Virus A-H1N1
I MISTERI SUL VACCINO
L’influenza “suina” sembra calcare le prime pagine dei giornali e le prime pagine dei notiziari in questi ultimi mesi, pandemia si o pandemia no, vaccino si o vaccino no.
Ci sono troppe incongruenze tra l’OMS e le verità sull’influenza A/h1n1.
Terrorismo sulla popolazione? Conflitti d’interesse? PerchĂ© così tanta fretta per la vaccinazione, cosa temono? Sappiamo, davvero, cosa contengono i vaccini? Dunque, in quasi tutti i vaccini è presente il Thimerosal, sinonimi: tiomersal, sodio etilmercurio tiosalicilato, mercurotiolato di sodio. Questa sostanza viene usata come disinfettante cutaneo, come antibatterico nelle soluzioni delle lenti a contatto e nelle gocce oculari; è presente anche in alcuni dei cosiddetti “vaccini” per via orale (Lantigen B). Esso è un componente di quasi tutti i “veri” vaccini, usati comunemente per la profilassi delle malattie infettive; è stato sempre guardato con sospetto e da sempre è stato chiesto il suo allontanamento dalle diverse preparazioni in quanto contenente mercurio, quantitĂ , al di lĂ della tollerabilitĂ dall’organismo umano. Il mercurio contenuto nel Thimerosal è del 50% e causa autismo, sclerosi multipla, ADHD ecc. In molti si stanno battendo affinchĂ© il vaccino per l’influenza A non venga fatto, non ultima una giornalista, Jane Burgermeister, professionista nel settore medico-scientifico, che ha voluto, nei giorni scorsi, denunciare l’OMS e la Baxter (produttrice di medicinali salvavita) per bioterrorismo. Abbiamo intervistato il Prof. Eligio Pizzigallo, docente di malattie infettive presso la FacoltĂ di Medicina e Chirurgia dell’UniversitĂ degli Studi G. D’Annunzio, in merito al vaccino ed alla vaccinazione. Il suino, al termine della “pandemia”, chiederĂ il diritto morale d’autore?!.. Â
Casualmente il Tamiflu è uno dei due farmaci consigliati dall’OMS per combattere l’influenza A/H1N1. E’ così? E, qual’ è l’altro farmaco consigliato?Â
Esistono solamente 4 farmaci antivirali potenzialmente attivi contro i virus influenzali. Molti di questi virus sono diventati resistenti ad alcuni o a tutti e quattro questi farmaci. Il nuovo virus pandemico A/H1N1 fortunatamente è ancora sensibile agli ultimi due antivirali introdotti giĂ da diversi anni nella terapia e nella profilassi dell’influenza. Uno di questi è l’oseltamivir o Tamiflu, prodotto dalla Roche, che si somministra per via orale; l’altro è lo zanamivir o Relenza, prodotto dalla GSK, che si somministra per via inalatoria. Entrambi i farmaci possono essere utilizzati nella terapia dell’influenza pandemica, mentre sono scarsamente o per nulla attivi sul virus A/H1N1 dell’influenza stagionale che ha giĂ cominciato a circolare anche in Italia, insieme a quello pandemico. Questo significa che per poterli utilizzare dovremmo essere sicuri di trovarci di fronte ad un caso di influenza pandemica e non di influenza stagionale perchĂ© in quest’ultimo caso dovremmo piuttosto ricorrere ai farmaci anti-influenzali piĂą vecchi, come l’amantadina o Mantadan. PoichĂ© la differenziazione tra le due diverse forme di influenza non può essere fatta clinicamente ma solo attraverso indagini che solo pochi laboratori ospedalieri specializzati possono effettuare, ne deriva che, nell’attuale situazione, la decisione di utilizzarli o meno per la terapia dell’influenza non è facile. Tanto piĂą che per essere efficaci devono essere somministrati al massimo entro 48-72 ore dall’inizio dei sintomi. Fortunatamente l’influenza pandemica sostenuta dal nuovo virus di origine suina non presenta caratteristiche di particolare gravitĂ rispetto alla comune influenza stagionale: la durata della malattia è anzi piĂą breve e le sue complicanze gravi o mortali sono, almeno fino ad ora, addirittura piĂą rare. Dovremo comportarci nei suoi confronti come ci siamo sempre comportati negli ultimi anni nei confronti dell’influenza stagionale, vale a dire ricorrendo solo a farmaci sintomatici (antipiretici, analgesici, antitosse, ecc.) ed utilizzando i farmaci