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Il commissario Ue incalza sui 105 milioni di euro assegnati al progetto

Il commissario Ue per la politica regionale Johannes Hahn è stato chiaro: i 105 milioni di euro del Grande progetto Pompei dovranno essere impegnati entro il 2015.

Dopo quella data «ciò che non è stato impiegato del finanziamento andrà perso». E il tempo stringe, perché al momento, ha sottolineato il commissario, è stato impegnato solo il 25 per cento del finanziamento.

Per accelerare le procedure di spesa è stato siglato oggi nell’auditorium degli scavi conosciuti in tutto in mondo un piano d’azione congiunto tra la Commissione Europea ed il Governo Italiano.

Presenti alla sottoscrizione del programma - che prevede tra l’altro l’esecuzione dei lavori anche nelle ore notturne e verifiche trimestrali sull’andamento delle opere - il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, il ministro di beni culturali e turismo Dario Franceschini, il presidente della Giunta regionale della Campania, Stefano Caldoro, il soprintendente Massimo Osanna e il direttore generale del Gpp, Gianni Nistri.

Al momento si sono conclusi i lavori dei primi due cantieri con il restauro della Casa del Criptoportico e il restauro delle Case delle Pareti Rosse. Già attivi altri otto cantieri nell’area archeologica che si estende su ben 66 ettari che lo scorso ha registrato la presenza di oltre due milioni e quattrocentomila visitatori.

Per centrare l’obiettivo dei restauri entro il 2015 l’intento, quindi, è di lavorare più in fretta, se necessario anche di notte e nei festivi, ha fatto notare Nistri. Mentre il commissario europeo, ha aperto anche uno spiraglio per il futuro: «per Pompei prevediamo altri fondi».

A raccogliere la sfida lanciata da Hahn è stato il sottosegretario Delrio: ci sono stati ritardi, ha ammesso, ma si è «pronti ad accettare la sfida». Tempi certi, procedure veloci nella massima trasparenza.

Quella di Pompei, ha sottolineato a sua volta il ministro Franceschini, «è una sfida per tutto il Paese» perché «nell’era della globalizzazione i Paesi devono individuare la vocazione che li rende più forti. E l’Europa, con l’Italia, possono investire su bellezze naturali e cultura».

E il vero obiettivo è quello di tenere i fari accesi anche oltre il 2015.

Gli investimenti sugli scavi di Pompei, oltre ad un’occasione di lavoro, potranno rappresentare un vero e proprio volano di sviluppo anche «per l’area extramoenia», ovvero per tutto quello che c’è oltre la recinzione degli stessi scavi.

Una opportunità nella quale la Regione Campania ha creduto fermamente da sempre, come ha evidenziato il presidente della Giunta regionale della Campania, Stefano Caldoro.

Grazie al Grande Progetto Pompei sono possibili «rafforzamenti» degli operatori in campo, a tutti i livelli: dai tecnici agli amministrativi, dalle professionalità dedicate alla fase di esecuzione alla moltiplicazione dei turni di lavoro,

«Andiamo avanti speditamente», ha auspicato il presidente della giunta regionale rivendicando con orgoglio l’idea del Grande Progetto Pompei che ha visto anche un impegno concreto dal punto di vista finanziario.

«Una idea nata qualche anno fa col ministro Fitto, poi proseguita con il ministro Barca e ora con l’attuale governo», ha aggiunto ringraziando il commissario Hahn per l’impegno profuso.

*www.lastampa.it

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