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Un reduce fugge dalla casa di riposo e va al 70° anniversario del D-Day

Un veterano 89enne del D Day è fuggito da una casa di riposo in Gran Bretagna per poter partecipare alle celebrazioni dello sbarco in Normandia, a 70 di distanza.

A quanto racconta la Bbc, l’anziano era scomparso ieri dalla sua casa di riposo a Hove dopo che gli era stato negato il permesso di partire.

 

Si ritiene che sia uscito nascondendo le medaglie sotto l’impermeabile.

L’uomo, di cui non è stato reso noto il nome, è stato ritrovato oggi dalla polizia in Normandia.

Sta bene e ha promesso di tornare alla fine delle celebrazioni.

Alla cerimonia commemorativa nella cittadina costiera di Ouistreham partecipano numerosi capi di Stato e di Governo e un migliaio di veterani di guerra.

Tra i grandi della terra presenti alla cerimonia, ed ospiti del padrone di casa Francois Hollande, il presidente Usa Barack Obama, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, la cancelliera tedesca Angela Merkel.

Ma gli occhi di tutti sono puntati su Vladimir Putin che, grande escluso del G7 che si è svolto giovedì a Bruxelles dopo che era stato cancellato il G8 di Sochi a seguito della crisi ucraina, si trova in questa circostanza al fianco degli altri leader internazionali.

Commosso, il presidente francese ha ricordato, in mattinata a Caen, da dove ha preso il via la giornata di celebrazioni, “il sacrificio della popolazione normanna”.

“E’ perché la Francia ha vissuto questo dramma che è solidale con le altre nazioni che subiscono la stessa sorte, che preserva la pace alle frontiere dell’Europa e dell’Africa”, ha aggiunto alludendo alla crisi ucraina e agli interventi francesi a favore di Mali, Centrafrica e Nigeria.

Hollande ha voluto rimarcare che dei 110mila morti del D Day, ben 20mila furono civili. E che le azioni della resistenza francese contribuirono alla buona riuscita dello sbarco.

“La mattina del 7 giugno - ha ricordato - ben 3mila civili furono uccisi e 100mila persone obbligate a lasciare le loro case.

I rifugiati si nascosero nelle cantine, nelle chiese, gli incendi si moltiplicarono.

Ma ovunque si unirono persone di buona volontà, donne e uomini che aiutarono i feriti a rischio della loro vita”. “Le giovani generazioni - ha dichiarato - devono ricordarsi che qui, due milioni di soldati si batterono in mezzo a un milione di civili”.

Dopo un incontro privato con alcuni veterani insieme ai reduci delle guerre in Iraq ed in Afghanistan, il presidente Usa è intervenuto al Normandy American Cemetery and Memorial, dove vi sono circa 10mila tombe dei caduti americani durante lo sbarco .

“La vostra eredità è in buone mani”, ha detto Obama facendo un paragone tra la generazione dei veterani e la cosiddetta “generation 9/11”.

Anche loro, ha detto il presidente americano, “hanno sentito di essere chiamati a difendere la nazione, anche se sapevano che andavano incontro al pericolo e per oltre dieci anni sono tornati più volte al fronte”.

Nel discorso Obama ha anche ricordato i nonni, la nonna Madelyn Payne Dunham che, come tante altre donne americane andò a lavorare nelle fabbriche militari ad assemblare parti dei B-29.

E il nonno Stanley Armour Dunham che, arruolato in Aeronautica nel 1942, arrivò in Francia sei settimane dopo: “Non c’è un momento in cui mio nonno mi manca come questo, sarei più che felice di averlo qui. Dobbiamo raccontare le loro storie, dobbiamo onorarli”, ha detto.

Lo sbarco in Normandia, ha ricordato poi Obama, è stato “la testa di ponte della democrazia e la nostra vittoria ha messo le basi per la sicurezza e la prosperità del futuro”.

“L’impegno dell’America per la libertà, l’eguaglianza, la dignità di ogni essere umano è scritto nel sangue di queste spiagge e durerà in eterno”, ha aggiunto.

www.adnkronos.com

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