Presentato dalla Società Italiana di pediatria il Libro Bianco sulla salute dei bambini
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L'Italia ha un volto sempre più vecchio, infatti, sebbene la popolazione italiana dal 2001 al 2010 sia aumentata del 5,9%, tale incremento non ha interessato la fascia di età 0-18 anni che, invece, è diminuita del 2,64%.
E' quanto rileva il Libro Bianco sulla salute dei bambini presentato oggi dall'Università Cattolica e dalla Sip - Società italiana di pediatria.
A livello territoriale, la percentuale maggiore di giovani under-18 anni (21,6%) si registra in Campania che, ormai da anni, detiene il record di regione ''più giovane''. Valori elevati vengono riscontrati anche nella PA di Bolzano (21%), in Sicilia (20,2%) e in Puglia (19,6%).
Al contrario, la Regione con la struttura per età meno sbilanciata verso la classe ''giovane'', è la Liguria che presenta il dato più basso (14,6%) e che, da anni, risulta essere la regione ''più vecchia''. Seguono il Friuli Venezia Giulia (15,7%), la Toscana (15,9%) e, a pari merito, il Piemonte e la Sardegna (16,1%).
L'evoluzione della natalità , nei due periodi temporali in esame (2002-2004; 2008-2009), è rimasta, a livello nazionale, costante e pari al 9,5‰, cioè nascono 9,5 bebè ogni 1000 abitanti.
Dal triennio 2002-2004 al biennio 2008-2009 la natalità è diminuita nelle regioni dove era più alta (PA di Bolzano, Campania, PA di Trento e Sicilia) e nelle regioni meridionali, a eccezione dell'Abruzzo che presenta un lieve incremento (+0,2 punti percentuali) e della Sardegna il cui valore è rimasto costante.
Nel biennio 2008-2009 i valori piu' alti si registrano nella PA di Bolzano (10,7‰), nella PA di Trento (10,4‰) e, a pari merito, in Valle d'Aosta e Campania (10,3‰), mentre i valori più contenuti si riscontrano in Molise (7,6‰), Liguria (7,7‰) e Sardegna (8,1‰).
Dal Libro Bianco emerge chiaramente l'incremento delle nascite da cittadini stranieri, sia con uno che con entrambi i genitori stranieri, soprattutto a partire dall'anno 2003.
La quota più elevata è quella dei nati da madre straniera.
Questo indicatore, che nel 1999 era pari a 5,4%, si attesta nel 2008 a 15,9%.
Le regioni del Nord sono nel 2008 quelle con la più elevata incidenza di nati da almeno un genitore straniero: l'Emilia-Romagna (madre 25%; padre 21,7%), il Veneto (madre 24,4%; padre 21,6%) e la Lombardia (madre 23,2%; padre 20,6%).
Al contrario, nelle regioni del Mezzogiorno la quota di nati con almeno un genitore straniero risulta non solo inferiore al dato nazionale, ma estremamente contenuta.
Sono i romeni, la prima comunità per presenza (20,5%), a generare il più alto numero di nati tra gli stranieri (17,2%). Al secondo posto la comunità marocchina con il 16,9%. Segue la comunità albanese con il 12,6%.
www.asca.it















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