stato adottato, il WCM ha consentito una riduzione del 25% sulle lamentele dei clienti. Il miglioramento continuo di questo processo è frutto della collaborazione degli impiegati che con i loro suggerimenti contribuiscono a razionalizzare le procedure di lavorazione.
Ad oggi sono già stati oltre 25 mila i suggerimenti forniti dai lavoratori (una media di 11 contributi attivi all’anno per dipendente).
Freemont, che si rivolge ad un target potenziale di 600 mila clienti europei e da cui ci si attendono 30 mila unità l’anno (2/3 in Italia), sarà seguito da 7 nuovi lanci in 30 mesi.
Tra prodotti nuovi e rinnovati, entro 2 anni e mezzo la gamma Fiat sarĂ completamente rinnovata.www.lastampa.it















Twitter
Mister Wong
Digg
Del.icio.us
Slashdot
Furl
Yahoo
Technorati
Newsvine
Blinklist
Facebook
Wikio
Segnalo
