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Dall’8 settembre alla Festa della Liberazione della Città di Teramo

Gli eroi teramani della battaglia di Bosco Martese.

La Festa del 15 giugno di 65 anni fa: l’Ottava Armata liberava la Città di Teramo dalle forze di occupazione germaniche.

di Nicola Facciolini

La Provincia e i Comuni si mobilitano per la ricorrenza per celebrare la Resistenza teramana, Medaglia d’oro al valor militare: in molti sperano che l’evento  possa un giorno essere istituzionalizzato in una festa civile.

I valori della Resistenza e dei Partigiani, i nostri “Heroes”.

Dall’8 settembre la Patria rinacque dalle ceneri.

La guerra di Liberazione fu combattuta per ridare dignità, indipendenza e libertà all’Italia, tutti valori fondamentali.

L’8 settembre 1943 è la data dell’annuncio dell’armistizio delle forze di terra, di mare e di cielo d’Italia, che segna l’inizio della Resistenza contro l’occupazione delle truppe nazi-fasciste.

Non fu il tradimento della Germania nazista traditrice di patti ed alleanze, ma la scintilla e l’onore di un’Italia ferita che seppe risorgere dall’abisso del male.

I Martiri della Libertà nella Resistenza, sono legati a doppio filo rosso con la Storia dei Martiri della Libertà nel Risorgimento che celebreremo per i 150 anni dell’Unita d’Italia tra il 2010 e il 2011.

Speriamo anche nell’antica fortezza borbonica di Civitella del Tronto, in provincia di Teramo.

Fra le due vicende, il Risorgimento e la lotta di Liberazione, infatti, non c’è soluzione di continuità.

Tutti sanno che a Porta San Paolo in Roma, fu combattuto il primo episodio della resistenza contro i nazisti.

Ma chi ricorda dove e quando fu combattuto il primo episodio del Risorgimento italiano quando cattolici ed ebrei insieme, come 66 anni fa dopo l’8 settembre, insieme come fratelli in armi iniziarono a ricostruire l’Italia unita e lo Stato di diritto, prima nella Monarchia, poi nella Repubblica italiana?

Sono questi “i valori fondanti” della Nazione, come ha sottolineato il Capo dello Stato Giorgio Napolitano.

Ed è giusto spiegarlo e ricordarlo “oggi che siamo alla vigilia, spero, dell’inizio dell’attività celebrativa per il 150esimo dell’Unità nazionale.

C’è continuità tra le battaglie del risorgimento» e la nascita dello Stato democratico”.

Per non dimenticare il sangue versato dagli Alleati anglo-americani e dalla Resistenza teramana, rendiamo onore ai Martiri della Libertà, nel 65° anniversario della Liberazione della Città di Teramo dal regime fascista e dalle truppe naziste.

Giovedì 15 giugno 1944, gli Alleati dell’VIII Armata e vari nuclei partigiani costringevano alla fuga le forze di occupazione germaniche che opprimevano da anni la città.

Teramo era finalmente libera! Venerdì 16 giugno 1944 i primi nuclei partigiani entrarono da trionfatori a Teramo, lungo corso San Giorgio, e trovarono la città finalmente libera dagli oppressori dopo la ritirata generale delle truppe tedesche e dei fascisti della Repubblica Sociale.

Una data indelebile scolpita nei nostri cuori e nelle nostre menti, che deve essere vissuta e partecipata da tutti e non soltanto da uno schieramento politico.

La Provincia e i Comuni del Teramano si mobilitano per la ricorrenza per celebrare la Resistenza teramana, Medaglia d’oro al valor militare: in molti sperano che l’evento possa essere un giorno istituzionalizzato in una festa civile.

Vanno ascoltati i continui richiami del Capo dello Stato al rispetto della memoria storica, della responsabilità istituzionale e del senso comune della Patria rinata sull’isola di Cefalonia, ove perirono, in nome della Civiltà e della suprema Difesa nazionale, migliaia di nostri soldati all’indomani dell’Armistizio dell’8 settembre 1943.

Primo atto eroico di Resistenza delle nostre Forze Armate.

Vanno ascoltati i nostri Partigiani sul territorio, il cui memore messaggio è immortale.

Le nuove generazioni conoscono poco la Storia della Liberazione di Teramo, della quale fu testimone oculare, tra gli altri, don Giovanni Saverioni che abbiamo intervistato.

