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Sante Marie Story

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Viaggi
Scritto da Miriana   
Mercoledì 04 Gennaio 2012 15:53
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Sante Marie è un comune della Provincia dell'Aquila, in Abruzzo.

Il patrono, San Quirico, si festeggia il 14–15–16 luglio.

Frazioni: elenco in fondo alla pagina.

Confina con i comuni di Borgorose (RI), Carsoli, Magliano de' Marsi, Pescorocchiano (RI), Tagliacozzo.

Il paese è annoverato fra i Borghi Autentici d'Italia.

È quasi completamente circondato da rilievi dell'Appennino: Monte Bove (1340 m s.l.m.), Monte Sant'Angelo (1100 m s.l.m.) e Monte Faito (1485 m s.l.m.).

Il centro, la zona di Casteglio, si trova a 850 m s.l.m.

Centro turistico, posto sul crinale di un rilievo, in uno scenario na­turale incantevole, è base per escursioni ai vicini monti.

Da vedere, la chiesa della Madonna delle Grazie (XVI secolo) e, nella frazione Val dei Varri, i ruderi del medievale convento francescano.

Il territorio circostante si presta molto bene all'escursionismo a piedi e a cavallo grazie ai caratteristici boschi di castagno e a dei sentieri che permettono di raggiungere le frazioni di Santo Stefano, Castelvecchio, Scanzano, ed altre poste sui rilievi circostanti, così da coprire l'intero territorio del comune di Sante Marie.

Di interesse per gli speleologi è l'inghiottitoio di Luppa da dove si dipartono una serie di caverne che si addentrano nelle viscere della terra.

Sante Marie deve il suo nome ad un'antica denominazione presente in documenti d'epoca: Altum Sanctae Mariae.

Questo nome originariamente stava ad identificare un tempio posto su di un luogo elevato evidentemente dedicato alla vergine.

Dopo l'aggettivo Altum è sottintesa la parola Castrum con cui si indicavano i piccoli centri abitati. La conferma arriva da un'antica bolla con l'araldica comunale dove li legge Alto Castro Sante Marie.

L'odierno nome Sante Marie deriva dalla pronuncia del genitivo latino caratterizzato dal dittongo ae, in realtà nel latino imperiale questo dittongo veniva pronunciato con i anziché con e.

La traduzione corretta sarebbe quindi Alto Castello di Santa Maria.

Con il nome di Altum Sanctae Mariae, il borgo compare in documenti del XII secolo, tra gli altri, il Catalogo dei Baroni (1150-1168) e una bolla pontifi­cia (1188).

Alcuni sono propensi a sostenere che l'abitato sia stato fondato prima dell'anno 1000 in seguito alla distruzione operata dai saraceni nella contrada di Varri.

Ma la più antica testimonianza dell'esistenza del centro è del 1187 e si trova nel cosiddetto Catalogo dei baroni, straordinaria forza militare arruolata dall'imperatore normanno Guglielmo II detto il Buono per una crociata in terrasanta a Gerusalemme.

La seconda testimonianza ci arriva da una bolla di Papa Clemente III del 1188 in cui venivano elencate le chiese marse di giurisdizione vescovile tra cui:Sancti Quirici, Sancti Marcelli, Sanctae Mariae, Sancti Nicolai, Sancti Andreae, Sanctae Justae, Sancti Veri, S. Joannis in Alto (Castro) Sanctae Mariae.

Feudalesimo (1187 ca. - 1806).

Le prime testimonianze riguardo al feudo di Sante Marie ci arrivano dal sopracitato Catalogo dei Baroni dove viene elencato il numero di militi da prestare all'imperatore, in base alla consistenza demografica dei vari feudi, e i feudatari dell'epoca.

Sante Marie era nelle mani dei figli di Oderisio De Pontibus; Rainaldo signore di Tagliacozzo e Teodino signore di Tremonti.

