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La Nuova Zelanda, il 19 settembre 1893, è stata la prima Nazione del mondo a concedere il voto alle donne.

Esso, però, era già stato istituito nello Wyoming, lo Stato degli USA, 24 anni prima.

In Italia il voto alle donne è stato introdotto il 1° febbraio 1945 con l'emanazione del decreto legislativo luogotenenziale n. 23 che conferiva il diritto di voto alle italiane che avessero almeno 21 anni.

Il 21 ottobre 1945 Papa Pio XII, in presenza delle presidenti del CIF, si dimostrò favorevole al suffragio femminile affermando: “ogni donna, dunque, senza eccezione, ha, intendete bene, il dovere, lo stretto dovere di coscienza, di non rimanere assente, di entrare in azione [..] per contenere le correnti che minacciano il focolare, per combattere le dottrine che ne scalzano le fondamenta, per preparare, organizzare e compiere la sua restaurazione”.

Con queste parole Pio XII, adeguatosi ai tempi, aveva interrotto la tradizione clericale in merito alla questione.

Le prime elezioni amministrative alle quali le donne furono chiamate a votare si svolsero a partire dal 10 marzo 1946 in 5 turni, mentre le prime elezioni politiche, svolte assieme al Referendum istituzionale monarchia-repubblica, si tennero il 2 giugno 1946.

tutti pazzi per la Civita

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