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Un chip nei bagagli eviterà smarrimenti

Nuove tecnologia con "smart tag" in via di sperimentazione in alcuni aeroporti

 

Valigie e trolley saranno rintracciabili con un sms

Sarà un microchip a "salvare" i nostri bagagli. È tutta affidata alle nuove tecnologie, già in via di sperimentazione in alcuni aeroporti, la possibilità che valigie, trolley e borsoni arrivino, a fine viaggio, puntualmente, nelle mani dei legittimi proprietari e che non vengano erroneamente spediti in altre destinazioni in ben altre latitudini per essere riconsegnati dopo giorni o, ancor peggio, che si smarriscano del tutto. Dopo il caos e i disservizi che si sono verificati la scorsa estate, ora si corre ai ripari. La soluzione allo studio, ha spiegato il presidente dell’Enac Vito Riggio, è quella di applicare un chip, un "smart tag", sul bagaglio il cui segnale venga letto da apposite antenne installate negli aeroporti, basate su tecnologia Rfid.

 

«Questo sistema -ha detto Riggio- è un prezioso strumento per gli operatori aeroportuali che così sono in gradi di seguire tutto il percorso del bagaglio, da quando viene lasciato dal passeggero ai banchi del check in a quando arriva sui nastri per la riconsegna bagagli». Ma non solo. Anche il passeggero, tramite un sms che arriva sul proprio cellulare, può essere in grado di "rintracciare" il bagaglio. I due sistemi sono già in corso di sperimentazione: a Fiumicino sta lavorando la Elsag mentre a Malpensa i danesi della Lyngsoe.

 

L’obiettivo, ha detto Riggio, è ora quello di spingere sull’acceleratore. «Da qui a giugno, rimanendo in contatto con la Iata, proseguirà la sperimentazione e poi tireremo le fila del discorso in modo da installare gli apparati nei principali aeroporti a cominciare da Fiumicino e Malpensa. In questo modo potremo affrontare più tranquillamente la stagione estiva», ha sottolineato Riggio. Ma perchè funzioni appieno, il sistema necessita di un coordinamento europeo. «È inutile mettere il microchip a Roma se poi arrivando a Parigi -ha spiegato- non c’è un sistema che permetta di rintracciarlo».

 

Oltre che per i passegeri, il problema del disguido e smarrimento bagagli non è una questione di poco peso per le compagnie aeree: si calcola, infatti, che i costi per l’industria del trasporto aereo superino i tre miliardi di dollari. La Iata ha lanciato un programma (Baggage improvement programme)che punta a una riduzione del 50% dei bagagli smarriti entro il 2012. Dei progressi si sono, comunque, registrati. «Dal 2007 al 2008 - ha ricordato Riggio - c’è stata una riduzione dei bagagli ’disguidatì del 20%: a livello mondiale sono passati da 42,4 milioni del 2007 a 32,8 milioni del 2008 (1,8 bagagli ogni mille passeggeri)».

www.lastampa.it

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