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Regalare lucine rose

di Sabrina Cottone*

‘Invece di deprimenti diagnosi, incoraggianti rimedi; invece di funesti presagi, messaggi di fiducia’.

Sono parole di Paolo VI, riprese da Papa Francesco nella bolla con cui indice il Giubileo della Misericordia.

Deprimenti diagnosi, funesti presagi… quante volte ci capita di farne e riceverne nella vita?

Ho pensato a un recente colloquio con una mia amica in crisi, mi sono accorta di come la stessi affossando ancora di più, nello stupido tentativo di aiutarla.

Due frasi e il suo umore stava già precipitando sotto i tacchi.

Diagnosi, presagi, modi di inchiodare la vita, immobilizzarla come fosse una fotografia vecchia che non puoi ritoccare.

Trovare incoraggianti rimedi e diffondere messaggi di fiducia è sicuramente più difficile.

Eppure, sembra proprio l’unica strada per sorridere e far sorridere. Rimedi e non diagnosi. Fiducia e non presagi funesti.

Ecco un piccolo proposito per l’Anno della Misericordia: regalare lucine rose.

Questa mattina, domenica 8 dicembre, Papa Francesco ha aperto la porta santa di San Pietro.

‘Una Porta della Misericordia, dove chiunque entrerà potrà sperimentare l’amore di Dio che consola, che perdona e dona speranza’ dice il Papa.

Sarà banale, eppure per regalare angoli di cielo, nel nostro piccolo (almeno nel mio) basterebbe usare meglio la lingua.

Non deprimere, ma incoraggiare.

Non presagi funesti, ma slanci di fiducia.

Anche quando tutto sembra nero, proprio perché tutto è nero, è vietato deprimere gli altri.

*www.ilgiornale.it

tutti pazzi per la Civita

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