antivirali solo nelle forme complicate o in quelle che esordiscono in soggetti giĂ compromessi da cardiopatie, broncopneumopatie o altre malattie croniche e nei soggetti con malattie che determinano deficit immunitari (tumori, emopatie, AIDS, ecc.). In questi soggetti peraltro è spesso necessario associare agli antivirali anche antibiotici, che servono a prevenire o curare le infezioni batteriche che frequentemente si sovrappongono. In ogni caso, anche nell’influenza, le decisioni terapeutiche vanno sempre lasciate ai medici curanti che sono gli unici in grado di valutare l’opportunitĂ dell’uno o dell’altro farmaco, tenendo conto anche degli effetti collaterali che esistono per gli antivirali come per tutti gli altri farmaci. Â
Le azioni della Roche, il giorno prima dell’annuncio della possibile pandemia, erano crollate a causa di una ricerca sul cancro finita in nulla di fatto da parte di una succursale della stessa. Non ritiene che sul vaccino ci possano essere dei conflitti d’interesse delle stesse Case Farmaceutiche?Â
Io non mi occupo di borsa, per la quale ho anche una certa prevenzione, e non posseggo azioni di alcun genere, ma mi pare facilmente comprensibile che i destini economici di un’Azienda Farmaceutica possano essere legati, nel bene e nel male, alle vicende sanitarie della popolazione.D’altra parte l’arrivo di una pandemia influenzale, piĂą o meno imminente, era ormai ampiamente prevedibile e dobbiamo, almeno per ora, essere contenti che a provocarla sia stato l’H1N1 e non il ben piĂą temibile H5N1 dell’influenza aviaria.Quanto ad eventuali conflitti di interesse sul vaccino, anche se ci fossero, non vedo come potrebbero interessarci dal momento che molte altre industrie farmaceutiche stanno lavorando febbrilmente per poterlo utilizzare prima che arrivi l’ondata epidemica che purtroppo sta giĂ interessando molti Paesi dell’emisfero sud. Il vaccino rappresenta l’unico modo possibile di arrestare il dilagare del nuovo virus. I farmaci antivirali, come il Tamiflu ma anche il Relenza, possono tuttavia rappresentare una soluzione-ponte per tentare di prevenire l’insorgenza della malattia, in attesa del vaccino, in alcuni soggetti esposti al virus (ad esempio da parte di un familiare infetto), soprattutto se si tratta di quei soggetti piĂą a rischio di complicanze ai quali ho accennato.Â
In Gran Bretagna un sondaggio rivela che 1 infermiera su 3 non farĂ il vaccino, a causa dei possibili effetti collaterali. Ci illustri quali sono gli effetti collaterali del vaccino. Â
La scarsa compliance degli infermieri, e degli operatori sanitari in genere, alla vaccinazione anti-influenzale è cosa nota, dovuta al fatto che l’influenza rappresenta una malattia sostanzialmente benigna, particolarmente in soggetti senza quei fattori predisponenti che li renderebbero a rischio di complicanze anche gravi. Si tratta tutt’al piĂą di una malattia fastidiosa che rischierebbe solo di allontanarli piĂą o meno a lungo dall’ambiente di lavoro. D’altra parte anche la vaccinazione non è esente da effetti collaterali, a cominciare da una tumefazione spesso dolorosa e persistente nella sede di infezione per finire ai piĂą rari effetti di carattere generale (astenia, cefalea, dolori osteo-muscolari, ecc.) che, quando si accompagnano anche a febbre, possono simulare un piccolo episodio influenzale, anche se a rapida risoluzione. Nel caso della vaccinazione anti-influenzale, e di quella contro la pandemia da virus A/H1N1 in particolare, che si ritiene possa interessare in un anno fino ad un terzo della popolazione, l’utilità è prevalentemente di tipo sociale per evitare che possano essere sottratte dal lavoro, e soprattutto dai lavori di maggiore utilitĂ sociale, molte persone contemporaneamente. Ciò rischierebbe di mandare in tilt non soltanto l’economia di una nazione ma anche quella rete di servizi che sono deputati ad assistere la popolazione proprio nelle situazioni di emergenza come quelle provocate dalla stessa pandemia.Esiste comunque anche un’utilitĂ individuale