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Cose poco note sulle arachidi

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Salute e benessere - Salute e benessere
Scritto da Rossella   
Venerdì 30 Dicembre 2011 00:29
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Cose poco note sulle arachidi 

Ce ne vogliono 540 per produrre un barattolo da 340 grammi di burro.

In un acro di terra ne crescono a sufficienza per "farcire" 30.000 sandwiches.

Per legge, negli Usa, ogni prodotto con l'etichetta "burro di arachidi" deve contenerne un quantitativo pari ad almeno il 90%. Stiamo parlando delle mitiche noccioline, snack per tutte le occasioni che nei mitici fumetti disneyani consentiva a Pippo di trasformarsi nell'eroe Super Pippo.

Di seguito una carrellata di informazioni curiose che le riguardano.

- Il burro di arachidi fu presentato per la prima volta nel 1904 all'Esposizione Universale di Saint Louis dove mister H.C. Summer riuscì a incassare dalla vendita del nuovo prodotto la bellezza di 705.11 dollari presso il suo stand. Fu però nel 1884 che Marcellus Gilmore Edson, di Montreal, in Quebec, la prima persona a brevettare il burro d'arachidi, mentre il dottor John Harvey Kellogg, un fisico impegnato ad aiutare i pazienti a mangiare più proteine di ordine vegetale, ottenne una licenza speciale sul metodo per la sua produzione.

- A ulteriore conferma del legame che unisce le arachidi al popolo americano, non tutti sanno che due coltivatori di noccioline sono poi diventati "inquilini" della Casa Bianca con la carica di Presidente: Thomas Jefferson e Jimmy Carter. L'astronauta Allen B. Sheppard, il primo americano nello spazio, in una successiva spedizione sulla luna portò con sé come portafortuna un'arachide.

- Quella che in Italia si chiama piccionaia, negli Usa prende il nome di "Peanut gallery". Il motivo? L'espressione divenne popolare nel tardo XIX secolo e a teatro indicava i posti più a buon mercato dove la gente era solita consumare noccioline che, a volte, venivano scagliate addosso agli spettatori sottostanti. A loro volta, gli spettatori delle prime file, tra le "armi" per manifestare il loro disappunto nei confronti di uno spettacolo le lanciavano contro gli attori.

- Nell'immenso oceano delle fobie esiste anche l'Araquibutirofobia, cioè la paura persistente, anormale e ingiustificata che i gusci delle arachidi e che il burro di arachidi si incolli al palato.

- Il dottor George Washington Carver, considerato il padre dell'industria delle arachidi che tra i suoi fans vantava Franklin Roosevelt, Henry Ford e Thomas Edison, compì delle ricerche e sviluppò oltre 300 usi per le noccioline già agli inizi del 1900. A lui si devono i primi studi sugli usi "alternativi" delle arachidi: dal loro trattamento, per esempio, potevano ricavarsi lubrificanti, ingredienti per vernici, inchiostri, creme per cosmetici. Carver scoprì che i gusci potevano diventare pannelli da posizionare come pareti mobili e che dalle proteine si potevano sintetizzare fibre artificiali.

- Le noccioline non appartengono alla stessa famiglia delle noci ma, piuttosto, sono assimilabili a fagioli e lenticchie. La capacità antiossidante che "esprime" è più alta di quella offerta da uva, tè verde, pomodori, spinaci, broccoli e carote.

- A dispetto di quello che si sarebbe portati a pensare sono alimenti senza colesterolo: i problemi connessi a un loro uso continuato e smisurato sono semmai dovuti alla presenza massiccia di lipidi e calorie. L'allergia alle arachidi è la terza per incidenza al mondo dopo latte e uova: anche quantità minime possono rivelarsi potenzialmente ferali come dimostrato dal caso apparso su molti organi di stampa qualche anno fa che riferì di una ragazza di 15 anni, allergica alle noccioline, morta in seguito a un bacio con il fidanzato che aveva mangiato un sandwich con il burro di arachidi.

- Non potevano mancare tra le curiosità alcune stravaganze registrate presso il Guinness World Record: per esempio, Colin Jackson, a Cardiff, è riuscito a lanciare una nocciolina a una distanza di 37.92 metri.

www.yahoo.com

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 30 Dicembre 2011 00:31
 

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