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Il Pd trema. Boom dell'astensione

di Franco Grilli*

Secondo un sondaggio Emg il centrodestra è al 37,4%, mentre il centrosinistra si ferma al 27,9%. Il M5S, da solo, è al 27,3%.

Nel collegio uninominale di Bologna, per il Senato, Casini è in forte affanno.

Notizie preoccupanti per Pierferdinando Casini. Candidato al Senato per il centrosinistra, nel collegio di Bologna, rischia di non farcela.

La sfida è in salita per lui, visto che Liberi e Uguali ha scelto di candidare, nello stesso collegio, un pezzo da novanta, l'ex presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani, la cui carriera politica risale ai tempi del Pci, poi Pds, Ds, Pd e infine la formazione di Bersani, D'Alema e Grasso.

Il quotidiano Repubblica, che cita un sondaggio realizzato da Sylla srl, parla già di sorpasso: Errani sarebbe al 23% mentre Casini è molto indietro, al 15,13%. Questo nel collegio uninominale del Senato.

La musica non cambia alla Camera, dove Anna Falcone (che si fece conoscere sulla scena nazionale tra i volti del Comitato per il No al referendum costituzionale) è intorno al 16,75% mentre il candidato del Pd, Andrea De Maria, è intorno al 12,87%.

Non vanno meglio le cose nel sistema proporzionale, dove alla Camera Leu è dato intorno al 19% mentre il Pd è all'8%.

Questo per quanto riguarda la vecchia roccaforte rossa di Bologna. Ma sul piano nazionale come vanno le cose? Solo il centrodestra ha ancora speranze di superare il 40% dei voti, risultato che, se unito a un buon numero di seggi conquistati nei collegi uninominali, permetterebbe alla coalizione guidata da Berlusconi di ottenere i numeri per governare il Paese.

Secondo l'istituto demoscopico Emg il centrodestra è al 37,4%, suddiviso in questo modo: Forza Italia al 16,1%, Lega al 13,9%, Fratelli d'Italia al 4,6%, Noi con l'Italia al 2,8%. Il centrosinistra si attesta intorno al 27,9%: il Pd è al 22,8%, +Europa al 2,1%, Civica popolare all'1%, Insieme è al 1,6%. Il Movimento 5 Stelle è al 27,3%, Liberi e Uguali è al 5,2%.

Ancora molto alto il numero di italiani che si dichiara "indeciso" se partecipare o meno al voto: siamo intorno al 40,5%. Se una fetta importante di questi elettori dovesse decidere anche solo all'ultimo momento, potrebbe fare da ago della bilancia. Il 37% di questi elettori indecisi, secondo quanto rileva Swg, lo è per protestare contro il sistema. Il 34%, invece, ritiene che il proprio voto non cambierebbe nulla. Il 32%, infine, non si sente rappresentato da alcun partito. Più duro il 17% del campione, che afferma di non voler legittimare, con il proprio voto, questa classe politica. Il 16%, invece, semplicemente non è interessato alla politica.

*www.ilgiornale.it  

tutti pazzi per la Civita