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Silvio BerlusconiBonus bebè e aiuti alle mamme

di Anna Maria Greco*

Il Cavaliere lancia il Patto per la natalità: «Sono preoccupato perché non si fanno più figli». E cerca consensi anche al Sud.

Punta molto sui giovani, accentua il profilo europeista distinguendosi da Salvini, si prepara a scendere al Sud per strappare voti al M5s e conta di recuperare consenso anche nelle ex regioni rosse.

Silvio Berlusconi sa che le ultime due settimane di campagna elettorale sono determinanti, per far raggiungere al centrodestra il 40% agognato.

Il suo piano prevede almeno due interviste al giorno, soprattutto in tv (oggi sarà da Fazio su Rai1), e poche presenze in piazza: il 25 dovrebbe essere a Milano, alla manifestazione organizzata da Maria Stella Gelmini, ma sta pensando anche di andare in Campania e in Sicilia, regioni importanti per aumentare i voti di Fi.

Conta di convincere tanti giovani, ai quali ha dedicato, oltre alle misure per l'occupazione, il «Piano del talento» per start up innovative e implementazione del crowdfunding.

In un messaggio ad un convegno di Fi a Milano, il leader annuncia il «Patto per la natalità», per aiutare le famiglie, le giovani coppie che hanno bisogno di un mutuo per la casa e risorse per l'educazione dei figli.

«Sono molto preoccupato - dice - per la crisi della natalità. Il nostro obbiettivo è far ripartire l'Italia, restituire alle famiglie la possibilità di credere in un avvenire migliore».

Il 21 Berlusconi sarà a Roma, per incontrare nella sede di San Lorenzo in Lucina il capogruppo del Ppe all'europarlamento Manfred Weber, prima di stringere la mano ai candidati del partito nel Lazio.

Con il leader della Lega si corre insieme, ma c'è sempre di mezzo la gara per la premiership e, mentre Salvini insiste che i vincoli dell'Ue saranno rispettati «solo se aiutano a far crescere l'Italia», il Cavaliere si propone come garante dei patti in Europa.

Anche perché il candidato premier di cui ha parlato più volte, ma ancora non ufficiale, è il presidente del parlamento di Bruxelles, Antonio Tajani.

«Non posso fare il nome - spiega Berlusconi a Canale 21 -, ma la cosa è già decisa, c'è l'ok del diretto interessato che, per i suoi impegni, ha chiesto di non dare ufficialità.

Sarà un nome importante, assicurerà all'Italia splendidi rapporti con l'Europa e forse sarà la migliore soluzione per farci ottenere tutto ciò che ancora non abbiamo avuto». Quando a Telerama gli chiedono se l'ok è atteso da Bruxelles, il Cav risponde: «Magari».

Anche nell'intervista a Giovanni Minoli, che andrà oggi su La7, sottolinea che Tajani è «un candidato ottimo, molto stimato in Europa».

Dice che l'Italia deve «contare di più» e l'Ue a parlare con «una unica voce» su temi importanti, come la Turchia di Erdogan. Berlusconi assicura che quel nome lo conosce anche il leader del Carroccio.

Lui però ripete che il suo partito sarà il primo della coalizione e indica Salvini premier. «Se Fi prende un voto in più - ammette- proporrà Tajani o chi vuole». Il Cav intanto prevede che i leader alleati saranno in un prossimo governo e per Salvini vede bene il Viminale.

Da Minoli Berlusconi nega l'ipotesi di un accordo con il Pd, per «non tradire la fiducia degli elettori» e dice di non essersi pentito del No al referendum renziano: «Con un esito diverso il Paese sarebbe governato da una minoranza».

Calenda nel governo? «Ne parlano bene, ma non ci sono uomini buoni per tutte le stagioni». Minniti sull'immigrazione? «Copia sbiadita di quello che abbiamo fatto noi».

La sicurezza del leader di Fi viene dai sondaggi, ma anche da segnali positivi dal territorio, dal Sud, ma anche da Umbria e Marche. «E poi - dicono a Fi-, con quei 15 grillini cacciati dal M5s che entreranno in parlamento, si potrebbe parlare...».

*www.ilgiornale.it   

tutti pazzi per la Civita

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