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Niente di nuovo sotto il tetto:

il riciclo conquista la casa

 di Simone Finotti* 

Sarà la congiuntura non delle più felici, sarà che siamo più consapevoli e meno spreconi, fatto sta che la tendenza sembra proprio segnata: ci stiamo abituando a guardare con un occhio nuovo anche le cose vecchie, quelle che non usiamo più e che fino a ieri, senza pensarci troppo, buttavamo via con un sospiro di sollievo. 

E così, con un po’ di ingegno e molta fantasia, per gli oggetti e i materiali inizia spesso una seconda vita.

Ma attenzione, non parliamo dell’economia domestica dei nostri nonni: se una volta si recuperava un po’ di tutto alla bell’e meglio, con improbabili assemblaggi artigianali e rigorosamente casalinghi, oggi sono i designer professionisti a occuparsi di reimpiego.

Tanto che il recupero è diventato ormai un fatto di stile, qualcosa di cool.
Per rendersene conto basta un giro nei padiglioni di Macef, lo storico Salone per la Casa, arrivato al novantunesimo appuntamento, che si è aperto ieri a Fieramilano e chiuderà i battenti domenica.

Dal 1964 il Salone, nato proprio all’indomani del grande boom economico, detta due volte l’anno, a gennaio e settembre, i trend del nostro abitare.

È un vero e proprio vintage dell’arredamento quello che si incontra in alcune sezioni espositive, come Creazioni e Sustainable Home, in cui progettisti più o meno noti hanno fatto del recupero un’arte: una caffettiera diventa una raffinata lampada, degli striscioni in plastica tagliati a quadrettoni danno vita a graziosi centrotavola, e c’è anche chi ha realizzato una comoda poltrona con gli stracci per la pulizia delle rotative.

E ancora borse, sacche e cestini portagioie fatti con cinture di sicurezza, sedie, vasi, collane, anelli, pentole, stoviglie, nientemeno che una radio perfettamente funzionante assemblata con legno di reimpiego.

Per l’infanzia, poi, c’è tutto un mondo riciclato: giocattoli, macchinine, robot, addirittura un piccolo Wall-e nato dal recupero di imballi per uova e mammut di prese.

Sempre in tema di riutilizzo, ecco un materiale ai limiti del futuristico: il legno liquido, che si lavora come plastica, è straordinariamente leggero e si ottiene con la lignina, un residuo della lavorazione della carta che di norma viene gettato via o bruciato negli impianti.

Proprio a Macef è stata presentata «Green lantern», una lampada di design che è anche il primo oggetto in legno liquido, frutto del lavoro congiunto ricercatori, architetti e progettisti.

Ma quella del riciclo non è l’unica tendenza che emerge da Macef: non potevano mancare creazioni dedicate al 150° dell’Unità nazionale, come una poltrona tricolore in ecopelle e legno massello, prodotta a mano da un laboratorio artigianale padovano e donata al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al premier Silvio Berlusconi.

E l’idea dell’«abitare tricolore» ha ispirato molti altri espositori, con librerie dalla forma di stivale rovesciato, sofà e mobili che richiamano l’inconfondibile sagoma dell’Italia. *www.ilgiornale.it

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