All'indomani della Battaglia di Tagliacozzo, risulta investito come feudatario di Sante Marie, Scanzano e Saluro Francesco De Pontibus e nel 1279 risulta essere il Conte di Albe, Oddo di Toucy.

Dal 1294 al 1497 feudataria di Tagliacozzo e dintorni fu la famiglia degli Orsini a cui quando venne donato, insieme agli altri pae­si formanti le contee di Albe e Tagliacozzo, dal re di Napoli, Fe­derico d'Aragona, a Fabrizio Colonna, i cui discendenti ne conservarono il pos­sesso sino all'ever­sione della feudalità.

Nel periodo della dominazione colonnese, le terre di Sante Marie furono sotto il dominio spagnolo.

Nel 1743, quando gli austriaci penetrano nel regno di Napoli, viene registrata la loro presenta anche a Sante Marie.

Negli anni a seguire ci fu una carestia (1764) e un enorme siccità (1779)

Con l'Editto di Saint Cloud (1804 Napoleone stabilì che le sepolture venissero effettuate fuori dalle mura cittadine) Sante Marie si adeguò cessando di seppellire i propri morti nell'ossario della chiesa di San Nicola e aprendo un nuovo cimitero, andato perduto, alle porte del paese.

Con il ritorno dei Borboni nel 1815 cominciarono ad esser migliorate le vie di comunicazione con il Lazio e il resto dell'Abruzzo.

La situazione resta tuttavia ancora critica perché agli itinerari che passano per Sante Marie vengono preferiti quelli suggeriti da Avezzano.

Nel 1861 Sante Marie si aggrega al Regno d'Italia in seguito ai plebisciti popolari indetti in quello stesso anno nel sud d'Italia.Nel luglio del 1888 venne inaugurata la tuttora esistente ferrovia Roma-Pescara passante per Sante Marie.

Questa fu una delle opere previste dai governi post-unitari per rammodernare il paese.

Tra Colli di Monte Bove e Sante Marie venne scavata la galleria di Monte Bove (è lunga quasi 6 km) e durante le fasi di scavo si estrasse talmente tanta terra che servì per costruire il terrapieno su cui passa la ferrovia tra Sante Marie e Poggetello.

Uccisione di José Borjes (1861)

Sante Marie destò l'attenzione della nazione quando nel 1861, subito dopo l'Unità e nel pieno del Brigantaggio, si trovò a passare per la Valle di Luppa il generale borbonico José Borjes, ex alleato del brigante lucano Carmine Crocco.

Questi, inseguito dalle forze piemontesi, conduceva un gruppo di 11 soldati fedeli ai borboni nel tentativo di incontrarsi con il sovrano Francesco II, per informarlo dell'alleanza rotta con Crocco.

Egli si era servito per la fuga di una guida santemariana che però appena possibile avvisò la guardia nazionale del paese che il bandito si trovava presso il casale Mastroddi nella Valle di Luppa.

La guardia nazionale santemariana partecipò all'assalto insieme alle forze militari piemontesi. Nessun bandito sopravvisse al combattimento e, mentre i suoi soldati vennero cremati, Borjes venne consegnato allo stato pontificio che ne celebrò le esequie nella chiesa romana del Gesù.

Nel 1966 il comune fece apporre un cippo nel luogo della battaglia con la seguente dedica: In questo remoto casolare l'8.12.1861 al comando di Enrico Franchini soldati italiana e guardie nazionali di Sante Marie fidenti nell'unità d'Italia prodemente debellavano ardita banda mercenaria che capeggiata da José Borjes mirava a restaurare il nefasto regime borbonico.

Questo cippo è stato recentemente rimosso e sostituito da un'associazione monarco-borbonica con un altro che inneggia al martirio dell'eroe Borjes su cui capeggia il vessillo borbonico.

Ogni anno un piccolo gruppo di questa associazione ricorda quest'evento in chiave revisionista.Il bombardamento del 20 gennaio 1944 Il 20 gennaio del 1944, alle ore 10 circa, 12 caccia-bombardieri americani attaccano il piccolo paese che in quel periodo, per via degli sfollati da Avezzano, contava più di 2.000 abitanti.

