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Aikins riesce a centrare a 200 km/h una rete installata in un ranch in California

di Gianluca Grossi*

Da 7mila metri di altezza il mondo appare completamente diverso da come siamo soliti osservarlo. Si vedono i corrugamenti delle montagne, i meandri dei fiumi, le sagome dei bacini lacustri.

È una bella lezione di geologia dal vivo che molti di noi avranno provato, più o meno consapevolmente, a seguire volando in aereo.

Ma un conto è trovarsi a bordo di un velivolo, un altro librarsi nell'aria senza alcuna protezione e nemmeno il paracadute né la tuta alare. Ebbene, pare fantascienza, ma è esattamente quel che è accaduto nei giorni scorsi in America.

Il protagonista si chiama Luke Aikins, ha 42 anni, e un numero eccezionale di voli con il paracadute sulle spalle (almeno 18mila). Questa volta, però, ha voluto fare di più.

Molto di più. Lanciarsi da oltre 7mila metri (esattamente 7620 metri) e «atterrare», dopo un paio di minuti di discesa libera, su una rete di 30 metri per 30 montata in un ranch, Big Sky, alla periferia di Simi Valley, in California; come dire, molto approssimativamente, lanciare una pallina da biliardino da centinaia di metri e centrare un pannello di un metro quadrato.

«L'apice di una carriera straordinaria che prosegue da 26 anni», rivela sui tabloid statunitensi, Justin Aclin, suo manager. Il video, disponibile su molti canali web, rende perfettamente l'idea dell'impresa titanica di Aikins.

Partono con lui tre paracadutisti che a un certo punto aprono il loro salvavita, mentre lui prosegue imperterrito manovrato esclusivamente dalla forza di gravità. Il muscolo cardiaco pulsa a 150 battiti al minuto. Lo aiuta solo un visore gps che gli permette di individuare la rete e puntare al suo cuore.

Con una velocità che sfiora i duecento chilometri all'ora centra il suo obiettivo, per poi essere lentamente calato a terra. In tanti sono pronti ad applaudirlo, primi fra tutti la trepidante moglie, Monica, e il loro piccolo Logan, di quattro anni.

Missione compiuta. E ora ci si immagina già quale potrà essere la prossima grande sfida nei cieli; tenuto conto anche dell'eccezionale volo di Felix Baumgartner che nel 2012 partì da 39mila metri di quota, pur usufruendo di un potente paracadute.

Ma cosa significa scientificamente lanciarsi da oltre 7mila metri di quota? Il primo parametro riguarda la forza di gravità. È quest'ultima che determina l'accelerazione di 9,8 m/s2.

Vuol dire che un corpo, in caduta libera, obbedisce a questo indice numerico tassativo ed esclusivo del nostro pianeta; ma poi la sua velocità è vincolata da altri fattori, come le caratteristiche atmosferiche e la massa del corpo in volo.

Si può dunque stimare che con un lancio come quello di Aikins si possano raggiungere al massimo i 250 km/h: lasciato l'aereo, un paracadutista in caduta libera, si stabilizza a una velocità compresa fra 180 e 200 km/h, e non va oltre perché il suo peso bilancia l'attrito dell'aria.

Da un punto di vista meteorologico ci troviamo nella cosiddetta troposfera, il primo strato dell'atmosfera, che varia il suo spessore in base alla latitudine: essendo maggiore all'equatore e inferiore ai 10 km ai poli.

Nella troposfera avvengono quasi tutti i fenomeni meteo ed è in questa sede che l'aria, risultando particolarmente densa, può interferire con un corpo in caduta libera.

La temperatura è direttamente influenzata dalla quantità di calore che arriva dal sole e viene rilasciata dalla terra sottoforma di raggi infrarossi. È il cosiddetto effetto serra, che a piccole dosi, parrà strano, ma è fondamentale per la nostra sopravvivenza.

*www.ilgiornale.it

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