Lacerba fu una rivista letteraria fiorentina fondata il 1º gennaio 1913 da Giovanni Papini e Ardengo Soffici in aperta polemica con Giuseppe Prezzolini, allora direttore de La Voce; si avvalse della collaborazione di Aldo Palazzeschi e Italo Tavolato ponendosi su posizioni simili a quelle del Leonardo e aderendo, per breve tempo, al Futurismo.

Il quindicinale, stampato in caratteri rosso mattone e in seguito neri, riprendeva il titolo dal poemetto del Trecento di Cecco d'Ascoli - L'acerba - inserendone nella testata un verso: «Qui non si canta al modo delle rane».

Le interviste inventate
Un'arte da concorso

L’iniziativa lanciata dal "New Yorker" dopo la confessione del falsario Debenedetti:

come premio la pubblicazione

di JACOPO IACOBONI

Il concorso sta andando così bene che è stato rilanciato ancora.

L'Osservatore Romano è il periodico ufficiale della Città del Vaticano.

Dà copertura a tutte le attività pubbliche del Papa, pubblica editoriali scritti da esponenti importanti del clero della Chiesa cattolica, e stampa documenti ufficiali dopo essere stati autorizzati.

Vi sono riportati i motti «unicuique suum» («a ciascuno il suo») e «non praevalebunt» (da intendersi: «[i nemici di Dio e della Chiesa] non prevarranno»), entrambi sotto la testata.

Dall'iPad un aiuto per la carta stampata

a Roma una Conferenza internazionale sul futuro dei giornali:

la crisi non è finita, bisogna puntare sui nuovi strumenti digitali

di Maria Corbi

Una tempesta perfetta, scatenata dalle tecnologie digitali ma non solo, ha rivoluzionato il mondo dell'informazione. E adesso si aprono nuovi scenari. Finita la crisi? Quale sarà il futuro della carta? Si sfoglieranno ancora le notizie? Oppure l'iPad prenderà il dominio?

Domande a cui la Conferenza internazionale per l'industria dell'editoria e della stampa quotidiana, a Roma, organizzata da Wan-Ifra, in collaborazione con la Fieg e l'Asig (l'Associazione stampatori giornali) in questi giorni cerca di dare risposte.

C'è sempre la parola giusta per dirlo

Boom di libri e corsi per imparare a parlare in pubblico. "Ecco i segreti per farsi ascoltare in tutte le occasioni"

di Mirella Serri

«La donzelletta vien dalla campagna in sul calar del sole», ripeteva con voce stentorea la piccolina.

Appena un po' più grandicella, correttamente declamava Virgilio: «Tityre, tu patulae recubans…» e, qualche tempo dopo, all'interrogazione della prof non farfugliava «il sentiero dei nidi di fango» al posto del «sentiero dei nidi di ragno» di Italo Calvino.