Quando videro i 12 aerei i paesani non si preoccuparono di mettersi al riparo perché più volte era successo che passassero aerei per bombardare le grandi città del nord, ma questa volta fu diverso. Gli abitanti, sgomenti, ebbero a malapena il tempo di ripararsi nelle loro povere case. L'azione fu rapida e durò meno di 10 minuti, 10 minuti in cui le bombe distruggono il palazzo di Serafino Rossi alla Casata, abbattono un piano del caseggiato all'angolo tra Via delle Tre Cannelle e Via Roma e radono al suolo un intero agglomerato di case a Palatera, esattamente a Via Como, ribattezzato lo Spallato per ricordare la distruzione delle bombe.

Fino a pochi anni fa nei pressi di Via Como erano ancora visibili della case in rovina dai tempi del bombardamento. Inoltre molte bombe non esplodono subito e danno così il tempo di evacuare la zona di via Castello dove sono cadute, esploderanno solo la sera procurando ingenti danni nell'attuale Largo 20 gennaio.

Questa azione difficilmente può trovare una giustificazione, forse la causa è stata un errore di valutazione della Resistenza locale. Infatti nei pressi di Tagliacozzo agiva una cellula che segnalava gli spostamenti delle truppe tedesche e gli obiettivi da colpire.

In Sante Marie i tedeschi avevano requisito la villa dell'avvocato Mari e vi avevano installato un'officina dove lavoravano delle Osttruppen, la villa si trova a circa un chilometro dal paese e a pochi metri dalla stazione.

I tedeschi si dimostrarono subito crudeli nei confronti della popolazione tanto che il quarantasettenne Francesco Di Berardino fu passato per le armi con l'accusa di aver tagliato i cavi del telefono sul Monte Faito e Antimo Ermili fu ucciso da un colpo di rivoltella mentre reclamava la restituzione del bestiame requisito.

Una quarantina di antifascisti invece si raduno intorno al parroco e capo partigiano don Beniamino Vitale che formò la cosiddetta Banda del Bardo.

Dunque l'obiettivo del bombardamento sarebbe dovuto essere quello di cercare di interrompere la ferrovia Roma-Pescara, bombardando la stazione, e di colpire il comando tedesco presso la villa dell'avvocato Mari, ma, forse per via di una segnalazione errata del controspionaggio, gli esiti del bombardamento sono stati ben diversi.

Al momento di ritirarsi la villa dell'avvocato venne fatta saltare in aria con l'esplosivo.

Una parte della villa, che non fu completamente distrutta, è tuttora abitata dagli eredi dell'avvocato e all'interno si possono apprezzare delle vetrate costruite dai soldati durante l'occupazione.

Dove sorgeva il resto della villa è ora presente il giardino in cui sono visibili i resti dei muri abbattuti e su cui è stata posta una targa per ricordare l'occupazione tedesca.

Eventi e tradizioni

Festa dello Spirito Santo e della Pentecoste con il rito della consegna del simbolo al festarolo dell'anno;

Luglio, 14-15-16: Fe­sta in onore di San Quirico, di cui è custodita una reliquia, San Nicola di Bari, Santa Filomena e la Madonne delle Grazie. Oltre alle luminarie e ai fuochi pirotecnici si svolge la processione in paese con i santi a spalla.

Agosto, 6-7: Feste patronali a Val dei Varri e a San­to Stefano;

Agosto, 13: Feste patronali a San Giovanni e a Castelvecchio;

Agosto, 14: Festa patronale a Scansano; 27-28
Novembre: Sagra della Castagna.

Frazioni: Castelvecchio, San Giovanni, Santo Stefano, Scanzano, Tubione, Valle dei Varri

Ultimo aggiornamento Domenica 06 Maggio 2012 23:30
 

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