Le agevolazioni per le assunzioni di giovani e precari
Credito d'imposta per le imprese del Sud che ingaggiano nuovo personale e fondo per l'assunzione di giovani genitori precari.
Sono queste, al momento, le principali misure di politica economica adottate per favorire il rilancio dell'occupazione nel nostro Paese.Il decreto sviluppo emanato a maggio (numero 71 del 2011) e convertito in legge in estate (legge 106 del 12 luglio 2011) riconosce un credito di imposta ai datori di lavoro nel Mezzogiorno che aumentano il numero di lavoratori dipendenti con contratto di lavoro a tempo indeterminato.
Le risorse per concedere questa agevolazione provengono dalle casse dello Stato, dal Fondo Sociale Europeo (FES) e dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR).
L'agevolazione, che ha appena ricevuto il via libera da parte della Commissione europea, è prevista per i datori di lavoro in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Sardegna e Sicilia che nel periodo di tempo compreso tra il 14 maggio 2011 (data di entrata in vigore del decreto) e il 13 maggio 2012 effettuano assunzioni a tempo indeterminato, in soprannumero, di due categorie di lavoratori: "svantaggiati" e "molto svantaggiati".
Con la definizione "svantaggiati" si intendono:i lavoratori che non hanno un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi;i lavoratori privi di un diploma di scuola media superiore o professionale;i lavoratori che hanno più di 50 anni;i lavoratori che vivono da soli oppure con una o più persone a carico;i lavoratori impiegati in professioni o settori che presentano un elevato tasso di disparità tra uomo e donna;i lavoratori che appartengono a una minoranza nazionale.
I datori di lavoro del Mezzogiorno che assumono lavoratori "svantaggiati" hanno diritto, per ogni nuovo assunto, a un credito d'imposta pari al 50% dei costi salariali sostenuti nei dodici mesi successivi all'assunzione.I lavoratori "molto svantaggiati" sono invece quelli che non hanno un lavoro da almeno ventiquattro mesi.
A chi crea nuovi posti di lavoro per questa categoria viene invece riconosciuto, per ogni neo-assunto, un bonus fiscale pari al 50% dei costi salariali nei 24 mesi che seguono l'assunzione.
Per "costo salariale" si intende:la retribuzione al lordo delle imposte;i contributi obbligatori, come quelli previdenziali;i contributi assistenziali per figli e familiari.
E' ancora da stabilire se l'agevolazione può essere estesa anche ai contributi versati dal datore di lavoro alle forme pensionistiche complementari e a casse, fondi e gestioni finalizzate all'erogazione di prestazioni assistenziali e previdenziali integrative.
L'altro piano per stimolare nuove assunzioni è un fondo di 51 milioni di euro destinato ai giovani genitori disoccupati o precari.
Tale dote viene trasferita ai datori di lavoro che li assumono con contratto a tempo indeterminato o parziale.
La misura è stata promossa dal Ministro della Gioventù nell'ambito del progetto Diritto al futuro.
A ogni impresa o soggetto che crea posti di lavoro per questa categoria di lavoratori è concessa una dote di 5.000 euro per ciascuna nuova assunzione.
Il limite è di cinque assunzioni per ogni singolo datore di lavoro.Per beneficiare di queste risorse è necessario che i giovani siano:di età inferiore ai 35 anni;genitori di figli minorenni legittimi, naturali o adottivi, oppure affidatari di minori;occupati con rapporto di lavoro subordinato (non a tempo indeterminato) o con contratto di collaborazione coordinata e continuativa, oppure disoccupati iscritti a un centro pubblico per l'impiego dopo la cessazione di un rapporto di lavoro precario.
Per vedersi riconosciuta la dote prevista dal fondo, è necessario iscriversi alla Banca dati per l'occupazione dei giovani genitori creata dall'Inps.
Sul sito bisogna collegarsi alla sezione dei servizi al cittadino, ma non prima di aver richiesto all'Inps il Codice di identificazione personale (PIN) al numero verde 803 164.
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