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Sergio CostaAltro che orsi e lupi, qui stanno scuoiando noi

di Alessandro Sallusti*

Pare che una delle priorità di questo governo sia quella di salvare orsi e lupi che scorrazzano in alcune delle nostre più belle valli e sono finiti nel mirino di contadini e allevatori per le loro feroci e pericolose scorribande mangerecce in pascoli e allevamenti.

Se ne fa un gran parlare, personalmente non ho un'idea precisa. L'unica è che non vorrei mai trovarmi a tu per tu con uno di loro, non si sa mai.

Da quando erano spariti la vita degli umani in quelle zone era più sicura, e non solo la loro.

Mi chiedo in base a quale principio il governo si preoccupi della vita di orsi e lupi e non di quella degli agnelli e dei vitellini quotidianamente sbranati dai suddetti carnivori.

Misteri e bizzarrie della politica (e degli animalisti).

Ma soprattutto è curioso che salvare i lupi nell'agenda di Conte (per chi se lo è scordato è o dovrebbe essere il primo ministro, anche se da settimane non se ne hanno notizie certe) venga prima che salvare imprenditori e pensionati, anche loro specie in via di estinzione e nei confronti dei quali questo governo si comporta da bracconiere: appena li ha nel mirino parte il colpo.

A sparare sono i Cinquestelle, dal «decreto dignità», altrimenti detto «ammazza aziende» al taglio delle pensioni fino alla mancata reintroduzione dei voucher per pagare i lavori occasionali e dare un po' di ossigeno all'occupazione, è tutto un tiro a segno di stampo neo-comunista.

Altro che orsi e lupi, qui stanno scuoiando noi.

E spiace che ciò avvenga con la complicità della Lega che, almeno in teoria, dovrebbe essere la sentinella del centrodestra in un governo di sinistra.

Riepiloghiamo.

Sergio Costa, ministro dell'ambiente grillino, vuole salvare gli orsi assassini perché «gli unici da cacciare dai territori sono gli imprenditori che inquinano» (non si capisce in base a che criteri produrre inquini) e la Lega tace.

Di Maio vuole tagliare le pensioni e la Lega annuisce, proponendo furbescamente (per bocca del suo economista Alberto Brambilla) di cambiare nome all'operazione: non «taglio» ma «contributo di solidarietà», così secondo lui gli anziani non si arrabbiano più di tanto.

A questo punto propongo la creazione di un parco nazionale, una riserva protetta dove imprenditori e pensionati possano vivere serenamente senza rischiare ogni giorno di incappare nelle tagliole disseminate da un governo che, nonostante la presenza della Lega, li disprezza e li bracca senza la pietà concessa a orsi e lupi.

*www.ilgiornale.it   

tutti pazzi per la Civita

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