Il paese nella morsa del freddo, tra disagi e qualche tocco di fantasia
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Temperature polari, vento forte e tanta neve. Questi i tre ingredienti che stanno mettendo in ginocchio gran parte dell’Italia, con strade bloccate, treni fermi, mezzi pesanti in fila in autostrada.
E ancora disagi, scuole chiuse, incidenti.
A causa del freddo ci sono stati anche dei morti: a Funo di Argelato, a causa della neve, un 64enne ha sbandato con l’auto finendo in una pasticceria, mentre a Parma, un 76enne è stato colto da infarto mentre spalava la neve per liberare la propria auto; a Ravenna, per il forte vento, un marinaio è morto dopo essere caduto in mare da una nave battente bandiera panamense...
Da Roma in su non c’è regione che non sia nella morsa del ghiaccio e, per chi non può stare al caldo del camino chiuso in casa, i problemi non mancano.
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Treni e strade. Una notte drammatica per chi ha viaggiato in treno: per l’intera notte sono rimasti fermi in mezzo alla campagna alle porte di Forlì due treni, l’Es 9823 Milano-Pescara e l’Es 9829 Milano –Ancona, con quasi dieci ore di ritardo. Un cavo elettrico congelato ha mandato in tile anche l’Intercity 615 fermo nella campagna romagnola da ieri pomeriggio.
Anche la motrice mandata a soccorrere l’Intercity è stata bloccata, poco distante, dal ghiaccio. Per i passeggeri sette ore al freddo, in mezzo alla campagna innevata. Ma un’altra motrice (sempre elettrica) non è riuscita a raggiungere l’Intercity, bloccata da un problema simile non lontano dal luogo del guasto.
Lo snodo ferroviario di Bologna è quello che ancora nella giornata di oggi ha avuto maggiori difficoltà , con le linee ridotte a causa dell’emergenza neve, mentre la Regione Liguria, in seguito ai forti disservizi nella zona di La Spezia, ha deciso di denunciare Rfi e Trenitalia alla Procura della Repubblica di Genova, mentre il Codacons chiede risarcimenti. All’Aquila, dove sembra che non siano stati attivati i mezzi spargisale, gli autobus sono rimasti bloccati perché privi di catene.
Non è andata meglio a chi ha deciso di muoversi in auto. In Emilia Romagna è stato dichiarato lo stop ai mezzi pesanti a causa del ghiaccio e questo ha avuto forti ricadute anche sugli snodi autostradali nella zona di Firenze, mentre sono state chiuse ai tir anche altri tratti autostradali come la Savona-Torino.
E là dove il divieto di circolazione ai mezzi pesanti non è stato rispettato, le conseguenze non si sono fatte attendere, con incidenti e circolazione in tilt.
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Chi non si ferma. Nonostante freddo e neve c’è chi non si ferma. A Bologna, vista l’impossibilità a viaggiare con auto, mezzi pubblici o taxi, qualche coraggioso non si è lasciato intimorire da tre giorni di gelo e la colonnina di mercurio a –11, decidendo di uscire di casa con ai piedi gli sci. Nel centro della città si sono visti sportivi impegnati nello sci di fondo, andando così a spasso per le vie cittadine. A Brescia, i cittadini si sono dati da fare da soli.
Senza aspettare gli spalaneve e le macchine spargisale hanno preso la pala e si sono puliti la cittĂ . Buona volontĂ ?
Non proprio, visto che era stato lo stesso assessore ai Lavori pubblici del Comune, Mario Labolani, a invitare i cittadini a tenere pulito il marciapiede davanti casa. La città , infatti, è costituita da 1.200 chilometri di marciapiedi e così facendo il rischio caduta appena fuori dal portone è stato scongiurato.
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Troppa neve, niente funerale. Non bastavano le scuole chiuse, anche molti uffici pubblici e negozi non hanno aperto “causa neve”.
A Parma la società Ade ha deciso di chiudere anche i cimiteri per tutelare l’incolumità di tutti i cittadini. Da venerdì 3 a lunedì 6 febbraio compreso (ma il termine potrebbe essere protratto se continua questo freddo) cancelli chiusi e funerali sospesi: se non sono già stati programmati anche i funerali dovranno aspettare che il tempo migliori.
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In gattabuia. Per chi è finito al fresco (e al gelo) nel carcere della Gorgonia, l’isola sede dell’omonimo penitenziario a largo di Livorno, è stata una notte al buio.
A causa del forte vento l’isola, come ha denunciato il sindacato di polizia penitenziaria Sappe, è rimasta senza luce: alcuni alberi si sono abbattuti sui cavi della linea elettrica isolando case e strutture detentive e mettendo al buio personale e reclusi.
Senza acqua e gas anche molti paesi, tra cui il comune di Chiusdino in provincia di Siena, uno dei più colpiti dal blackout elettrico per i guasti da nevicate. Ma la beffa, come la definisce il sindaco Ivano Minocci, è che su duemila abitanti 1.700 sono senza corrente, nonostante sul territorio di Chiusdino sorga una centrale dell’Enel.
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Protezione civile precaria. In questi giorni come non mai il lavoro della protezione civile è stato fondamentale. Eppure la scure dei licenziamenti e le difficoltà del precariato non guardano alle temperature: a Bari ci sono 20 contratti in scadenza e gli addetti alla sala operativa si sono resi disponibili a svolgere qualsiasi mansione pur di mantenere il proprio posto di lavoro.
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Danni alla cultura. Vento e ghiaccio hanno causato notevoli danni anche al patrimonio culturale. A Milano, dove solo un mese fa è stata inaugurata la Galleria Vittorio Emanuele rimessa a nuovo dopo i restauri alla pavimentazione, il ghiaccio ha fatto crepare i mosaici. Nonostante i 210 professionisti a lavoro e un investimento che è costato 970mila euro, i lavori non hanno retto le temperature sotto zero.
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La neve blocca la Ferrari. Tra le “vittime” del maltempo anche il cavallino rampante. La nuova monoposto doveva essere presentata questa mattina ma, vista la neve che si è abbattuta su Maranello, la cerimonia è stata spostata a data da destinarsi. Delusione dei fan Ferrari e dei trecento invitati alla gran festa.
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