La frustata che serve alla ripresa

di Mario Deaglio

Dopo una lunga concentrazione sulle sue questioni personali, il presidente del Consiglio cerca ora di riprendere l’iniziativa ritornando sul terreno della politica economica. E lo fa con una mossa largamente imprevista, non foss’altro che per la sua rapidità (i progetti da lui annunciati dovrebbero essere approvati dal Consiglio dei ministri già venerdì) che si articola lungo tre direttici.

Tremonti: “Troppe regole, l’Europa non può crescere”

di Massimiliano Scafi

Tante, «troppe» regole in Europa, dice Giulio Tremonti. E troppa burocrazia. Addirittura, sostiene, ce n’è «un eccesso insostenibile, che comporta un costo elevato» e che mette in difficoltà l’economia del continente, visto che ormai «la competizione non è più tra Paesi, ma tra continenti». E, si sa, vincono sempre «i più flessibili».

Marchionne rivede Obama
«Negli Usa si fa, in Italia si parla»

Visita del presidente nello stabilimento in Indiana.

L'ad Fiat: «Io brusco? Le mie parole precise ed efficaci

Negli Stati Uniti «si fa», in Italia «si parla». Nuovo affondo di Sergio Marchionne dallo stabilimento Chrysler di Kokomo, in Indiana, dove l'amministratore delegato della Fiat ha ricevuto la visita del presidente americano Barack Obama e del suo vice Joe Biden.

L'ad del Lingotto ha annunciato che potrebbe non essere presente all'incontro che si terrà nei prossimi giorni istituzionale» ha detto Marchionne.

BP Solar, tra i principali operatori al mondo nel settore fotovoltaico, arriva in Abruzzo con due nuovi impianti fotovoltaici da 1 MW ciascuno, nei comuni di Cupello, in provincia di Chieti, e Basciano, nella provincia di Teramo. Le installazioni, sono state alla presenza dei vertici della società e delle autorità locali, rafforzano la presenza di BP Solar sul territorio nazionale.

Irlanda nei guai perché ha tradito il libero mercato

di Francesco Forte

Crisi figlia del capitalismo assistito: i disastri combinati dalle banche coperti con soldi pubblici. Che non ci sono

La crisi dell’Irlanda non è la crisi dell’economia di libero mercato ma quella del capitalismo assistito, dominato da banche ruggenti, che avendo effettuato operazioni spericolate, con grandi rischi, hanno poi chiesto e ottenuto l’aiuto dello Stato, che le ha in parte statalizzate a carico del bilancio pubblico, il che non è né liberale, né conforme all’interesse dei cittadini comuni e delle imprese che operano senza stampelle pubbliche.