Per finanziare il cinema, il Governo stabilisce un nuovo incremento delle tasse sulla benzina.

Ma quelle che gravavano sul pieno erano già numerose

 

Carburante quanto ci costi.
La
classifica europea dei prezzi medi al consumo della benzina vede l'Italia in testa. Nel nostro Paese, infatti, un pieno costa di più che in tutti gli altri Stati d'Europa, dalla Danimarca che occupa la seconda posizione fino alla Grecia, la nazione in cui i prezzi sono più bassi.

L'accisa: una tassa "indiscriminata"
A differenza dell'Iva, che viene calcolata sul valore dei prodotti, l'accisa è un'imposta statale sulla fabbricazione e sulla vendita di alcuni beni di consumo (oltre ai carburanti, anche alcolici, tabacchi, consumi energetici) che i cittadini sono obbligati a pagare a prescindere dal proprio reddito.

Le accise sono calcolate infatti in base alla quantità del prodotto a cui sono applicate e sono espresse in aliquote che fanno riferimento all'unità di misura del bene, che nel caso della benzina è il litro.
Che questo tipo di tributo indiretto e "indiscriminato" costituisca un'importante voce di entrata per il bilancio dell'Italia, così come tutte per i Paesi, è indubbio.

Tuttavia, alle associazioni dei consumatori risulta difficile comprendere per quale motivo il governo non scelga di abbassare o di sospendere temporaneamente le accise nei casi in cui i prezzi del greggio subiscono aumenti eccessivi.

Le "gabelle" che i consumatori continuano a pagare quando fanno benzina
A suscitare polemiche è anche la strana origine di queste tasse.

Nel caso dei carburanti, infatti, molte accise sono state istituite nel corso degli anni per reperire di volta in volta entrate pubbliche straordinarie dirette a fronteggiare situazioni di emergenza come guerre, crisi o catastrofi naturali. Il problema è che, a scopo raggiunto, non sono state più abolite: così, l'aggravio per i consumatori che acquistano la benzina resta inalterato.

Ecco la lista, a tratti sconvolgente, delle "gabelle" che continuiamo a pagare ancora oggi, sotto forma di accisa, quando andiamo a fare rifornimento al distributore:

un'imposta di 1,90 lire, risalente addirittura al 1935, nata per finanziare la guerra di Abissinia; 14 lire per il finanziamento della crisi di Suez nel 1956;

un finanziamento di 10 lire ciascuno per le risorse da destinare agli interventi legati al disastro del Vajont nel 1963, all'alluvione di Firenze nel 1966 e al sisma del Belice nel 1968;

99 lire per dare fondi ulteriori alla riparazione dei danni procurati dal terremoto nel Friuli del 1976 e 75 lire per il terremoto in Irpinia del 1980;

una tassa di 205 lire per finanziare la guerra del Libano del 1983; 22 lire dirette a finanziare la missione in Bosnia del 1996; 39 lire per il rinnovo del contratto degli autoferrotranviari del 2004 e infine 0,5 centesimi di euro, previsti nel 2005, per finanziare l'acquisto di autobus ecologici per il trasporto pubblico.

Come si può notare, tranne l'ultima accisa, l'importo di queste tasse è espresso in lire e non in euro. La spiegazione è paradossale. La più recente interrogazione parlamentare in tema, datata 2004, contiene questo elenco di voci in lire e da allora la questione in Parlamento non è stata più affrontata. Così, anche gli importi sono rimasti espressi in lire.

Quanto pesano le accise sul pieno
Se si osservano le tabelle (vedi sotto) con i dati del ministero dello Sviluppo economico relativi ai prezzi della benzina senza piombo dal 2000 a oggi (il mese di riferimento è gennaio) si può capire quanto queste imposte fanno lievitare il costo di un pieno al distributore. In molti casi, l'importo della tassazione sotto forma di accise è superiore al costo industriale del carburante e spesso supera anche il 50% del prezzo al consumo della benzina.

Prezzi Medi Nazionali Mensili - Benzina senza piombo

I valori indicati sono espressi in Euro per 1000 litri (Dati Ministero dello Sviluppo Economico)

      Periodo     

 Prezzo industriale

 Iva

 Accisa

Prezzo al consumo

 Peso dell'accisa sul prezzo al consumo

 Gennaio 2000

 312,74

 168,03

 527,40

 1.008,17

 52%

 Gennaio 2001

 351,96

 174,46

 520,32

 1046,74

 50%

 Gennaio 2002

 285,30

 165,40

 541,83

 992,39

 55%

 Gennaio 2003

 348,60

 178,09

 541,84

 1068,53

 51%

 Gennaio 2004

 316,20

 174,53

 556,47

 1047,20

 53%

 Gennaio 2005

 356,41

 183,01

 558,64

 1098,07

 51%

 Gennaio 2006

 476,26

 208,05

 564,00

 1248,31

 45%

 Gennaio 2007

 444,21

 201,64

 564,00

 1209,85

 47%

 Gennaio 2008

 573,03

 227,41

 564,00

 1364,44

 41%

 Gennaio 2009

 364,03

 185,60

 564,00

 1113,64

 51%

 Gennaio 2010

 523,57

 217,51

 564,00

 1305,08

 43%

 Gennaio 2011

 646,47

 242,09

 564,00

 1452,56

 39%

Nel 2011, complice l'aumento dei prezzi del petrolio, le accise hanno fatto crescere i prezzi del carburante in misura leggermente inferiore che negli anni precedenti. Nel mese di gennaio, infatti, su un pieno di benzina verde di 50 euro (34, 4 litri), l'accisa applicata era di 19,42 euro, ovvero il 39% circa del prezzo al consumo.

Se si va un po' indietro con gli anni, si può notare invece come il peso di queste imposte è ancora maggiore.  Prendiamo in considerazione, per esempio, il mese di gennaio del 2009: la benzina senza piombo al distributore costava in media 1,113 euro al litro, e l'accisa era di 0,564 euro, circa la metà del prezzo del carburante.

Aggiungendo anche l'Iva, pari a 0,185 euro, l'importo complessivo della tassazione  arrivava a 0,749 euro, pari al 67% circa del prezzo della benzina. Pertanto, su un pieno di 50 euro, solo 16,5 euro finivano effettivamente nel nostro serbatoio. Mettendo a confronto, per lo stesso periodo di riferimento, l'entità delle accise (564 euro su 1.000 litri) con il prezzo industriale del carburante (364,03 euro su 1.000 litri), la sproporzione risulta ancora più evidente: il costo delle accise era superiore del 36%.

Facendo un calcolo complessivo dell'incidenza di questo tipo di imposte sul prezzo finale della benzina, il risultato è sconcertante: tra il 2000 e il 2011, il 47,5% del costo medio di un litro di carburante è costituito da accise.

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