In tanti, tuttavia, anche adulti, hanno dimenticato sia il ruolo svolto dai partigiani teramani nella Resistenza aprutina (attiva e passiva) sia il ruolo determinante svolto dall’Ottava Armata per liberare la città di Teramo dai nazi-fascisti.

La festa della Liberazione della Città di  Teramo, vuole essere il richiamo ai valori della Libertà e della Resistenza, attiva e silenziosa, ai valori della Patria, della Nazione e della Democrazia che si incarnano nel percorso democratico deciso, voluto e difeso dagli Italiani nelle tre date storiche del 25 Aprile 1945, del 2 Giugno 1946 e del 18 Aprile 1948.

Abbiamo sconfitto insieme i misfatti del nazismo e del fascismo in Italia e nel mondo, ristabilendo definitivamente la realtà-verità storica, a cominciare dall’influenza decisiva delle truppe angloamericane, dalla presenza attiva e costante della Chiesa Cattolica Romana (con i suoi sacerdoti martiri nel Teramano) che diede aiuto e rifugio ai nostri Patrioti Partigiani, ai perseguitati di tutte le fedi politiche, esercitando un ruolo umanitario essenziale per la pacificazione.

Non possiamo negare ed affossare la verità storica: la guerra fu vinta da coloro che sconfissero la brutalità dell’oppressione nazi-fascista ed affermarono con il sacrificio della propria vita la conseguente necessità e urgenza di combattere il male per la Liberazione.

Ma è altrettanto necessario ricordare che accanto alle vittime del nazifascismo ci furono molte vittime della violenza civile (molti sacerdoti cattolici vennero uccisi dai partigiani, anche in provincia di Teramo, con accuse infamanti di collaborazionismo), sulle quali c’è un colpevole silenzio, durato anche troppo, che finalmente deve portare alla comprensione del sacrificio di tutti.

Soprattutto quando si tratta di vittime come quelle cadute tra il ’45-’48, a guerra finita.

Fatti sui quali la storiografia ufficiale della “retorica resistenziale” ha preferito glissare con colpevole dimenticanza ed appoggio politico trasversale.

Occorre riflettere sul ruolo e sulle motivazioni di alcuni partigiani comunisti che combatterono il nazifascismo non certo per instaurare la libertà in Italia ma un regime “internazionalista” analogo a quello fascista.

Il 25 Aprile è la data di nascita della democrazia della nuova Italia, che con la Repubblica e la Costituzione gettò le basi del proprio radicale cambiamento istituzionale e civile.

Dal collasso dello Stato nel 1943 prese l’avvio un complesso movimento di opposizione al nazifascismo: i partigiani della Resistenza armata, i militari combattenti delle risorte Forze Armate, i militari internati della “resistenza senz’armi” e la popolazione civile.

Questo vasto schieramento, con il determinante apporto degli alleati anglo-americani, riuscì ad abbattere gli oppressori, a cacciare gli occupanti dall’Italia, a ricostruire nel Dopoguerra la convivenza civile.

Furono la Patria ed il Patriottismo ad animare gli Italiani che si batterono per il riscatto nazionale e la rinascita dell’Italia nella libertà e nella democrazia, preservate nel Patto Atlantico (la NATO, di cui celebriamo l’anniversario) anche durante gli anni della cosiddetta “Guerra fredda” Usa-Urss nel timore di un imminente olocausto termonucleare.

Resta intatto nel nostro cuore il debito di riconoscenza verso tutti gli artefici della nostra salvezza.

Il nostro memore pensiero va ai caduti ed alle vittime, combattenti e civili, della guerra di liberazione, ai Martiri ed agli eroi che pagarono con la vita la fedeltà alla causa e al giuramento militare.

Il 25 aprile 1945 restituì agli Italiani la dignità e la capacità di decidere per il proprio futuro. L’anniversario che celebriamo non è una semplice festa ma costituisce una tappa fondamentale della nostra storia ed un monito severo a preservare a qualsiasi costo i valori fondamentali dell’uomo, della persona e della società occidentale.

Una data che per i Teramani tutti, assume un significato particolare insieme a quella dell’anniversario della gloriosa battaglia di Bosco Martese del 25 settembre 1943.

