Ritrovato in Giordania il palazzo reale Al-Batrawi

Scoperta archeologica di studiosi de La Sapienza

La  città fortezza, tra il 2900 ed il 2300 avanti Cristo, controllava le vie carovaniere del deserto

Archeologi dell'Università di Roma La Sapienza, hanno riportato alla luce in Giordania, nel sito di Kirbet al-Batrawi, il palazzo reale della città fortezza che tra il 2900 ed il 2300 avanti Cristo, controllava le vie carovaniere del deserto.

A riferire della scoperta, -fatta in sinergia con il dipartimento delle antichita' della Giordania - è stato questa mattina a Parigi, nell'ambito dell'XI convegno internazionale di storia e archeologia della Giordania, il direttore della missione italiana Luciano Nigro, ordinario di archeologia del vicino oriente antico alla Sapienza, nonché scopritore, nel 2004, del sito di Kirbet al-Batrawi.

Le acque aperte dal vento e non attraversò il Mar Rosso, ma un lago dicono gli scienziati

Mosè e le acque, fine di un mito.

Secondo i calcoli effettuati Mosè avrebbe avuto a disposizione un corridoio lungo 3-4 chilometri e largo 5, rimasto aperto per circa 4 ore. A provocarlo sarebbe stato un vento a 100 chilometri orari spirato da est per circa 12 ore continuativamente. 

L'episodio di Mosè che divide le acque del mar Rosso ha ispirato film e quadri, ma potrebbe esserci un piccolo errore: quello attraversato dagli Israeliti in fuga dagli Egiziani 3mila anni fa forse non era il mare più famoso d'Egitto ma un lago un po' più a nord, vicino al Mediterraneo, almeno secondo uno studio pubblicato da Carl Drews dell'università' del Colorado sulla rivista Plos One.

Così si operava 4000 anni fa

Ritrovati strumenti chirurgici che si ritiene siano stati utilizzati per operazioni alla testa

La scoperta l’ha fatta l’archeologo Önder Bilgi, a capo degli scavi nel sito, il quale spiega come ci siano sono voluti ben 37 anni di ricerca per poter arrivare a queste scoperte.

Il luogo del ritrovamento si trova sul Mar Nero, nella provincia di Samsun in Turchia, e risale all’Età del Bronzo.

Si chiama Ikiztepe e per molti millenni ha celato, nascoste insieme ad altri reperti, due lame di ossidiana che si ritiene siano servite per eseguire degli interventi chirurgici al cranio. Due veri e propri bisturi, come li ha definiti Bilgi.

Ritrovati segni di civiltà in Amazzonia

Secondo gli studiosi dell’Università della Florida, la foresta sarebbe stata abitata da milioni di Indiani.

Rinvenuti cocci di ceramica, concime e una grande impronta

A prima vista, un occhio inesperto non potrebbe credere che il cuore della foresta amazzonica, un tempo, abbia ospitato una civiltà che è stata in grado di gestire l'immensa foresta per le proprie esigenze, arrivando persino ad arriccchire il fertile terreno per sfamare migliaia di persone.

Riemerge la porta dei Vichinghi

Un monumento nazionale danese, ma in territorio tedesco.

Era l'unico punto di passaggio verso la Scandinavia

di Alessandro Alviani

L'han cercata in lungo e in largo per un secolo. Poi, quando hanno intuito di averla trovata, sono rimasti beffati: un vecchio ristorante in declino ne ostruiva l'accesso. Gli archeologi tedeschi e i loro colleghi danesi, però, non si sono persi d'animo: hanno atteso pazienti che il ristorante «Café Truberg» fallisse, hanno chiesto a quel punto al novantasettenne danese Arnold Mærsk, proprietario della più grande società di container navali al mondo, di comprarlo e infine l'hanno abbattuto. È così che, alle sue spalle, hanno riportato alla luce l'unica porta di accesso al regno dei Vichinghi.