Valle Castellana è un comune della Provincia di Teramo, in Abruzzo.
Il patrono, Annunciazione, si festeggia il 25 marzo.
Frazioni: elenco in fondo alla pagina
Confina con i comuni di Accumoli (RI), Acquasanta Terme (AP), Amatrice (RI), Arquata del Tronto (AP), Ascoli Piceno (AP), Campli, Civitella del Tronto, Rocca Santa Maria, Torricella Sicura.
Ricco di meraviglie paesaggistiche e luoghi incontaminati, nei quali ci si imbatte in svariate situazioni ambientali: castagneti secolari, praterie floreali, fiumi e ruscelli purissimi, il tutto contornato da borghi in pietra e vecchi mulini abbandonati.
È disteso su un'altura, fra due corsi d'acqua, ai piedi dei Monti della Laga.
Merita una visita la chiesa di Santa Maria di Stornazzano, o dell'Annunziata, poco fuori dell'abitato: di fondazione medievale, ma completamente ristrutturata agli inizi del Cinquecento, alla fase originaria risale la cripta, che viene datata tra l'XI e il XII secolo.
Splendido è il paesaggio dei Monti della Laga, con i suoi boschi, i mulini ad acqua, le località sciistiche, i numerosi piccoli abitati, quasi tutti con interessanti episodi architettonici.
Tra gli altri si segnalano Colle Pietralta, con la chiesa di San Nicola di Bari, dal ciborio rinascimentale, le chiese di San Vito e di Santa Rufina, dei villaggi omonimi, entrambe nelle parti più antiche risalenti al XII secolo, e i suggestivi ruderi del duecentesco Castel Manfrine, nei pressi di Macchia da Sole.
In tempi diversi sono venute alla luce tracce della presenza dell'uomo sul territorio risalenti all'età romana: dalle tombe di contrada Guercia Pupa, ai resti di abitato presso la chiesa di Santa Maria di Stornazzano, e di stazzi nelle località Sorgente La Cordella, Assareccia di Piano Maggiore e Selva da Sente.
Diversi sono i toponimi di origine prediale che indicherebbero però una ben maggiore diffusione del popolamento.
Alla colonizzazione monastica, attestata dalla prima metà del X secolo, si deve la formazione in età pienamente medievale di numerosi abitati; sul sito di uno di questi si è sviluppato l'attuale borgo di Valle Castellana, il toponimo compare alla fine del '200.
In Abruzzo, ad est degli Appennini, vi è una territorio affascinante, ricco di storia, cultura e tradizioni: la Vallata del Castellano. Il comprensorio sul quale essa si espande, va dalle quote medio basse (400 mt s.l.m.) fino alle elevate cime che sfondano il muro dei 2400 metri sul livello del mare.
La prevalenza di terreno marnoso-arenaceo, fa si, che l’acqua piovana, parzialmente assorbita dal esso, vada poi a formare ruscelli e fiumi, molti dei quali danno vita a cascate d’acqua suggestive.
La più famosa è quella della Morricana nei pressi della frazione Ceppo (Te) sul confine comunale. La diversità altimetrica, l’abbondanza di acqua e la varietà di microclimi presenti, hanno favorito la nascita e l’espansione di foreste e di fitti boschi.
Si incontrano alberi di castagni, faggi, querce, olmi, frassini e tigli, ma il più raro è sicuramente l’abete bianco.
Il clima montano con inverni nevosi ed estati miti favoriscono la nascita dei funghi porcini che insieme ai marroni sono riconosciuti in tutt’Italia per la loro bontà.
Il nome ufficiale di Valle Castellana risale al 1285 quando Ceresia, Sorbo, Stornazzano, Rosaio con pubblico atto, decisero, dinanzi la Chiesa dell’Annunziata, di chiedere la cittadinanza ascolana dando il nome al paese.
A quei tempi i paesi si chiamarono castelli dal latino claustrella, cioè paesi chiusi e difesi.
Ora nella Valle Castellana non esistono più castelli integri ma solamente ruderi, il più importante è quello di Manfrino nei pressi di Macchia Da Sole che secondo un antica leggenda il nome attuale del castello deriva dal re Manfredi di Svevia che dimorò in queste terre.
L’unico castello perfettamente integro e addirittura abitato è quello situato a Vallinquina, che risale però all’epoca romantica, di proprietà della famiglia nobile dei Bonifaci.
La storia di Valle Castellana è ricca di avvenimenti: stanziamenti di monaci e costruzioni di monasteri, combattimenti tra briganti e gendarmi, ricerche di antichi tesori, guerre e saccheggi, ma la notizia più antica riguarda il tracciato che deviando dalla Salaria allo Scandarello, portava ad Amatrice e da qui salendo sul crinale appenninico sotto il Pizzo (dove sono tracce di attraversamenti) scendeva sul bosco Martese per passare a Morrice, a Macchia da borea, a Beretra.
Gli antichi storici dicono che il paese limitrofo di Pietralta, sarebbe stato fondato dagli ascolani in fuga dinanzi alle schiere longobarde del duca Faroaldo.
A Santa Maria de monte Nigro dove visse San Cerbone, a quota 1300 circa, cera ancora un priore nel 1433 residuo di una comunità benedettina.
Nel rinascimento la zona diventa popolosa e diventa una comunità di seconda classe, dopo essere stata alle dipendenze feudali dei Guiderocchi.
Il brigantaggio ha ricoperto un ruolo assai rilevante nella storia di Valle Castellana, a partire dall’epoca rinascimentale fin verso il 1861.
