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La sicurezza parte dalle persone oltre alle norme

L’evento si svolge il 27 marzo 2014

Il sostegno all’iniziativa di Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering di Mestre:

“La sensibilizzazione e la diffusione della cultura della sicurezza sono gli strumenti più efficaci per la prevenzione e per arginare concretamente l’emergenza morti bianche”.

“Un’iniziativa encomiabile che contribuisce efficacemente alla diffusione della cultura della sicurezza sul lavoro”.

Questo il commento di Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering alla "Quinta Giornata Nazionale per la Sicurezza nei cantieri", ideata dalla Federarchitetti Snalp (il Sindacato nazionale degli architetti liberi professionisti) che si celebrerà giovedì 27 marzo a Roma e contemporaneamente in altre 11 città italiane.

“Un momento di riflessione e di sensibilizzazione importante per tutti gli addetti ai lavori e per tutti coloro che come noi si stanno impegnando da sempre in questa direzione – prosegue l’ingegner Rossato – L’evento, poi, diventa ancor più prezioso ed utile dal momento che si affrontano problematiche relative ad uno dei settori più a rischio come è appunto quello delle Costruzioni”.

E a confermare l’emergenza nei cantieri sono le quotidiane rilevazioni dell’Osservatorio Vega Engineering.

Da gennaio 2011 a Dicembre 2013 il settore delle “Costruzioni” - il secondo più a rischio dopo quello agricolo – conta in Italia 84 infortuni mortali nel 2013, 120 casi nel 2012 e 122 nel 2011.

“Un decremento della mortalità in termini assoluti che - segnala Rossato - deve necessariamente rapportarsi alla crisi economica ed occupazionale che ha colpito il mercato dell’edilizia negli ultimi anni”.

La causa di morte più frequente nel settore delle Costruzioni, sempre secondo il rapporto triennale dell’Osservatorio Vega Engineering è la “caduta di persona dall’alto” (42 casi nel 2013, 64 nel 2012 e 61 nel 2011).

E gli infortuni piĂą numerosi sono conseguenti a cadute da altezza compresa tra 1 e 10 metri; confermando che non servono grandi altezze per morire e segno che non sono state adottate le misure di sicurezza previste per tale tipologia di lavoro.

“In base alle informazioni disponibili sulle morti per caduta dall’alto – precisa ancora il Presidente dell’Osservatorio mestrino - il lavoratore non aveva indossato dispositivi di protezione individuale adeguati”.

Questo fenomeno ha dimostrato la scarsissima attenzione ancora oggi posta alla corretta “progettazione” del lavoro in quota, il quale deve prevedere adeguate opere provvisionali e/o dispositivi di sicurezza di trattenuta al fine di tutelare i lavoratori”.

“E’ quindi fondamentale investire sulle attività di prevenzione, tra cui la formazione dei lavoratori, e su nobili iniziative come quella della Quinta Giornata Nazionale della Sicurezza nei Cantieri Edili. Ma – conclude Rossato - vogliamo ricordare che non va trascurata neppure l’importanza delle attività di controllo da parte di enti preposti”.

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