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Sono potenti e armati ma non conoscono alcuni valori. E noi rischiamo di copiarli

di Francesco Alberoni*

La cultura anglosassone ha subìto un profondo cambiamento nel 1600 dopo le lotte religiose e la rivoluzione.

Il paese trovò finalmente la pace rinunciando alle speranze messianiche, al sogno di instaurare la repubblica dei santi.

Spaventati dagli effetti sanguinosi delle passioni ideologico-religiose le misero da parte, giurarono di non parlarne più, si affidarono alla ragionevolezza, all'accurato calcolo del costi e benefici.

Fu così che nacquero insieme l'utilitarismo e l'economia entrambi basati sull'idea che gli uomini agiscono sempre in modo da massimizzare il vantaggio e ridurre il danno.

Prendiamo come esempio l'amicizia.

Noi diciamo che l'amicizia sorge da una reciproca simpatia per cui ciascuno vuole il bene dall'altro, perciò lo aiuta e riceve aiuto a sua volta.

Ma non ci viene in mente di spiegare l'amicizia in base al vantaggio che ne ricaviamo.

Gli anglosassoni sì. L'amicizia nasce dal calcolo dei vantaggi che dà.

E lo stesso il matrimonio. Avendo come base l'utilitarismo, la psicologia, la sociologia e la scienza politica angloamericane non capiscono i processi sociali in cui la gente si dedica con entusiasmo a una causa, a una fede senza averne nessun vantaggio, magari sacrificando la propria vita.

Perciò non capiscono nemmeno l'innamoramento perché quando ti innamori non puoi sapere se sarai ricambiato, se sarai felice oppure no.

Intendiamoci bene: gli angloamericani provano l'amor di patria, si battono per una fede religiosa, si innamorano come gli altri.

Però quando riflettono culturalmente su di essi, quando cercano di spiegarli, lo fanno sempre in termini di costi e benefici, in termini egoistici.

E così compiono errori catastrofici. Gli americani hanno sottovalutato la fede, la dedizione dei vietnamiti e hanno perso la guerra.

Non hanno capito il mondo mistico-religioso iranico che ha portato al potere Khomeini.

Sono intervenuti con la guerra sul delicato rapporto sciiti e sunniti in Irak.

Hanno distrutto la Libia che era stata unificata da Gheddafi.

Sono potenti, armati, ma nel campo delle passioni politiche e religiose le loro scienze sociali sono penosamente arretrate.

Sono ciechi e poiché andiamo a scuola da loro stanno accecando anche noi europei.

*www.ilgiornale.it