Questa piaga era favorita dal fatto che Valle Castellana era l’ultimo paese del regno Borbonico posto proprio al confine con lo Stato Pontificio.
In effetti, il bacino del Castellano trovasi appena al di là dell'antico confine del Regno di Napoli con lo Stato della Chiesa, delineato dal crinale della vicina Montagna dei Fiori, direttrice che ancora oggi delimita a N-E il territorio comunale di Valle Castellana.
Personalità legate a Valle Castellana
Don Felice Lattanzi - Parroco di Valle Castellana dagli anni '20 agli anni '50.
Fondatore del "Giornalino di Valle Castellana" nel 1921, tornato in stampa nel 2010 attraverso la collaborazione dell'amministrazione comunale con Domenico Marinelli.
Fu un personaggio importantissimo in quanto è riuscito a reperire notizie preziosissime per ricostruire la storia del posto. Scomparso il 14 febbraio 1957 all'età di 79 anni. Fu una perdita grave per la comunità di Piano Annunziata.
Pacifico Cicconi - Era un contadino; il suo lavoro era l'unico sostegno per la sua numerosa famiglia con moglie, sorella e 9 figli, tutti a suo carico tranne la prima figlia sposata.
Nell'autunno del 1943 diede rifugio a 3 soldati inglesi in fuga nella Macchia, ospitandoli e nascondendoli nella propria abitazione, situata tra i boschi, nella piccola frazione "Colle Rustico".
Malgrado l’origine contadina, amava leggere, e soprattutto, reduce da 2 viaggi in America al fine di procurarsi denaro per costruire la sua casa a Valle Castellana, aveva acquisito una buona conoscenza della lingua inglese; pertanto i 3 soldati, oltre ad avere ospitalità, trovarono in Pacifico anche il conforto della comunicazione.
Del fatto era a conoscenza tutto il piccolo paese, ma Pacifico si accollò l’onere di rifugiare i 3 soldati fino a guerra conclusa, confidando anche nella buona fede dei suoi paesani.
I fascisti del paese tuttavia tradirono la sua fiducia, comunicando alle truppe naziste di Teramo, già alla ricerca degli evasi, dove erano nascosti i 3 soldati inglesi.
All'alba del 5 novembre 1943, le truppe tedesche guidate dai gerarchi fascisti del paese si recarono presso la sua abitazione.
Testimonianze parlano di un gruppo superiore alle 10 unità, una vera e propria spedizione. Pacifico fece subito fuggire dalle finestre i 2 figli appena maggiorenni.
Alcuni tedeschi che pattugliavano fuori la casa non esitarono a sparare, ma grazie all'estrema conoscenza dei boschi e alla velocità della loro fuga, i due ragazzi riuscirono a evitare le pallottole.
Pacifico eroicamente restò con la moglie, la sorella e figli minorenni.
Vista l'evidente inferiorità numerica rispetto ai nazi-fascisti, salì all'ultimo piano della casa armato solo di un’ascia, e pensò di uccidere, a mano a mano, chi avrebbe tentato di prenderlo.
All'ultimo piano vi si accedeva con una scala che finisce in una botola.
Un maresciallo tedesco, armato di rivoltella, fu travolto da un colpo d'ascia sulla fronte.
Gli altri tedeschi, vista tanta determinazione, decisero di lanciare un ordigno esplosivo al piano superiore.
Pacifico, stordito dall'esplosione, era ormai incapace di difendersi con l'ascia, e per i tedeschi fu facile finirlo con due colpi di arma da fuoco.
Tutti gli altri furono condotti fuori dall'abitazione e messi in fila sotto i mitra, mentre altri nazi-fascisti rastrellarono la casa di quei pochi valori che la famiglia aveva.
Prima di andare via, quale atto di sfregio essendo ormai vicino l'inverno, spararono ai vetri delle finestre.
I 3 soldati inglesi furono portati via e imprigionati a Teramo, e di loro non si seppe più nulla.
A guerra terminata l'Ambasciata Inglese inviò un documento di riconoscimento, da parte del maresciallo Alexander comandante supremo delle forze alleate nel Mediterraneo, in cui il Regno Unito di Gran Bretagna esprimeva rincrescimento alla moglie del Cicconi per quanto accaduto e i più sentiti ringraziamenti.
Don Angelo - Parroco di Valle Castellana fino agli anni '80.
Di lui si racconta che fosse una persona assai generosa in quanto aiutava chiunque avesse bisogno.
Ebbe il grande merito di portare il cinema a Valle Castellana che per decenni ha potuto ammirare pellicole cinematografiche nella casa parrocchiale. Particolarmente amato dai bambini. Morì per malattia.
Eventi e tradizioni
14-15-16 agosto: festa della SS. Annunziata;
22 agosto: sagra del fagiolo, nella frazione Collegrato;
7 novembre: sagra della castagna e della patata.
Frazioni:
Basto, Casanova, Ceraso, Cerquito, Cerro, Cesano, Colle, Collegrato, Coronelle, Corvino, Fischioli, Fornisco, Laturo, Leofara, Macchia da Borea, Macchia da Sole, Mattere, Morrice, Olmeto, Pascellata, Piano Maggiore, Pietralta, Prevenisco, Rio di Lame, San Giacomo, Santa Rufina, Santo Stefano, San Vito, Settecerri, Stivigliano, Valle Fara, Vallenquina, Valle Pezzata, Valloni, Valzo, Vignatico, Villa Franca














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