della vaccinazione che riguarda i famosi soggetti a rischio, compresi quelli che convivono con il soggetto che si vaccina e che nel caso degli operatori sanitari sono anche i pazienti affidati alle loro cure, quasi sempre questi sì a rischio di complicazioni (ad es.: dopo un intervento chirurgico o per una terapia che comporta immunosoppressione). Per giunta in una pandemia come quella attuale, che interessa prevalentemente i giovani, i decessi sono sempre possibili anche nei soggetti sani: la loro incidenza relativa sarĂ inferiore a quella delle epidemie stagionali che riguardano prevalentemente gli anziani, ma potrĂ essere maggiore in assoluto se il numero dei casi di malattia influenzale sarĂ decuplicato rispetto a quelli dell’influenza stagionale. Per evitare che ciò avvenga non vi è che il vaccino, se sarĂ disponibile per tutti prima che la pandemia dilaghi.Per ciò che riguarda alcune complicanze piĂą gravi, che pure esistono per la vaccinazione anti-influenzale come quelle neurologiche, esse sono estremamente rare e soprattutto assai piĂą rare di quelle che possono verificarsi a causa della stessa malattia influenzale. Pertanto una valutazione costo-beneficio è sempre a favore della vaccinazione.Â
Il vaccino è adatto a tutti?Â
La vaccinazione anti-influenzale non deve essere effettuata dai soggetti che risultano allergici alle uova o ad altre componenti contenute nel vaccino, di cui i medici vaccinatori devono accertarsi. Inoltre non deve essere effettuata nei pazienti che presentano controindicazioni come precedenti reazioni avverse gravi ad altre vaccinazioni o malattie cosiddette autoimmuni.Possono essere vaccinati soggetti di ogni etĂ , purchĂ© superiore ai 6 mesi: tuttavia il vaccino conferisce l’immunitĂ in una percentuale di vaccinati che varia con l’etĂ e che può essere anche molto piĂą bassa nei bambini piĂą piccoli e negli adulti piĂą anziani, oltre che in soggetti con deficit immunitario per malattie preesistenti.Â
Come verrĂ somministrato questo vaccino? SarĂ obbligatorio per tutti?Â
Il vaccino contro il virus pandemico sarĂ somministrato in due iniezioni intramuscolari, da effettuare a distanza di almeno 3 settimane l’una dall’altra. Tuttavia i primi risultati sugli studi ancora in corso, relativamente alla immunogenicitĂ di questo vaccino, sembrerebbero indicare che, per lo meno per alcuni di essi (sono diverse le ditte produttrici che lo stanno preparando), potrebbe essere sufficiente una sola somministrazione, almeno negli adolescenti e negli adulti con < 65 anni di etĂ .Il vaccino sarĂ offerto gratuitamente dal Servizio Sanitario Nazionale, che ne ha giĂ da tempo ordinato un notevole quantitativo e che lo distribuirĂ alle diverse Regioni mano a mano che le Ditte produttrici lo consegneranno. Esso non sarĂ però sufficiente per vaccinare tutta la popolazione suscettibile che si intende proteggere. Fermo restando che ognuno sarĂ libero di vaccinarsi o meno e che dovrĂ dare il proprio consenso informato alla vaccinazione, sono state previste alcune prioritĂ che probabilmente esauriranno tutte le disponibilitĂ di vaccino entro Natale e forse anche oltre. Le prioritĂ attualmente previste sono: gli operatori sanitari e gli addetti ai servizi essenziali, di emergenza e di pubblica sicurezza, le donne al II e III trimestre di gravidanza, i bambini dopo i 6 mesi di etĂ , gli adolescenti fino ai 24 anni di etĂ , gli adulti che vivono in contatto con bambini che hanno meno di 2 anni di etĂ , gli addetti ai nidi ed alle residenze sanitarie insieme agli ospiti di quest’ultime. Ad essi bisogna poi aggiungere i soggetti di qualunque etĂ Â che hanno malattie croniche o altri fattori predisponenti alle complicazioni dell’influenza (es.: broncopneumopatie e cardiopatie croniche, diabete, obesitĂ con BMI > 30, malattie oncoematologiche o altre malattie in trattamento immunosoppressivo, infezione da HIV o AIDS, ecc.).Quando saranno esaurite queste prioritĂ , se nel frattempo sarĂ stata prodotta e sarĂ disponibile una sufficiente quantitĂ di vaccino, la vaccinazione sarĂ offerta anche agli adulti dai 25 ai 65 anni.Â
