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Come volevasi dimostrare

di Pompeo Locatelli*

I non risultati prodotti dalla Commissione d'inchiesta sulle banche confermano ciò che per me è da sempre di un'evidenza solare: la credibilità pari a zero di un consesso di quel tipo.

Mi domando su quali fondamenta poggiava la convinzione che da quella fumosa stanza ne potesse venire aria salubre.

Anche la politica andava giudicata per non aver affidato a Bankitalia e Consob authority dotate di risorse manageriali indiscutibili gli strumenti adeguati per intervenire tempestivamente.

I casi di Montepaschi, Popolare di Vicenza, Veneto Banca sono lì a dimostrarlo.

La politica è salita sullo scranno di realtà giudicante.

Con esiti imbarazzanti, da opera buffa se non fosse il risparmiatore ad averne fatto drammaticamente le spese. In spregio anche al dettato costituzionale in materia di tutela del risparmio.

Davanti ai misfatti di molte sigle del settore occorreva e occorrerà procedere con misure normalmente utilizzate per aziende non bancarie.

Degli istituti in oggettivo default doveva occuparsi la magistratura, sia in sede civile che penale; visto che solo l'applicazione della Legge fallimentare permette soluzioni rapide, trasparenti e severe.

Si è scelta invece la strada di confusi salvataggi con conseguente percorso giudiziario nei confronti dei responsabili degli scandali basato su capi d'accusa molto annacquati. Risultato: procedimenti lunghi, zoppicanti, prima del giudizio finale.

Intanto, i buoi sono scappati.

In sostanza, di fatto, la politica ha sottratto alla magistratura il giudizio naturale connesso anche alla gravità della situazione.

L'augurio è che il prossimo parlamento/governo sappia, finalmente, produrre leggi chiare ed efficaci per far sì che il sistema bancario svolga, nel modo migliore, il suo prezioso compito in favore dell'economia reale.

A tutela del cittadino/risparmiatore.

*www.ilgiornale.it   

tutti pazzi per la Civita