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Stelle morenti diventano vento di vita

di Enrico Ferdinandi*

Cos’è l’anima? Domanda alla quale è difficile trovare una risposta concreta ma è interessante notare la sua derivazione semantica. Difatti questa parola deriva del greco ànemos che significa “soffio” o “vento” ed è anche interessante notare come nel corso dei secoli la lingua italiana abbia adattato questa parola anche ad altri significati, ad esempio chiamiamo la maggior parte degli altri esseri viventi “animali”.

Ora vi domanderete (forse) perché vi stiamo parlando di anima, vento, semantica ed animali?
Per darvi la possibilità di riflettere maggiormente sulla notizia che vi stiamo per proporre.
Ci troviamo nel lontano Cile dove grazie a quello che da molti viene definito il telescopio più potente del mondo, il Very Large Telescope, istallato pensate a ben 2.600 metri d’altezza nel deserto di Atacama, alcuni ricercatori di Sydney e di Manchester hanno potuto osservare, come mai prima d’ora, quella che è la fine di una stella.

Nella fattispecie i ricercatori hanno osservato l'alone di polvere che circonda tre astri giunti alla fine del loro ciclo vitale nelle costellazioni dell'Idra, del Dorado e del Leone.
Ebbene dallo studio, pubblicato su Nature, si evince che la morte di una stella è accompagnata da una sorta di “ultimo respiro” un ultima folata di “vento” (ànemos) che spinge per ogni dove dell’universo minuscoli grani di materia che si erano formati precedentemente all’interno della stessa stella nel corso di miliardi di anni.

Sarà proprio grazie a quest’ultimo “soffio di vita” che quei piccoli grani di materia (si parla di grani di silicati di appena 600 nonometri di diametro) potranno far ripartire il ciclo di formazione di un nuovo pianeta: la forza di gravità porterà a nuove aggregazioni e quindi a nuovi pianeti e perché no anche a nuove forme di vita.
I ricercatori, guidati dall’astrofisico Barnaby Norris, hanno spiegato che tutte le stelle del nostro universo prima o poi saranno destinate a spegnersi come quelle da loro osservate, toccherà perfino al sole fra 5 miliardi di anni.

Uno degli astronomi coinvolti nella ricerca, Albert Xijlstra, ha spiegato che la morte di una stella porta alla nascita di nuove: “La polvere e i grani che costituiscono il vento riescono a sopravvivere alla stella, e più tardi diventeranno le nubi spaziali nelle quali nuove stelle si formeranno. I grani a loro volta diventeranno i mattoni essenziali per la formazione dei pianeti.

La stessa Terra è nata dalla polvere di stelle”.
Interessante allora pensare come un soffio di vento, che arrivi dalla valle di un monte o dalla morte di una stella, possa portare per l’universo lo stesso messaggio di speranza e di vita e poterci permettere di riflettere su quanto sia immenso il dono della vita.
*www.2duerighe.com

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