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Sorelle MirabalIl sacrificio delle sorelle Mirabal

di Silvia De Maglie*

Il 25 novembre 1960 le tre sorelle Patria, Minerva e Maria Teresa Mirabal furono brutalmente assassinate dal regime dominicano si Rafael Trujillo, uno dei più spietati dell'America latina.

Donne colte e coraggiose madri di famiglia lottarono per la libertà politica del proprio paese uscendo di scena esalando tra le bastonate.

Probabilmente pensavano bastasse chiuder loro la bocca per risolvere il problema e invece l'indignazione popolare ha reso possibile che la loro battaglia proseguisse e nel 1998 l'Assemblea Generale dell'ONU con la risoluzione 54/134 ha all'unanimità istituito il 25 novembre d'ogni anno la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne in onore e ricordo della battaglia delle sorelle Mirabal.

Gli ultimi dati Istat rilevano una sostanziale diminuzione degli omicidi in Italia, ma e ben vedere diminuiscono quelli da uomo a uomo ed aumentano considerevolmente quelli da uomo a donna.

La violenza sulle donne sta registrando esponenziali aumenti, ogni giorno è protagonista delle nostre cronache e dall'inizio del 2012 ben 106 sono state le donne assassinate, dato che si incastona nella tragica media di 120 ogni anno: dieci al mese, più di 2 ogni settimana. Ma non solo.

Accanto alle donne uccise c'è un esercito di donne silenziose che quotidianamente, anche in questo esatto istante, subiscono della violenza fisica o psicologica, dello stalking o altro maltrattamento.

Il Telefono Rosa, che dal 1988 ogni giorno accoglie migliaia di telefonate di donne che chiedono ascolto, che chiedono aiuto, ci dice che in Italia il 72% delle donne ha subito violenza psicologia, il 44% quella fisica e che molto spesso tacciono.

Quanto più attira tristemente la nostra attenzione è che l'85% dei soprusi è commesso da mariti o compagni, da partner molto spesso padri dei loro bambini.

A spiegarci il perchè di tanta violenza è il ministro della Giustizia Paola Severino in una lunga intervista ad "Uno Mattina" a due giorni da oggi, domenica 25 novembre.

«Sono colpite tutte le donne» spiega «da quelle in carriera alle casalinghe, in paesi ad elevata cultura, ad esempio Danimarca e Finlandia, cosi come al sud. Il problema evidentemente non riguarda le donne, riguarda gli uomini e si radica nel senso del possesso».

Alla base, dunque, si evidenziano cause di tipo essenzialmente culturale, si tratta di uomini che «le isolano, le amano in maniera folle, malata, le picchiano e la donna non reagisce perchè ritiene che l'amore possa vincere tutto. Ed è un grande errore».

«Bisogna creare una cultura dell'anti-violenza» e assieme al ministro Fornero e al ministro Cancellieri si lavora per accelerare la ratifica della convenzione di Istanbul, firmata dal ministro del lavoro lo scorso 27 settembre, «sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e la violenza domestica».

Sarà un ulteriore strumento di lotta, probabilmente il tassello mancante del nostro sistema giuridico che già, tuttavia, presenta una serie di importanti tutele, tra cui quella importantissima della querela irretrattabile: la denuncia avanzata da una donna per violenza ricevuta non può essere ritirata nè ritrattata per paura di ulteriori violenze o per minacce ricevute.

Come ovvio, il problema non è nell'inasprimento della pena - ci si riferisce alla proposta di legge avanzata dall'ex ministro Mara Carfagna e dall'avvocato Giulia Buongiorno sul ricorso all'ergastolo in caso di femminicidio - ma nella certezza dell'attuazione pratica della pena.

«Certo» continua il ministro «la perseguibilità d’ufficio in alcuni casi servirebbe a consentire che il vicino di casa che vede, constatata le violenze, possa intervenire con una propria denuncia».

Occorre rinforzare ancor più la rete di assistenza alla quale le donne che subiscono violenza possano rivolgersi e far capire loro che non sono responsabili di quanto subito, non sono le colpevoli, ma le vittime e per tal ragione non debbono vergognarsi di denunciare le molestie e violenze ricevute.

Quest'oggi in tutta Italia, da nord a sud del paese, tante le iniziative a sostegno delle donne, tutti uniti per dire "No" alla violenza sulle donne.

*www.lenews.eu

tutti pazzi per la Civita

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