Marcia Reale è stata l'inno del Regno di Sardegna prima e del Regno d'Italia, diventando poi l'inno nazionale italiano fino all'avvento della Repubblica.

Fu composta nel 1831 da Giuseppe Gabetti su incarico di Carlo Alberto di Savoia.

Nonostante i poderosi squilli di tromba iniziali, eseguiti con il "tutti" dell'orchestra, la Marcia Reale fu criticata fin dalla sua composizione poiché giudicata troppo retorica e banale, in particolare per la musica, considerata ottima per far marciare i soldati, ma per il resto piuttosto scadente. L'inno fu scelto attraverso un concorso pubblico con un premio per il vincitore di 50 lire, cifra di tutto rispetto per quei tempi. Si dice che i partecipanti abbiano cercato di vincere il concorso componendo una marcia che adulasse re Carlo Alberto più che cercando di comporre un capolavoro musicale.

Il testo della Marcia Reale fu perso molto probabilmente durante la prima guerra mondiale; tuttavia, molti musicisti cercarono di riscriverlo, tentando di adattarlo alla musica.

Probabilmente una delle più celebri versioni cantate fu quella eseguita dal Coro e Orchestra Sinfonica dell'Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche.

Dal 1922 al 1943, ad ogni esecuzione pubblica della Marcia Reale, seguiva Giovinezza, l'inno ufficiale del Partito Nazionale Fascista,

Vedi anche: Giuseppe Gabetti