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Farà risparmiare 600 milioni di euro all’anno

di Pietro Bellantoni*

A inaugurare nelle prossime settimane la controversa opera sarà il premier Renzi

Proteste, sequestri giudiziari e infinite polemiche politiche non hanno impedito a Terna di completare l’elettrodotto “Sorgente-Rizziconi”, che collegherà Sicilia e Calabria attraverso un sofisticato sistema di cavi sottomarini lungo 38 chilometri.

Sarà il premier Matteo Renzi a inaugurare, nelle prossime settimane, quella che viene da più parti ritenuta una delle infrastrutture più importanti per il Paese.

Costato 700 milioni di euro, l’elettrodotto consentirà di tagliare circa 600 milioni dalla bolletta elettrica, grazie al cavo di corrente alternata più lungo del mondo.

Collegherà le località di Sorgente, in provincia di Messina, e di Favazzina di Scilla, vicino a Reggio Calabria.

Il prezzo dell’elettricità, stabilito dalla Borsa elettrica, è frutto di una media nazionale. E la Sicilia, a causa di impianti ormai obsoleti, ha sempre fatto registrare il picco più alto, con costi anche raddoppiati rispetto al resto del Paese.

La nuova linea di Terna permetterà invece una riduzione automatica dei prezzi. Un po’ come avvenuto con il cavo sottomarino Sapei, che ha collegato Lazio e Sardegna producendo un risparmio di 70 milioni all’anno.

L’INAUGURAZIONE

Renzi, accompagnato dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, dovrebbe inaugurare l’opera tra il 27 maggio e l’1 giugno.

I tecnici di Terna sono già al lavoro per attrezzare l’area per la cerimonia, che avverrà sul lato calabrese. Il premier, infatti, dovrebbe arrivare all’aeroporto di Reggio con un volo di linea, per poi effettuare una ricognizione nell’area interessata dall’elettrodotto con un elicottero.

ITALIA CONNESSA

Il “Sorgente-Rizziconi” è una tappa fondamentale in vista dell’obiettivo più ambizioso di Terna: realizzare una sorta di unità energetica nazionale.

Il 13 febbraio scorso l’amministratore delegato della società, Matteo Del Fante, aveva assicurato il completamento dell’elettrodotto nel 2016 e ricordato i 10 miliardi di investimenti fatti negli ultimi 10 anni.

«Il ruolo di Terna – aveva spiegato l’ad – è quello di fare in modo che l’energia verde dal Sud salga verso il centro e il nord Italia, soprattutto in un’ottica anche di accomodamento sempre più efficace della produzione rinnovabile. Sappiamo che quello è il futuro».

LE PROTESTE

L’iter per la realizzazione del “Sorgente-Rizziconi” negli anni è stato rallentato dalle proteste degli ambientalisti e da alcuni sequestri giudiziari nel lato siciliano.

Ad alzare le barricate sono state diverse associazioni per la difesa dei territori di San Filippo del Mela, Pace del Mela e San Pier Nicero, zone già interessate da un alto tasso di inquinamento industriale.

La battaglia ha avuto anche appendici giudiziarie. I ricorsi amministrativi proposti dai Comuni e da alcune associazioni di cittadini, con i quali veniva chiesto l’annullamento dell’autorizzazione unica rilasciata per decreto dal ministro dello Sviluppo economico nel 2010, hanno però avuto esito negativo.

I giudici hanno infine stabilito la correttezza della procedura seguita da Terna, che ha visto il coinvolgimento degli enti locali nel procedimento di autorizzazione, attraverso tavoli tecnici, protocolli d’intesa e sopralluoghi.

Non sono mancate nemmeno le polemiche politiche, con mozioni per la modifica del tracciato presentate all’Assemblea regionale siciliana e perfino con un intervento dell’Antitrust, che ha esplicitamente chiesto al governatore Crocetta di bloccare tutte le iniziative che potevano frenare il progetto dell’elettrodotto.

L’opera è stata interessata anche da sequestri giudiziari. Sono stati posti i sigilli ai piloni di Serro di Villafranca e, nel febbraio 2015, a quello che si trova sul crinale di Monte Raunuso, a Saponara, poi sbloccato lo scorso luglio.

Adesso è tutto pronto. Renzi può finalmente tagliare il nastro.

*www.lastampa.it

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