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Oggi il premier si gioca molto

di Alessandro Sallusti*

Con il voto possiamo mandargli un messaggio: il Paese non è cosa sua.

So quanto sia banale scomodare il ¬ęturiamoci il naso¬Ľ di montanelliana memoria. Ma oggi mettiamo da parte le delusioni e gli scoramenti e andiamo a votare.

A Milano, Roma, Napoli, Torino, Bologna e negli altri mille comuni chiamati alle urne ci si gioca un pezzo importante del futuro della politica italiana. Non stiamo parlando di loro ma di noi. Per cui non facciamo i difficili o gli schifiltosi, fare governare le nostre città da chi non rappresenta i nostri interessi non è una buona idea.

Il centrodestra, pure nella sua bizzarria, ha messo in campo ottimi candidati: Stefano Parisi a Milano, Alfio Marchini a Roma, Gianni Lettieri a Napoli e Osvaldo Napoli a Torino - per fare alcuni nomi - sono persone che meritano la nostra fiducia.

Se otterranno un buon risultato potranno governare le loro città meglio di quanto non siano gestite ora, ma soprattutto sarebbe un segnale forte a Renzi che l'Italia non è sua proprietà privata.

Non a caso il premier si tiene lontano dalla contesa e insiste nel dire che il banco di prova sarà il referendum di ottobre sulla riforma istituzionale. Balle. Oggi il premier si gioca il cinquanta per cento del suo futuro e ha paura.

Ma non è questo il punto. Il punto è che da ormai cinque anni ci si lamenta di vivere in un Paese a democrazia sospesa, con maggioranze parlamentari farlocche e governi abusivi. Monti, Letta, Renzi: e chi mai ha chiesto un parere agli italiani su di loro?

Oggi c'è l'occasione di smascherare l'imbroglio, di mandare un vaffa grande come una casa a quel mestatore di Giorgio Napolitano e ai suoi devastanti giochetti di palazzo, di lasciare in mutande i tanti traditori che ci hanno venduti in cambio del vitalizio, di lasciare ancora una volta di stucco i commentatori che hanno già decretato la fine tombale di quella esperienza a tratti stravagante ma comunque liberale che è stato il berlusconismo.

No, non è vero che il futuro di questo Paese è una questione tra Renzi e Grillo. Ci siamo anche noi, smettiamola di lamentarci, andiamo ai seggi e dimostriamolo con i fatti. Buona domenica e buon voto

*www. Il giornale.it

tutti pazzi per la Civita

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