Quanto sarĂ utile, il vaccino, se la maggior parte della gente lo rifiuterĂ ?Â
Come dicevo prima, è piĂą probabile che la pandemia si sarĂ diffusa anche nel nostro Paese, come sta avvenendo in quelli dell’emisfero boreale, assai prima che siano disponibili scorte adeguate di vaccino e, soprattutto prima che i servizi vaccinali, con l’aiuto dei medici di famiglia e dei pediatri, abbiano completato la vaccinazione dei soggetti a maggior rischio, nei quali dovrebbe prevalere l’interesse soggettivo ad effettuarla. Per quelle categorie in cui la vaccinazione ha prevalentemente (ma non solo!) un’utilitĂ di tipo sociale, la scarsa adesione potrebbe avere sicuramente delle conseguenze importanti, non solo di tipo sanitario, ma anche di tipo economico. Da questo punto di vista la capacitĂ di una corretta informazione e comunicazione da parte delle autoritĂ sanitarie e politiche, oltre che dei massmedia, avranno, a mio parere, un ruolo importante. Tra l’altro non è da escludere che ulteriori indicazioni o modifiche nella pratica vaccinale debbano venire in corso d’opera, vale a dire quando avremo potuto meglio verificare l’andamento della pandemia in rapporto alle previsioni ed alla co-circolazione del nuovo virus con quelli delle epidemie stagionali per le quali sta giĂ per partire la campagna vaccinale annuale che ha però come obiettivo principalmente gli anziani ed i bambini piĂą piccoli. Per quest’ultimi, ma anche per gli anziani con fattori di rischio, è possibile prevedere sin da ora la doppia vaccinazione, contemporanea se entrambi i vaccini saranno disponibili, o intervallate di almeno un mese l’una dall’altra se la curva epidemica, invece di impennarsi, ce ne lascerĂ il tempo.Â
Quanta sperimentazione è stata realmente fatta su di esso, come possiamo essere sicuri che non avrĂ effetti collaterali? La preparazione del vaccino pandemico da parte dell’industria farmaceutica sta avvenendo con le stesse modalitĂ con le quali ogni anno si prepara il vaccino contro l’influenza stagionale, che è analogo a quello degli anni precedenti, con la differenza però che contiene componenti virali diverse da quelle che erano contenuti nei vaccini precedenti. Con il vaccino pandemico non si è dovuto fare altro che sostituire al virus A/H1N1 giĂ contenuto nei vaccini stagionali (insieme agli altri due virus influenzali solitamente circolanti) il nuovo virus di origine suina che invece è presente da solo nel vaccino pandemico, che appunto per questo è detto monovalente.Solitamente questa modalitĂ di preparazione del vaccino anti-influenzale, che richiede delle modifiche annuali solo parziali e che è detta “mock up”, non necessita di tutte quelle verifiche pre-marketing che impedirebbero di utilizzarlo in tempo utile per affrontare le singole e diverse epidemie stagionali. Per la sua sicurezza ed immunogenicitĂ si rimanda alle caratteristiche di base del vaccino giĂ utilizzato in precedenza dal quale è derivato.PoichĂ© però nel caso del vaccino pandemico si sostituiscono agli antigeni dei virus stagionali quelli di un virus che potrebbe essere notevolmente diverso, qualche dubbio che possa riservare delle sorprese permane. Vengono però a confortarci, a questo punto, le sperimentazioni che sono state effettuate negli ultimi anni con un vaccino pandemico analogo a quello che si sta preparando per il nuovo virus A/H1N1 e precisamente un vaccino contenente il virus H5N1 dell’influenza aviaria, che è molto piĂą pericoloso per l’uomo ma che fortunatamente non si diffonde da uomo a uomo, ma solo dai volatili all’uomo. Questo vaccino pandemico, che è stato tra l’altro sperimentato anche presso la Cattedra di Igiene dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti, ha dimostrato di essere efficace e sicuro, consentendo alle case farmaceutiche che si occupano dei vaccini di arrivare preparate alla nuova emergenza ed ai fruitori del nuovo vaccino di essere piĂą tranquilli nella sua utilizzazione. Tra