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"Napolitano mi cacciò dalla stanza"

di Rachele Nenzi*

L'ex sottosegretario alla Difesa, Guido Crosetto, svela quei momenti al teatro dell'Opera quando si discusse dell'intervento italiano nella guerra in Libia.

Un nuovo retroscena emerge da quella riunione del 17 marzo 2011 al teatro dell'Opera di Roma.

Due giorni dopo l'Italia avrebbe partecipato alla missione Onu in sostegno dell'intervento militare di Francia e Gran Bretagna.

In una stanza riservata del teatro dove era in programma il Nabucco diretto da Riccardo Muti, si riunirono Silvio Berlusconi (allora premier), Giorgio Napolitano (Presidente della Repubblica), Gianni Letta, Renato Schifani, il ministro della Difesa Ignazio La Russa (con Franco Frattini in collegamento).

A raccontare nuovi elementi è Guido Crosetto, allora sottosegretario alla Difesa e presente in quel momento.

"Mi buttarono fuori dalla stanza quando dissi che la guerra in Libia era una pazzia totale - ha detto Crosetto a Torino in un incontro pubblico - ne avremmo pagato le conseguenze. In quel momento chi ricopriva la pi√Ļ alta carica istituzionale in quella stanza mi fece accompagnare fuori, ma non dico il nome".

Quel nome, come confermato al Fatto Quotidiano, è Giorgio Napolitano.

L'uomo che - come emerso dai racconti di Berlusconi - voleva pi√Ļ di tutti l'intervento dell'Italia in Libia.

"Ho detto, come iperbole, che ci mancava solo che facesse chiamare i carabinieri - continua l'ex sottosegretario - Era il marzo 2011 ed era una riunione d'emergenza convocata al teatro dell'Opera di Roma mentre l'Onu votava la risoluzione sulla Libia.

Io ero sottosegretario alla Difesa e ho detto vivacemente che ero contrario all'intervento e poi ho ricordato anche le perplessità dello Stato maggiore: gli unici contrari alla partecipazione italiana all' intervento eravamo io e Silvio Berlusconi.

A quel punto Giorgio Napolitano mi ha detto di andarmene perché non avevo titolo a stare lì.

Insomma, mi ha buttato fuori".

Perplessità, peraltro, erano emerse anche dallo Stato Maggiore Italiano.

Perplessità che Crosetto ricostruisce come relative "al dopoguerra".

Anche i vertici delle forze armate nostrane avevano gi√† immaginato "il Paese spaccato e in mano alle trib√Ļ, la destabilizzazione dell'area anche dal punto di vista dei fenomeni migratori".

E così è stato.

*www.ilgiornale.it   

tutti pazzi per la Civita

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