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Mercoledì delle Ceneri

Con l'espressione Mercoledì delle Ceneri (o Giorno delle Ceneri o, più semplicemente, Le Ceneri), si intende il mercoledì precedente la prima domenica di Quaresima che nelle chiese cattoliche di rito romano e in alcune comunità riformate, coincide con l'inizio stesso della Quaresima, ossia il primo giorno del periodo liturgico "forte" a carattere battesimale e penitenziale in preparazione della Pasqua cristiana.

In tale giornata, nel 2019 il 6 marzo, tutti i cattolici dei vari riti latini sono tenuti a far penitenza e ad osservare il digiuno e l'astinenza dalle carni.

Proprio in riferimento a queste disposizioni ecclesiastiche sono invalse alcune locuzioni fraseologiche come carnevale (dal latino carnem levare, cioè eliminare la carne) o Martedì grasso (l'ultimo giorno di carnevale, appunto, in cui si può mangiare "di grasso").

La parola "ceneri" richiama invece in modo specifico la funzione liturgica che caratterizza il primo giorno di Quaresima, durante la quale il celebrante sparge un pizzico di cenere benedetta sul capo o sulla fronte dei fedeli per ricordare loro la caducità della vita terrena e per spronarli all'impegno penitenziale della Quaresima.

Per questo il rito dell'imposizione delle ceneri prevede anche la pronuncia di una formula di ammonimento, scelta fra due possibilità: «Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai» oppure «Convertiti e credi al Vangelo».

Nel rito ambrosiano, in cui la Quaresima è posticipata di quattro giorni e inizia la domenica immediatamente successiva (e in cui pertanto il carnevale termina con il "sabato grasso"), l'imposizione delle ceneri avviene o in quella stessa prima domenica di Quaresima oppure, preferibilmente, il lunedì seguente. Il giorno di digiuno e astinenza viene invece posticipato al primo venerdì di Quaresima.

Mentre la tradizione popolare meneghina fa risalire il proprio carnevale prolungato, o "carnevalone", a un "ritardo" annunciato dal vescovo di Milano Sant'Ambrogio, impegnato in un pellegrinaggio, nel tornare in città per celebrare i riti quaresimali, in realtà tale differenziazione cronologica dipende da un consolidato e più antico computo dei quaranta giorni della Quaresima, conservato peraltro anche nel rito bizantino.

L'imposizione delle ceneri sul capo del pontefice, che tradizionalmente avveniva nella basilica di Sant'Anastasia al Palatino per mano del cardinale protovescovo, per almeno cinque secoli si è svolta in silenzio.

Stando alla dissertazione scritta dal cardinal Niccolò Maria Antonelli nel 1727, il rito era piuttosto antico, anteriore a papa Gregorio I (VI secolo), e si svolgeva «dicendo sacra illa verba: Memento homo, quia pulvis es et in pulverem reverteris» perlomeno fino al pontificato di papa Celestino III (1191-1198), mentre l'assenza di qualsiasi formula rituale («nihil dicendo») è sicuramente attestata con papa Urbano VI (1378-1389) ma potrebbe essere anticipata con buone ragioni all'inizio del Trecento.

Il passaggio quindi al rito silenzioso sarebbe avvenuto nel XIII secolo, mentre la pronuncia della formula ammonitrice è stata reintrodotta all'inizio del Settecento.

Da Sant'Anastasia si muoveva poi la processione che a piedi scalzi (almeno fino al XII secolo) saliva fino alla prima stazione quaresimale della basilica di Santa Sabina, sull'Aventino, dove i pontefici pronunciano tuttora la loro omelia del Mercoledì delle Ceneri.

Come accade normalmente con le maggiori celebrazioni religiose, anche il Mercoledì delle Ceneri può vantare una serie di curiosità, abitudini e costumi particolari riservati a questo giorno.

A cominciare dal nome proprio Cenerina (più raro il maschile Cenerino), che deriva testualmente dall'appellativo di questa ricorrenza, e proseguendo con la tradizionale scampagnata delle Ceneri che i cittadini di Sant'Anastasia compivano ancora pochi decenni fa sul Monte Somma, percorrendone le pendici lungo la suggestiva strada ornata dalle stazioni della Via Crucis, per andare infine a dissetarsi alla sorgente Olivella.

A livello di usanze e tradizioni più o meno popolari vanno segnalati anche numerosi Mercoledì delle Ceneri piuttosto "trasgressivi", nel senso che tale giorno non viene inteso come il primo della Quaresima ma come quello conclusivo del Carnevale:

il Carnevalone di Marino, ad esempio, era una manifestazione di baldoria organizzata dai repubblicani locali a partire dal 1870 proprio il giorno delle Ceneri con intenti dichiaratamente anticlericali (venne soppresso nel 1922, con l'avvento del fascismo);

il Carnevale di Borgosesia invece continua a festeggiare ancor oggi il Mèrcü Scüròt (cioè "Mercoledì Scuro"in piemontese) con una sorta di funerale del carnevale stesso, che si celebra dopo la "fagiolata" di mezzogiorno allestendo un corteo "funebre" che tocca tutte le osterie della città e termina solo a notte inoltrata;

anche a Lazise ci si accontenta della frittura di aole (alborelle di lago) e di un minestrone "di magro" ma poi, concluse le votazioni iniziate il Martedì grasso e proclamati i nuovi Capo Valàr, Quel dal Re e il Cagnól (tradizionali maschere locali), si forma il corteo mascherato che gira la città per portare i nuovi "re del carnevale" al riconoscimento ufficiale in municipio;

nella Barbagia di Ollolai il carnevale prevede anche l'intinghinzu del Mercoledì delle Ceneri, un'imbrattatura di fuliggine che ricalca parodisticamente il rito quaresimale, e nel pomeriggio a Ovodda si svolge una vera festa con le maschere che cavalcano asini o portano al guinzaglio maiali, pecore e galline.

tutti pazzi per la Civita

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