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Dolomiti con il pedaggio

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Natura e ambiente
Scritto da Edvige   
Sabato 21 Gennaio 2012 11:29
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La montagna si divide: Bolzano è favorevole, Belluno no.

E c'è chi vuole chiudere i passi

di Maurizio Di Giangiacomo*

La volontà della Provincia autonoma di Bolzano d’introdurre un pedaggio sulla strada del Passo delle Stelvio, sul versante di propria competenza, è notizia di diversi mesi fa: il progetto, che ha avuto il benestare della confinante Provincia di Sondrio e del cantone svizzero di Umbrail, dovrebbe concretizzarsi in primavera. Si transiterà solo dopo aver acquistato ed esposto sul parabrezza le cosiddette «vignette», sull’esempio di quanto avviene sulle autostrade austriache.

La novità è la decisione di estendere il pedaggio anche ai passi dolomitici: si punta ovviamente sul Passo Gardena, interamente in Provincia di Bolzano, sui versanti altoatesini dei passi Sella (confinante con il Trentino) e Campolongo (sull’altro fronte c’è la Provincia di Belluno) e, se un accordo venisse raggiunto con i vicini veneti, pure sul Passo Pordoi (che è per metà trentino e per metà bellunese), anche per dare un senso all’operazione con una copertura completa del cosiddetto «Sellaronda», il giro dei passi reso famoso dal carosello sciistico del Dolomiti Superski e da sempre amatissimo da motociclisti, automobilisti e bus di turisti che infilano nel viaggio di rientro un tour dolomitico.

L’esigenza, assieme a quella di ridurre il traffico, è fare cassa, perché la manutenzione delle strade - in inverno spesso chiuse per nevicate e rischio valanghe - è costosissima. E la crisi «morde» anche il ricco Südtirol. E qui la partita si fa più difficile.

L’Alto Adige dovrà fare i conti con la vicina Provincia di Trento, che da sempre, per bocca del governatore Lorenzo Dellai, si dichiara scettica sul progetto, e con quella di Belluno, addirittura contrarissima.

Ma contro il pedaggio da sempre «pallino» del presidente Durnwalder - e addirittura in favore di una chiusura a fasce orarie dei passi dolomitici, che d’estate sono presi d’assalto dalle auto dei turisti (in alta stagione si parla di decine di migliaia di passaggi ogni giorno), in questi ultimi anni in Alto Adige si è coagulato un vasto movimento d’opinione.

A opporsi all’introduzione del pedaggio non ci sono solo gli ambientalisti, forti dell’argomento che l’adozione di un provvedimento analogo al Passo del Rombo - sempre in territorio altoatesino - non ha affatto ridotto il traffico, anzi parrebbe averlo intensificato.

L’anno scorso ad esprimersi in favore di altre soluzioni per la limitazione del traffico in un ambiente sensibile come quello dolomitico furono addirittura gli albergatori della Val Gardena, più propensi appunto a provvedimenti quali la chiusura a fasce orarie (dalle 10 del mattino a metà pomeriggio, con esenzione per i residenti e per chi sui passi lavora), come succede in occasione dei Sellaronda Bike Day, le due giornate organizzate ogni estate per lasciare via libera ai ciclisti su salite rese famose dal Giro d’Italia.

La decisione ha già scatenato la reazione di Reinhold Messner, da tempo più vicino alla Realpolitik di Luis Durnwalder che alle posizioni dei vecchi compagni dei Verdi, favorevole al pedaggio sullo Stelvio ma assolutamente contrario ad estendere il progetto alle Dolomiti.

«È un ambiente troppo delicato, meglio chiudere i passi», ha tuonato recentemente il Re degli Ottomila: basterà il suo carisma per far tornare sui propri passi chi governa il ricco Südtirol?

*www.lastampa.it

 

Ultimo aggiornamento Sabato 21 Gennaio 2012 11:30
 

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