Le iniziative previste dalle celebrazioni del 25 aprile assumono un significato molto importante in quanto nel 2005 la Provincia di Teramo è stata insignita della Medaglia d’Oro al Valor Civile per la Resistenza e, nelle motivazioni ufficiali del riconoscimento, è espressamente citata la battaglia di Bosco Martese.

La località di Bosco Martese è posta a 1.134 metri sul livello del mare e si trova in località Ceppo di Santa Maria, nel punto terminale della strada che unisce Teramo alla Valle Castellana.

Tantissimi furono i giovani che, sprezzanti del pericolo, offrirono la vita per liberare Teramo dalle truppe d’occupazione nazi-fasciste.

Tanti furono gli uomini e le donne a cui le generazioni successive alla guerra di liberazione devono la loro attuale libertà e la possibilità di vivere in una nazione libera.

L’Europa deve eterna riconoscenza alle truppe alleate, ai giovani soldati americani, inglesi, indiani, canadesi, russi e australiani, morti per una giusta causa: la sconfitta militare e politica dei nazisti con l’eliminazione della macabra ideologia che ha portato al tentativo di sterminio totale di esseri umani ritenuti “non puri”: oltre sei milioni di donne e uomini, giovani e vecchi, bambini uccisi anche nei campi di concentramento, colpevoli solo di essere Ebrei, e altrettanti milioni di non ebrei.

Il comando delle operazioni militari partigiane di massa di Bosco Martese, venne affidato ad uno Stato Maggiore composto dal capitano Lorenzini, dal tenente Gelasio Adamoli, dal tenente colonnello Guido Taraschi, dal tenente Arnaldo Di Antonio, dal tenente di vascello Ciro Romualdi, dal tenente Francesco Di Marco.

Il responsabile diviene Ettore Bianco, capitano dei carabinieri regi della Stazione di Teramo.

Tra il 9 e il 14 settembre 1943 furono disposte le tende dell’accampamento, vennero inquadrate le formazioni, si installarono le mitraglie Saint Etienne, i pezzi di artiglieria pesante…

Bosco Martese è sicuramente il simbolo della Resistenza Teramana ma anche e soprattutto la prima tappa gloriosa della Resistenza Italiana.

Dopo Cefalonia e l’episodio di Porta San Paolo che furono Resistenza attiva del Regio Esercito Italiano, il 25 settembre del 1943 ad Ara Martese, successivamente denominato Bosco Martese, fu vinta la prima battaglia campale della Resistenza Italiana, grazie anche all’esercito italiano ed ai Carabinieri di Teramo, nei confronti di una colonna motocorazzata dell'esercito tedesco che da Foggia cominciava a risalire il territorio per occuparlo.

A Bosco Martese ci fu una grande unità d’intenti tra persone di fede politica diversa.

Esso ebbe un carattere “nazionale” in quanto si unirono uomini e donne il cui unico intento era quello di combattere gli occupanti nazisti per riconquistare la libertà e difendere l’interesse nazionale dell’Italia.

Una città intera, Teramo, che decide di passare alla lotta contro l’invasore tedesco diventando un laboratorio che contiene in embrione quelle caratteristiche che faranno forte e matura la Resistenza dell'Italia del nord.

Il 25 Aprile ricordiamo anche l’eccidio della Divisione Acqui: migliaia di soldati italiani uccisi a sangue freddo per essersi rifiutati, dopo l’8 Settembre, di consegnare le armi alla Wehrmacht.

Commemoriamo i nostri connazionali barbaramente trucidati a Cefalonia, per difendere con orgoglio l’onorabilità fino in fondo dei nostri soldati che, ieri come oggi, hanno tenuto fede al giuramento prestato, e hanno sacrificato la loro stessa vita per la Patria.

Come hanno sempre fatto.

E come fanno oggi, sempre nel solco dei valori resistenziali, sotto l’egida delle Nazioni Unite e della NATO, in missioni in tutto il mondo a difesa della civiltà, della libertà e della democrazia dei popoli oppressi.

Tra il 14 e il 16 giugno 1944 si insediò a Teramo il Comitato di Liberazione Nazionale che affidò al partigiano Armando Ammazzalorso il “comando per il mantenimento dell’ordine pubblico”: il 23 giugno 1944, a suggello della rinnovata libertà e in rappresentanza dei Partiti ricostituiti, fu eletto sindaco Antonino Ciaccio, decano dell’antifascismo teramano e “vecchio garibaldino”.

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