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"Mandiamo a casa il governo"

di Luca Sablone*

Tajani, Meloni e Salvini sul palco per tentare la prima spallata all'esecutivo giallorosso: "Noi non ci chiudiamo nei palazzi, qui in piazza c'è il popolo"

Il centrodestra scende in piazza per protestare contro il governo giallorosso: la coalizione ha deciso di promuovere l'iniziativa senza vessilli di partito e in maniera del tutto composta, con circa 4mila sedie distanziate piazzate davanti al palco da cui parleranno i tre leader che sono già arrivati in Piazza del Popolo a Roma.

Stando a quanto si apprende dalla scaletta, sono previsti gli interventi di Antonio Tajani (vice presidente di Forza Italia), Giorgia Meloni (presidente di Fratelli d'Italia) e - a chiudere - Matteo Salvini (segretario della Lega).

Gli ingressi sono contingentati; ai militanti viene misurata alla febbre all'ingresso con i termoscanner.

Presenti anche gel disinfettanti da distribuire e regole di distanziamento sociale da rispettare.

Questa sarà anche un'occasione per portare avanti le battaglie identitarie dei singoli partiti:

Forza Italia ha allestito un banchetto per la raccolta firme a sostegno della proposta di nominare Silvio Berlusconi senatore a vita e istituire una commissione d'inchiesta sull'uso politico della giustizia.

Gli azzurri sono sul piede di guerra per quello che potrebbe essere un vero e proprio golpe giudiziario nei confronti del Cav, dopo lo scandalo scoppiato sull'intercettazione telefonica mandata in onda dalla trasmissione Quarta Repubblica.

Fratelli d'Italia farà partire la petizione per chiedere le dimissioni dell'esecutivo giallorosso per poi indire le elezioni a settembre.

La Lega si schiererà contro le modifiche ai decreti Sicurezza, la sanatoria degli immigrati irregolari, delle cartelle Equitalia e a favore del taglio dei vitalizi.

La richiesta del centrodestra unito è chiara: taglio delle tasse e sblocco delle infrastrutture; stop a politiche assistenzialiste e bonus.

La platea è quasi piena: il leghista Claudio Durigon ha ricordato di mantenere le distanze di sicurezza. "È importante rispettarle in questo momento, sedetevi tutti nelle sedie", ha sottolineato il deputato del Carroccio.

Molta la gente confluita in piazza, dove sono previste circa 4300 persone. L'ex ministro dell'Interno ha invitato i militanti presenti ad accomodarsi sulle sedie vuote: "Anche per evitare polemiche, sedetevi".

La spallata a Conte

La realtà dei fatti è però evidente a tutti: le elezioni anticipate restano un'utopia, almeno per il momento.

Comunque si proverà a dare una prima spallata al Conte bis.

Anche se nel centrodestra tiene banco la questione divisiva del Mes, oggi si vuole fornire una prova di unità: un parametro fondamentale quando si tratta di ''fare le cose serie''.

Il forzista Maurizio Gasparri ha spiegato che contrastare questo governo è un dovere: "Conte ha abbandonato al loro destino gli italiani.

Questo esecutivo Pd-grillini ha devastato l'Italia peggio del virus".

Antonio Tajani, parlando ai cronisti prima della manifestazione, ha ribadito che la via maestra restano le elezioni: "Noi siamo pronti a collaborare con il governo, non sostenere il governo. Siamo pronti a mettere a servizio dell'Italia una visione strategica".

Il vicepresidente di Forza Italia ha aggiunto che serve dare al Paese "un governo con un presidente del Consiglio eletto dal popolo". Licia Ronzulli, vicepresidente del gruppo azzurro al Senato, ha lanciato una dura frecciatina al presidente del Consiglio: "Noi non ci chiudiamo nei palazzi, qui in piazza c'è il popolo".

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"Oggi in questa piazza c’è la squadra che governerà il Paese nei prossimi anni".

Lo ha dichiarato Matteo Salvini al suo arrivo. Il leader del partito di via Bellerio sostiene che la libertà sia alla base di questa piazza e della loro proposta di futuro: "Dall'altra parte c'è il flop totale della burocrazia e dello statalismo".

Gli ha fatto eco Giorgia Meloni, che sul proprio profilo Facebook ha dato la carica: "Il centrodestra unito in una piazza riscaldata dal calore di uno straordinario popolo a cui abbiamo il dovere di dare voce. Viva l'Italia che non si arrende".

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Antonio Tajani nel suo intervento alla manifestazione ha esordito mettendo le cose in chiaro: "Certo che la via maestra è quella delle elezioni anticipate.

Speriamo che ci mandino a votare questi signori".

E ha promesso che la battaglia continuerà fino a quando non ci sarà un governo di centrodestra.

La coalizione risulta essere divisa sul tema del Meccanismo europeo di stabilità, ma va detto che è sempre stata trovata una soluzione comune: "Noi siamo tre voci diverse ma in grado di fare una sintesi, e con la sintesi si vince". Stessa cosa non si può dire per la maggioranza M5S, Pd, Italia Viva e Leu: "Loro non sono in grado di fare una sintesi".

Il numero due di Forza Italia ha denunciato una triste realtà: "Abbiamo forze di polizia che guadagnano poco più del reddito di cittadinanza".

Successivamente ha confermato il parere contrario alla legalizzazione della cannabis: "Non vogliamo che i nostri figli abbiamo i cervelli danneggiati. Noi vogliamo gente libera".

E ha commentato duramente le misure del governo per la scuola, mettendo nel mirino soprattutto il ministro Lucia Azzolina: "Volevano cancellare le scuole private, ma noi siamo riusciti a difendere la libertà di istruzione".

Tono super combattivo usato da Giorgia Meloni, che non le ha mandate a dire al premier Conte: a suo giudizio il decreto Rilancio, oltre a essere "pieno di marchette", rimette in moto esclusivamente l'attività degli scafisti, "la tratta degli essere umani del Terzo millennio".

La leader di Fratelli d'Italia ha lanciato nuovamente l'ipotesi del blocco navale qualora ci dovesse essere bisogno in un futuro governo di centrodestra: "Se i cittadini vogliono fermare l'invasione, l'invasione si deve fermare, anche contro quella magistratura che non fa il bene della democrazia".

L'ex ministro per la Gioventù si è espresso senza mezzi termini sulla questione della legge contro l'omofobia: "È deriva liberticida che non risparmia nessuno. Metteranno in galera chi è contro l'utero in affitto.

Questa furia iconoclasta che non risparmia nessuno, tutti razzisti...ma l'unico razzismo è l'ignoranza che alberga nelle loro menti".

La Meloni si è detta consapevole del fatto che gli italiani vorrebbero liberarsi il prima possibile di questo esecutivo.

Perciò ha richiesto di votare non solo per le Regionali e per le Amministrative, ma anche per le Politiche: "Noi vinceremo le elezioni Regionali ma non ci basta e se questi signori rimarranno attaccati alla poltrona, quando scenderemo in piazza a ottobre, saremo due milioni". Infine ha lanciato un avvertimento chiaro: "Tenetevi pronti.

Toccherà a noi dare all'Italia un governo solido.

Libereremo l'Italia dalla zavorra di questi incapaci.

Non permetteremo che le mascherine diventino un bavaglio.

Noi non abbiamo paura!".

*www.ilgiornale.it

tutti pazzi per la Civita

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