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Darà l'addio alle auto diesel

di Giovanni Neve*

L'annuncio del Financial Times.

"Fca abbandonerà i motori diesel dalle auto passeggeri a partire dal 2022".

La decisione sarebbe dettata dal crollo della domanda e dai costi crescenti per rendere la tecnologia in linea con gli standard delle emissioni.

No comment di Fca

Per il momento non è un annuncio ufficiale. Anzi, si tratta di un'indiscrezione (non confermata) riportata dal Financial Times secondo cui il gruppo torinese avrebbe optato per questa soluzione a causa del crollo della domanda e dei costi crescenti per rendere la tecnologia in linea con gli standard delle emissioni.

Secondo il Financial Times, la decisione di non produrre più motori diesel riguarderebbe tutti i brand del gruppo e sarebbe già stata messa nero su bianco nel nuovo piano finanziarioche sarà presentato il prossimo primo giugno.

Cosa ci sia di vero in questa indiscrezione del quotidiano finanziario britannico è difficile dirlo. Fca, che possiede i marchi Jeep, Ram, Dodge, Chrysler, Maserati, Alfa Romeo e Fiat, ha preferito non commentare la notizia.

Dopo che, lo scorso anno, Toyota aveva specificato che probabilmente non lancerà altri modelli con un motore diesel, il gruppo di Torino è l'ultimo costruttore di auto che non ha ancora detto "addio" a questo tipo di carburante. La settimana scorsa la Volkswagen ha, infatti, annunciato che avrebbe abbandonato la tecnologia dalla sua gamma.

Fca, sempre secondo quanto risulta a Ft, ha deciso di non fare più auto diesel mentre manterrà questo combustibile per i suoi veicoli commerciali, compresa la gamma di camion pick-up degli Stati Uniti, come il RAM 1500.

Fca è stata l'unica grande casa automobilistica in Europa, lo scorso anno, a vedere aumentare la propria quota di vendite di diesel, in parte a causa della sua esposizione al mercato italiano, dove la domanda per questa tipologia di carburante è ancora forte.

In totale, il 40,6% delle auto vendute da Fca in Europa erano diesel, secondo i dati di Jato Dynamics, in leggero aumento rispetto al 40,4% del 2016.

In Europa le vendite di diesel nel 2017 sono scese al 43%, in Italia invece il carburante rappresenta ancora il 56%.

Una volta il diesel era il carburante più diffuso in Europa ma dopo il dieselgate ha perso quote di mercato complice anche l'opposizione politica e i piani di molte città europee che lo vogliono vietare.

Per anni, i governi e le case automobilistiche hanno promosso il diesel per ridurre le emissioni di CO2 rispetto alla benzina.

Ma le rivelazioni del 2015 secondo cui Volkswagen ha montato 11 milioni di motori a livello globale con un software progettato per ingannare i regolatori sui livelli di inquinamento ha scatenato una reazione politica e i con i governi hanno iniziato a tagliare gli incentivi per questo tipo di carburante.

In Europa nel 2017, secondo i dati di Jato Dynamics, le vendite di veicoli diesel sono diminuite dell'8%, portando la quota di mercato al 43,8%.

Per Fca, la decisione di abbandonare tale carburante è dovuta al crescente costo di rendere la tecnologia conforme alle sempre più severe norme sulle emissioni.

Secondo stime del settore il costo per lo sviluppo di motori diesel conformi alle nuove norme europee sarà maggiore del 20% rispetto al passato, rendendo le auto meno accessibili ai consumatori.

Allo stesso tempo, diminuiscono i costi delle auto elettriche su cui i produttori stanno puntando per abbattere le emissioni.

*www.ilgiornale.it   

tutti pazzi per la Civita

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