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Festa dell'uva

Si celebra il 6 ottobre

Se dell' uve il sangue amabile/ non rinfranca ognor le vene/ questa vita è troppo labile,/ troppo breve e sempre in pene (Francesco Redi, Bacco in Toscana)

Intento della manifestazione, che si svolge la prima domenica di ottobre ed è  attualmente curata dalla Pro Loco, è quello  di portare i presenti indietro nel tempo facendo rivivere loro l' atmosfera, le sensazioni, gli odori, i colori e i suoni di una giornata di vendemmia che per molti rappresenta " il posto delle fragole".

La festa ha tradizioni antiche e radicate -   infatti di questo evento, ancora molto vivo e sentito dalla popolazione, si hanno notizie documentate risalenti alla fine del 1800 – ed ha avuto inizio quando ad Alanno, paese di vocazione vinicola, i vecchi produttori cominciarono a gareggiare per stabilire chi tra loro avesse "creato" il vino più buono della stagione (oggi la maggior parte dei vigneti del paese è posseduta da una cantina di cui è proprietario  il noto pilota di Formula Uno Jarno Trulli).

La giornata si apre con la sfilata delle tipiche conche abruzzesi addobbate e portate dalle donne nella chiesa  della Madonna del Carmine per la benedizione e prosegue per le vie del paese con la sfilata,  in cui i partecipanti  indossano costumi folkloristici, di carri addobbati con oggetti di un tempo come le vecchie lanterne, "Lu suffiett", lu "Jov" (usato per far trainare il carro dai buoi), "L'mpajatell" (vecchi fiaschi per il vino) ed altri...

Alla fine del corteo nella piazza del paese si svolge la "Gar' d' l' sagn' " in cui le massaie locali si sfidano, con acqua e farina, nel fare nel minor tempo possibile le tipiche sagne abruzzesi che verranno poi cucinate e consumate da tutti i presenti.

La vera e propria festa ha inizio in piazza, dopo il pranzo, con la rievocazione dell'antica pigiatura e torchiatura dell'uva. Per tale rappresentazione si utilizzano le vecchie "trocche", riempite di uva che verrà pestata a piedi nudi dai pigiatori  abbigliati con abiti tipici a ritmo di "du' bott".

Quel che  resta nelle trocche viene poi messo all'interno del torchio per terminare la spremitura dell'uva e ottenere il mosto.

Il pomeriggio, allietato prima  dal coro dei bambini del paese, è poi animato alla rappresentazione del "Ballo della Quadriglia Abruzzese".

Stand gastronomici e l' ottimo vino locale non sono certo comparse (c' è bisogno di dirlo?)  in questa giornata che si concluderà, tra balli, canti e il suono dell' orchestra, con il crepitio  della "pupa pirotecnica" a notte inoltrata.

Vedi anche: Alanno Story

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