l’altro mi pare che quei media che solo poco tempo fa parlavano a vanvera della cosiddetta “bufala dell’aviaria” dovrebbero fare un’attenta riflessione in proposito.Sulla base di questa notevole mole di dati sperimentali sui vaccini stagionali e pandemici è stato possibile per le AutoritĂ Regolatorie consentire l’immissione in commercio del nuovo vaccino pandemico del quale cominciano ad arrivare le prime notizie sulla sua specifica utilizzazione. Si tratta di notizie confortanti che si spera possano presto aiutare a dirimere gli ultimi dubbi come quelli della singola dose o delle 2 somministrazioni.Per ciò che riguarda gli effetti collaterali, ho giĂ detto che essi non possono non esserci, come per tutti i tipi di vaccino. Sono nella maggior parte dei casi di poco conto, mentre per quelli piĂą gravi la loro incidenza è talmente rara da non reggere il confronto con le complicanze piĂą gravi dell’influenza.Â
Ci dia dei consigli su come evitare il contagio.Â
In effetti, dal momento che il vaccino potrĂ cominciare ad essere disponibile tra 1 mese circa e dal momento che la chemioprofilassi su larga scala con i farmaci antivirali non è proponibile, i nostri obiettivi dovrebbero attualmente essere focalizzati il piĂą possibile sull’evitare o almeno ritardare di qualche mese il contagio. Il problema si pone proprio ora, con la stagione autunnale perchĂ© diventa inevitabile ritrovarsi in ambienti chiusi spesso a stretto contatto con molte persone. Basta pensare alle scuole, delle quali si era pure ventilata una ritardata apertura, o ai locali pubblici piĂą affollati. In effetti, almeno per i soggetti piĂą ha rischio (come possono essere, oltre a quelli con condizioni patologiche predisponenti, anche le donne gravide ed i bambini con meno di 2 anni di etĂ ), la raccomandazione principale è quella di evitare il piĂą possibile ambienti chiusi ed affollati, almeno fino all’eventuale vaccinazione. Per loro stessi, e piĂą in generale per tutta la popolazione, la raccomandazione è fondamentalmente quella di non prendere sottogamba la pandemia e di cominciare a cambiare, almeno per quest’inverno, le propri abitudini. Ci si può salutare affettuosamente anche senza darsi la mano o un bacio, si può tossire nel cavo del gomito invece che sulla mano, si possono preferire modalitĂ di utilizzazione del tempo libero all’aperto (finchĂ© la temperatura esterna lo consente) o in posti non particolarmente affollati. E comunque se siamo spesso a contatto con altri, anche per motivi di lavoro, lavarsi spesso e correttamente le mani, smaltire adeguatamente i fazzoletti di carta appena utilizzati, avere a disposizione (magari in ufficio) disinfettanti per le mani allo stato liquido o , meglio ancora, sotto forma di gel. E tutte le volte che il rischio appare eccessivo non esitare ad utilizzare le mascherine protettive di tipo chirurgico. Penso che, se l’ondata epidemica si manifesterĂ con le dimensioni che sono state previste, andare in giro, soprattutto nei locali pubblici, con le mascherine diventerĂ un comportamento abituale particolarmente per i soggetti piĂą predisposti alle complicanze dell’influenza, come gli immunodepressi che giĂ le adoperano per difendersi da questa come da altre infezioni.Tutto ciò non deve però indurre una psicosi del contagio. Non abbiamo a che fare con la peste e neanche con la SARS che, oltre ad essere estremamente contagiosa come l’attuale influenza, era gravata da una mortalitĂ molto piĂą elevata. Per fortuna il virus pandemico con cui abbiamo a che fare non è neanche quello dell’aviaria che è risultato letale in piĂą del 50% delle poche centinaia dei casi in cui è riuscito a trasmettersi all’uomo. Occorre però considerare che, come è stato detto, “non esiste nulla di piĂą prevedibile in una pandemia influenzale della sua imprevedibilità ” e che quindi una maggiore attenzione a ciò che ci circonda non guasta mai.Â



Twitter
Mister Wong
Digg
Del.icio.us
Slashdot
Furl
Yahoo
Technorati
Newsvine
Googlize this
Blinklist
Facebook
Wikio
Segnalo
