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La coerenza prima di tutto. Quella che hanno chiesto gli elettori col voto del 4 marzo

di Pier Francesco Borgia*

E quella che il centrodestra unito ha promesso.

Ora, fanno capire i vertici di Fratelli d'Italia, è da quella coerenza che bisogna partire.

Per la presidenza delle Camere come per Palazzo Chigi, bisogna partire prima di tutto dal centrodestra, la coalizione che è uscita vincente dal turno elettorale con il 37% dei rappresentanti delle due assemblee.

La Meloni sono giorni che lo va ripetendo, sin dall'incontro di martedì scorso con Berlusconi e Salvini a Palazzo Grazioli.

Le regole del gioco, questo in sintesi il pensiero di chi guida Fratelli d'Italia, sono state decise prima del voto: la coalizione con il miglior risultato avrebbe guidato le trattative per la composizione del nuovo governo e per la scelta dei presidenti delle Camere.

Anche se i numeri non ci sono, spiega la Meloni, √® pi√Ļ che logico che sia Salvini a dover ricevere il mandato per la formazione di un esecutivo, come segretario del partito che nella coalizione ha avuto pi√Ļ consensi.

Anche la road map è in questo senso chiara. Si potrebbe partire affidando proprio al leader della Lega la poltrona di presidente del Senato. Una volta a Palazzo Madama, Salvini riceverebbe il mandato esplorativo dalle mani del presidente Mattarella.

E a quel punto la coalizione tutta avrebbe la possibilità di gettare le basi di un piano di governo semplice e in pochi punti su cui cercare convergenze all'interno del Parlamento stesso, senza tatticismi o accordi sotto banco.

D'altronde, come spiega anche Ignazio La Russa, difficile immaginare la solidità di un accordo tra Movimento Cinque Stelle e Lega.

¬ęE su quali basi, poi? - si chiede - Dove sarebbe la coerenza di un simile patto?¬Ľ Ieri, nel corso di un incontro con i cronisti, La Russa ha fatto un esempio pratico. ¬ęNoi siamo contrari al reddito di cittadinanza, tanto caro ai grillini. ¬ęA noi non piace ragionare su base assistenzialista - spiega -.

Il reddito di cittadinanza nelle zone dove non c'√® lavoro somiglia troppo alle pensioni di invalidit√† che con tanta generosit√† elargiva la vecchia Democrazia Cristiana¬Ľ. Nel partito di La Russa e della Meloni non ci si nasconde le difficolt√† che possa incontrare un esecutivo Salvini. Per√≤, commenta lo stesso La Russa, ¬ęnon si pu√≤ iniziare un film dai titoli di coda¬Ľ.

L'ipotesi Salvini al Quirinale è ovviamente il primo passo obbligato. Sulla presidenza delle Camere, invece, il dialogo è aperto a tutti. Anche se non si può prescindere dal fatto che una Camera debba andare ai Cinque Stelle e l'altra al centrodestra.

*www.ilgiornale.it   

tutti pazzi per la Civita

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