Pin It

L’antica festa celtica di “Alban Elued”, la Luce dell’Acqua

di Nicola Facciolini

La sera 22 settembre alle ore 21:18 U.T. (in Italia, le 23:18) inizia l’Autunno.

Il 22 settembre è il 24° giorno celtico del mese di Edrini, il Sole attraversa l’equatore celeste: un evento che segna la fine dell’estate per l’emisfero nord, l’inizio della primavera nell’emisfero sud e l’avvio della stagione delle aurore polari.

“Equinozio” è una parola che deriva dalla lingua latina: significa “notte uguale” al giorno.

Una data che non segna soltanto sul calendario fantastico il compleanno di Bilbo e Frodo Baggins, due dei protagonisti del famoso romanzo “Il Signore degli Anelli” del professor J.R.R. Tolkien.

Gli equinozi di marzo e settembre sono i due giorni dell’anno nei quali le ore di luce e di oscurità sono “eguali” nel corso delle 24 ore.

La definizione chiaramente teorica di lunghezza del giorno si riferisce all’intervallo di tempo fra due intersezioni temporalmente consecutive del centro apparente del disco solare con l’orizzonte del luogo geografico.

Con questa definizione “pura”, la lunghezza del giorno risulterebbe di 12 ore ma, in realtà, grazie agli effetti di rifrazione atmosferica, il semidiametro e la parallasse solare fanno sì che negli equinozi la lunghezza del giorno ecceda quella della notte.

Agli equinozi, intesi come giorni di calendario, il Sole sorge “quasi” esattamente ad est e tramonta “quasi” esattamente ad ovest.

“Quasi”, in quanto l’equinozio è un preciso istante che può, al massimo, coincidere con uno dei due eventi, ma non prodursi due volte nell’arco di 12 ore.

La Festa dell’Equinozio d’Autunno era appuntamento molto importante nel calendario celtico, nota come “Alban Elued”: la festa della luce dell’acqua.

Anche per gli organizzatori, le Pro loco e le amministrazioni comunali del nord Italia, è l’occasione per valorizzare il territorio e le risorse turistiche nelle piccole comunità montane. La riscoperta delle tradizioni celtiche nella festa dell’Equinozio d’Autunno, significa soprattutto riportare al centro dell’attenzione dei cittadini, il folclore e l’ambiente che ci circonda con lo stesso amore e rispetto che per la Natura avevano le popolazioni celtiche.

Un’iniziativa che serve per recuperare e la valorizzare, da cristiani e non da pagani, le risorse territoriali, creando posti di lavoro.

La Festa dell’equinozio d’autunno, può essere l’occasione per perseguire obiettivi più nobili, per valorizzare la cultura popolare, creando un percorso storico-turistico aprutino “sui genersis”. Siamo di origini italiche, ovviamente, ma nulla esclude che si possa creare un ponte nella storia con gli antichi Celti per attirare investimenti utili alla realizzare di centri di ricostruzione storica, artistica e archeologica attorno alla cultura italica e celtica in provincia di Teramo.

Perché contatti e contaminazioni tra i due popoli vi furono.

Per far rivivere antiche tradizioni che avevano nella Natura e nel suo rispetto, il centro di tutto, a cominciare dal focolare domestico nelle comunitĂ  ancestrali italiche.

Ed allora la magia si ripete: il sole scende, le tenebre iniziano a prevalere sulla luce. “Luce dell'Acqua – annunciavano i Celti nei loro villaggi – perché l’acqua rappresenta l’oceano cosmico in cui il sole dimora nella parte calante dell’anno”.

Insomma, un altro momento del calendario celtico in cui i confini fra mondo visibile e quello invisibile si facevano molto sottili, comunque molto vicini alla festa di Halloween di fine ottobre.

Alban Elued, inoltre, rappresentava sia per i Celti sia per gli Italici la fine del raccolto. Dava inizio alla ricerca di frutta e uva per produrre vino.

Ed allora immaginiamoceli i vecchi druidi dei vicini villaggi che, con la sacca in spalla, entravano nei selvaggi boschi aprutini per cercare radici ed erbe aromatiche bagnate dalla preziosa rugiada.

Alla ricerca di medicamenti e pozioni utili alla comunitĂ .

Una scena non molto diversa da quella che viviamo ai nostri giorni, alla ricerca spasmodica di vaccini retro-virali per sconfiggere le nostre paure, compresa la nuova influenza.

tutti pazzi per la Civita

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna